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Bianco – Marco Missiroli

bianco “Bianco è un romanzo sulla redenzione, quindi sul riscatto. Sul riscatto morale prima di tutto, sociale, ma soprattutto un riscatto umano.  Un romanzo sul razzismo negato, quello dei perbenisti, quello di tutti i giorni, quello più odiato di tutti.”

In questo modo l’autore Marco Missiroli descrive Bianco nel corso dell’intervista televisiva di una emittente locale riminese.

Un romanzo sulla redenzione, ma soprattutto un romanzo d’accusa. Un’accusa pesante che arriva da tutte le parti senza che ci si possa difendere, né trovare riparo.

Un romanzo che lascia ben più dell’amaro in bocca per una vicenda raccontata, legata ad un passato lontano dal nostro mondo.

Siamo nel profondo sud degli Stati Uniti nella prima epoca post-schiavismo e quel razzismo una volta vissuto alla luce del sole, vive ormai nel dietro le quinte, nei salotti con le finestre chiuse e le tende abbassate, nei discorsi fatti sottovoce o negli ambienti chiusi, negli sguardi di traverso e nelle frasi a doppio senso, però vive.

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Con gli occhi chiusi – Federigo Tozzi

con gli occhi chiusiUn libro dei ricordi, una testimonianza di un mondo che non c’è più.

Questo è solo uno dei modi con cui è possibile catalogare oggi un’opera come Con gli occhi chiusi di Federigo Tozzi, ed è il mio.

Dico oggi perché, se una volta poteva essere il racconto di una vicenda che coinvolge classi sociali sostanzialmente diverse a creare sia attenzione che forse anche un qualche scandalo, nei tempi moderni certamente questa riflessione non è più valida.

La storia della Ghisola e di Pietro oggi passerebbe inosservata, mentre invece quello che non passa per nulla inosservato è tutto un insieme di aspetti che ormai non trovano più riscontro alcuno, come ad esempio il linguaggio e le usanze del tempo.

Per l’appunto ricordo che il libro venne scritto dall’autore nel lontano 1919 e presenti molti aspetti autobiografici.

Il linguaggio della scrittura dell’opera è abbastanza particolare e presenta molte differenze con la lingua che siamo stati abituati a parlare negli ultimi 40 anni, basti citare alcune espressioni come a pena (appena), né meno (nemmeno), a posta (apposta), briaco (ubriaco), leticata (litigata), doventare (diventare); molte altre ancora sono presenti nei dialoghi e nelle espressioni dell’autore.

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Troppo Buoni Con Le Donne – Raymond Queneau

troppo buoni con le donneMai prima di questo avevo letto un libro di Raymond Queneau, dunque non sapevo cosa aspettarmi da questo autore, anche perché le uniche mie conoscenze facevano riferimento ad Esercizi di stile che con questo Troppo buoni con le donne non c’entra nulla.

Da buon appassionato di storia irlandese sono rimasto stregato dall’ambientazione e dalle primissime pagine che proiettano il lettore nel pieno dell’insurrezione repubblicana del 1916 nell’ufficio postale di Dublino.

Con il procedere degli eventi ci si trova però ben presto di fronte a situazioni non propriamente realistiche, con gli indipendentisti che vengono presentati come un ammasso di paesani analfabeti e creduloni che si esprimono attraverso un linguaggio più che terra-terra, cosa che potrebbe anche essere verosimile per gli inizi del secolo scorso; tuttavia sono le situazioni che si vengono a creare all’interno delle mura del piccolo ufficio postale che fanno pensare a qualcosa di inventato e non proprio realistico.

Ecco allora che una breve verifica su altri testi di storia fuga i dubbi e porta a tornare sulle pagine di questo libro con occhi diversi: non si è più in attesa di scoprire come andranno le cose da un punto di vista storico e politico, ma semplicemente siamo alle prese con un romanzo breve di altre caratteristiche.

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L’Analfabeta – Agota Kristof

l'analfabetaL’analfabeta è una breve raccolta di racconti autobiografici di Agota Kristof.

Si tratta di pillole di vita vissuta attraverso le quali il lettore può scoprire le difficoltà attraversate dalla brava autrice ungherese venuta a mancare solo pochi mesi fa.

Un modo per avvicinarsi alla scrittura della Kristof e per cercare di decodificare quel suo modo cupo di raccontare le storie.

La raccolta comprende undici brevi capitoli nei quali si ripercorre buona parte della sua vita: la prima infanzia con la capacità di leggere fin dalla tenera età di quattro anni, il collegio, la morte di Stalin, la fuga verso l’Austria, l’arrivo in Svizzera, la prima pubblicazione, ecc.

Leggendo con superficialità la prima parte si potrebbe arrivare alla conclusione che le storie da lei abitualmente raccontate, spesso così crude e senza speranza, siano una diretta conseguenza dei suoi trascorsi; facendo più attenzione però, ci si accorge di una innata predisposizione:

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Miele – Ian McEwan

mieleSarà l’atmosfera anglosassone, saranno gli argomenti, sarà forse il modo di raccontare che ingloba nella vicenda principale anche una serie di micro racconti, ma questo Ian McEwan si conferma nelle posizioni di vertice delle mie preferenze.

Diversi sono gli aspetti in comune con alcuni lavori di David Foster Wallace, vedi ad esempio La scopa del sistema, oppure con quelli di Paul Auster.

Infatti in taluni di questi libri non è cosa rara incontrare personaggi che svolgono lavori legati al mondo editoriale e quindi nei rapporti con i loro interlocutori, può succedere che essi riportino dettagli più o meno approfonditi circa le storie con cui si sono dovuti confrontare nel corso delle loro vicende quotidiane.

Ecco dunque le storie all’interno delle storie: un numero considerevole di potenziali spin-off che solo menti con un grande potenziale creativo possono produrre.

Per quelli che sono i miei gusti tutto ciò sarebbe già sufficiente per garantirmi un buon livello di coinvolgimento personale. Continua a leggere

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Il Giorno Della Civetta – Leonardo Sciascia

il giorno della civettaQuesto è il punto su cui bisognerebbe far leva. È inutile tentare di incastrare nel penale un uomo come costui: non ci saranno mai prove sufficienti, il silenzio degli onesti e dei disonesti lo proteggerà sempre. Ed è inutile, oltre che pericoloso, vagheggiare una sospensione di diritti costituzionali. Un nuovo Mori diventerebbe subito strumento politico- elettoralistico, braccio non del regime, ma di una porzione del regime. Qui bisognerebbe sorprendere la gente nel covo dell’inadempienza fiscale come in America.

Ma non soltanto le persone come Mariano Arena e non soltanto qui in Sicilia.

Bisognerebbe di colpo piombare sulle banche; mettere mani esperte nelle contabilità, generalmente a doppio fondo, delle grandi e delle piccole aziende. E tutte quelle volpi, vecchie e nuove, che stanno a sprecare il loro fiuto dietro le idee politiche, sarebbe meglio si mettessero ad annusare intorno alle ville, le automobili fuoriserie, le mogli, le amanti di certi funzionari: e confrontare quei segni di ricchezza agli stipendi e tirarne il giusto senso.

Soltanto così ad uomini come don Mariano comincerebbe a mancare il terreno sotto i piedi. In ogni altro paese del mondo, una evasione fiscale come quella che sto constatando, sarebbe duramente punita. Qui con Mariano se ne ride, sa che non gli ci vorrà molto ad imbrogliare le carte.

Questo scriveva Leonardo Sciascia nel 1961, questo era il ragionamento del capitano Bellodi nella sua opera più conosciuta: Il giorno della civetta. Continua a leggere

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L’Acustica Perfetta – Daria Bignardi

l'acustica perfettaL’acustica perfetta è un libro che solo in apparenza racconta storie già sentite e già viste.

Non so bene cosa mi aspettassi da uno scritto di Daria Bignardi, forse potevo avere un’idea del soggetto e degli argomenti, ma non delle forma e del metodo da lei utilizzato per esprimerli e svilupparli.

L’autrice non rientra tra i miei personaggi preferiti in senso lato e per l’idea che mi ero fatto temevo di incappare in una classica storia romantica dove più o meno tutti soffrono per amore e ciascuno tiene per sé i propri sentimenti o comunque una cosa del genere.

Ho deciso di affrontare questa lettura dunque più per curiosità che per vero interesse e anche questa volta l’ho fatto completamente al buio, spinto anche dalla partecipazione della Bignardi alla trasmissione “Il cacciatore di libri” di Radio24 dello scorso 24 novembre.

Una lettura al buio in quanto l’ascolto della presentazione del libro è stata rimandata a lettura ultimata, per cui è il caso di passare al libro.

La prima parte della storia mi ha lasciato piuttosto freddo.

Niente di particolare se non un altro incontro fatale voluto dal destino come si è già visto più volte; un’altra coppia che si lascia in età adolescenziale per poi ritrovarsi grazie a combinazioni casuali. Continua a leggere

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Storia Di Un Corpo – Daniel Pennac

L’ultimo lavoro di Daniel Pennac non mi ha convinto fino in fondo.

Storia di un corpo è un lavoro certamente basato su un’idea originale: un diario particolare che un padre lascia alla figlia, nel quale il centro, ossia il protagonista delle annotazioni, è il corpo, con tutte le sensazioni e le esperienze ad esso legate.

Un gran numero di quaderni riempiti nel corso di una vita intera, nei quali il protagonista tiene una specie di cronistoria dell’andamento del dolore del piacere, degli entusiasmi e delle vergogne, delle soddisfazioni e delle preoccupazioni che le esperienze fisiche, ma anche psichiche gli regalano.

Un’opera che non mi ha soddisfatto fino in fondo specialmente nella prima metà, dove le varie situazioni e gli aneddoti raccontati, seppur in buona parte divertenti, non riescono a creare quell’atmosfera ben presente nella saga del signor Malaussène e che inevitabilmente funge da termine di paragone per ogni nuovo lavoro di Pennac.

Decisamente migliore la seconda parte nella quale, complice l’età che avanza, gli argomenti diventano più riflessivi e danno modo di affrontare temi più complessi.

Sono le difficoltà fisiche, le disattenzioni, il rapporto con figli e nipoti. Continua a leggere

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Il Corpo Umano – Paolo Giordano

Succede che verso la metà di ottobre del 2012 Mondadori fa uscire il secondo libro di Paolo Giordano, quello che aveva vinto il premio Strega qualche anno fa.

Bene, che problema c’è? dico io. Nessuno, mi rispondo. Solamente un altro titolo nelle librerie e un’altra copertina di uno scrittore legato ad una grande casa editrice e che dunque troverò esposta in bella vista nelle vetrine di tutte le librerie, almeno per un mese o forse anche qualcosa di più.

Una possibilità in più, da considerare o da ignorare.

Invece, come spesso accade in questi casi, mi capita di leggere crociate contro le grandi case editrici, contro i loro proprietari e controllori, contro i criteri di scelta delle opere da pubblicare, insomma contro il sistema in generale.

Come se boicottare il libro di uno scrittore avesse un gran senso, bah.

La mia idea di lotta e di trasformazione della società passa attraverso vie molto diverse, in primis una elevata partecipazione e un coinvolgimento in prima persona in special modo da parte di chi si lamenta e mette tutti sullo stesso piano.

Chi si disinteressa delle cose che accadono ne diventa responsabile, almeno in parte.

Fine della chiosa, che dal mio punto di vista era doverosa, in quanto la decisione di leggere in tempi brevi Il corpo umano di Paolo Giordano è dipesa in buona parte dalle polemiche che mi è capitato di leggere proprio su aNobii, il social network dedicato ai libri. Continua a leggere

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Il Mio Nome E’ Nessuno – Il Giuramento – Valerio Massimo Manfredi

Potevo riflettere, pensare, decidere, ma dovevo ammettere che una guerra per la donna più bella del mondo era l’unica che potesse avere senso.

Tutti quanti conoscono L’Odissea, chi più chi meno. Ci è stata propinata in molti modi: da studiare a scuola sul libro di epica oppure da vedere in televisione sotto forma di sceneggiato avventuroso in tempi in cui la definizione serie tv non era ancora in voga, per non parlare del cinema e della sua forma più classica: il lungometraggio.

Nei primi anni novanta venne anche realizzata una divertente parodia marcata mediaset,  con personaggi noti al pubblico televisivo.

Allora perché un’altra volta L’Odissea?

Perché dopo tanti anni la rievocazione di uno dei poemi per eccellenza delle letteratura classica non può fare male, anzi.

Valerio Massimo Manfredi è specializzato in romanzi storici e conosce perfettamente il periodo e i luoghi di riferimento avendone scritto già molto in molti dei suoi libri.

E’ uno scrittore che in questo genere di narrazione riesce sempre ad essere interessante e coinvolgente, basta lasciarsi andare e seguire il corso degli eventi pagina dopo pagina. Continua a leggere

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