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Inferno – Dan Brown

infernoHo trovato quest’ultimo libro di Dan Brown interessante e sotto diversi aspetti degno di nota.

Il genere devo dire non è tra quelli che mi appassionano maggiormente, non più oramai. Quindici o venti anni fa le cose sarebbero state differenti e l’intrigo, il ritmo e i repentini colpi di scena mi avrebbero acceso molto più di oggi che tendo a non sorvolare su alcuni aspetti seppur probabilmente non fondamentali.

Inferno si inserisce con decisione tra le opere dello scrittore americano e a mio parere è migliore del suo lavoro precedente Il simbolo perduto.

La parte che fa da contorno a tutta la vicenda, ossia le lezioni di storia dell’arte che Robert Langdon ed alcuni degli altri protagonisti tengono al lettore, è senza dubbio quella da me preferita: fermarsi ad ogni accenno artistico-letterario per individuare un luogo o un’immagine su internet, di sicuro rallenta la lettura, ma certamente fornisce nozioni che rendono la vicenda perfino più appassionante di quanto non lo fosse già prima.

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Posizione di Tiro – Jean-Patrick Manchette

Un’amica mi ha consigliato di leggere qualcosa di Jean-Patrick Manchette dicendomi che questo autore francese, con le sue opere pubblicate negli anni settanta, aveva portato delle novità nella narrativa del suo paese.

Posizione di tiro in effetti è un romanzo abbastanza classico del genere, più vicino ai moderni film d’azione che a storie scritte; una vicenda che avrebbe potuto vedere come protagonista un Bruce Willis dei tempi d’oro.

In sostanza la storia è quella del killer professionista che dopo anni di onesto lavoro decide di ritirarsi dall’attività per godersi il patrimonio accumulato in tanti anni di uccisioni.

Ovviamente, come insegnano sia la tradizione romanzesca che la più concreta realtà, non è possibile abbandonare una professione come quella senza inimicarsi l’ex datore di lavoro.

Inizia così un lungo elenco di vendette dirette e trasversali che movimenta una dopo l’altra praticamente tutte le pagine del libro. Continua a leggere

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La Strada – Cormac McCarthy

Uno dei libri più diffusi, più segnalati e forse anche più letti…almeno tra gli amanti di un certo genere.

Quasi inutile raccontarne la trama; il libro parla ben poco dell’antefatto e ancor meno di quanto accadrà in futuro.

Quello che viene descritto è il rapporto tra i due protagonisti, padre e figlio, e il loro peregrinare alla ricerca della loro terra promessa: l’incontro con altri “buoni”.

Il tutto avviene in un clima di distruzione e di devastazione dove ogni momento che passa, ogni metro percorso, può nascondere l’orrore e la follia.

La tenacia è la forza che li spinge ad andare avanti cercando di non lasciare cadere quel bricolo di speranza che ancora rimane loro.

Il libro, la cui uscita penso risalga al 2006, raccoglie varie situazioni che mi hanno riportato alla memoria spezzoni del film “Zombie” di Romero come la ricerca tra gli scaffali del centro commerciale, oppure “L’Ombra dello Scorpione” di King, dove i pochi sopravvissuti ad un’epidemia si ritrovano isolati e muovendosi verso il punto di un eventuale ritrovo, si ingegnano per ricavare ciò di cui hanno bisogno.

Andando più indietro nel tempo anche la serie “I Sopravvissuti” potrebbe essere citata come eventuale fonte comune.

La differenza sostanziale che questo libro presenta rispetto agli esempi che ho ricordato è data dall’atmosfera che si respira.

Nei casi citati c’era un nemico da combattere oppure una catastrofe da superare, ragion per cui una volta passato il momento dello shock bisognava rimboccarsi le maniche per ripartire e lì aveva inizio la vicenda.

In questo libro invece, lo shock ha la durata dell’intera narrazione.

Non c’è mai un attimo di tranquillità, i pochi momenti con calo di tensione rappresentano l’eccezione; l’uomo protagonista è sempre perfettamente consapevole di questo: sa che da un momento all’altro si può presentare un pericolo mortale; tuttavia sa anche che l’unica speranza che hanno è quella di incontrare qualcuno come loro.

Le due figure non hanno nome, sono semplicemente il padre e il figlio oppure l’uomo e il bambino.

Il film basato su questa storia è appena uscito nelle sale.

E’ molto fedele alla trama del libro, sono presenti solo alcune piccole aggiunte che non spostano più di tanto, perciò direi che la pesante atmosfera che si respira leggendo è stata resa in modo discretamente fedele e rende il film consigliabile anche a chi ha già letto il libro.

A differenza di molti altri casi, a mio parere si tratta di una buona trasposizione dalla carta al grande schermo.

Insomma una storia da leggere più che da raccontare, un libro dove gli amanti della tensione troveranno diversi aspetti di loro gusto.

Un libro ignorante.

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Educazione Siberiana – Nicolai Lilin

Nicolai Lilin è un giovane tatuatore che da qualche anno vive in Italia.

In questo libro descrive e racconta quello che ha visto e vissuto da bambino, una realtà nella quale si è trovato a crescere e grazie alla quale si è formata una dignità personale che lo accompagna ancora oggi.

Un libro che racconta una realtà strana, fuori dallo standard, ma con tradizioni radicate dalle quali non si può prescindere.

E’ la vita all’interno della comunità degli Urka siberiani che vivono in Transnistria, una terra situata dalle parti ella Moldavia, nella quale Stalin deportava i criminali.

La storia raccontata è talmente cruda e spietata da sembrare irreale. Continua a leggere

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Il Ricatto – John Grisham

Dopo qualche divagazione, sportiva e non, Grisham torna al suo argomento classico, ossia il legal-thriller.

Questo suo ultimo libro non è molto originale, anzi ricorda moltissimo “Il Socio”.  Stessa atmosfera, stesso tipo di tensione, in alcuni momenti anche stesso tipo di vicenda.

Tuttavia il genere mi piace sempre molto, specialmente perchè negli ultimi anni ho diversificato molto le mie letture e quindi probabilmente sono riuscito a non farne indigestione, perciò il mio giudizio è positivo. Continua a leggere

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Il Simbolo Perduto – Dan Brown

Il simbolo perdutoIl commento a questo libro deve forzatamente dividersi secondo due aspetti.
Il primo riguarda la tipologia del racconto, il secondo le modalità della scrittura e il contesto della vicenda.
Parlarne è esattamente come cercare di commentare un film della saga di Indiana Jones, dipende dalle aspettative che si hanno e da come ne si affronta la lettura.
La vicenda è strapiena di colpi di scena, di azione, di salvataggi in extremis, nonché di citazioni ed interpretazioni di opere d’arte. Continua a leggere

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