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Donne e Uomini – Richard Ford

donne e uominiSono rimasto soddisfatto da questa mia prima lettura di Richard Ford.

Donne e uomini è un libro costituito da un insieme di tre racconti accomunati dal dialogo interiore dei protagonisti.

In particolar modo il primo e l’ultimo, intitolati rispettivamente Il donnaiolo e Occidentali, hanno molto in comune sia come soggetto che come ambientazione.

Gran parte degli avvenimenti infatti trova un suo svolgimento nel centro di Parigi e in entrambi i casi si parla di donne e di uomini che attraversano crisi personali o di coppia.

Il secondo racconto, che porta il titolo di Geloso, è invece una storia differente dalle altre due, sia per il protagonista che per l’evoluzione vera e propria della vicenda, tanto che alla fine del libro appare non molto in linea con il resto.

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La Foresta dei Pigmei – Isabel Allende

la foresta dei pigmeiLa lettura di un libro di Isabel Allende dopo tanto tempo, è stato un tentativo personale di entrare in quella atmosfera spirituale e a volte surreale tipica di molti autori sudamericani, che non sempre mi riesce.

La foresta dei pigmei era lì in attesa di lettura da diversi anni e qualche giorno fa una piccola coincidenza me lo ha fatto scegliere tra tutti gli altri.

Spesso per entrare nell’atmosfera creata dall’autore, è necessario cogliere anche quegli aspetti non indicati in modo esplicito, in maniera tale da non rimanere troppo legati al racconto vero e proprio, ma essere trascinati in un clima di livello diverso.

Ebbene, se a volte questa esperienza mi è riuscita con qualche altro autore, in questo caso la mia interpretazione della lettura è rimasta fin troppo inchiodata sul concreto delle vicende raccontate.

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Ragazzo da Parete – Noi siamo Infinito – Stephen Chbosky

ragazzo da pareteInteressante la forma, non male la sostanza.

Avrei decisamente escluso la possibilità che un romanzo epistolare potesse piacermi.

Mi ero avvicinato ad una lettura del genere grazie ad uno dei tanti giochi di lettura che si organizzano su aNobii.

Del resto il loro scopo reale seppur nascosto, è proprio quello di incentivare il lettore ad ampliare la propria prospettiva per affrontare opere mai prese in considerazione.

E’ esattamente il caso di questo Ragazzo da parete di Stephen Chbosky.

La forma consiste in un lungo elenco di lettere, ad ogni capitolo ne corrisponde una, inviate in forma anonima ad un amico non ben identificato.

La sostanza racchiusa in queste lettere è la storia di un ragazzo di nome Charlie che racconta le proprie vicende quotidiane all’interno di una scuola superiore americana.

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I vagabondi del Dharma – Jack Kerouac

i vagabondi del dharmaSe si affronta un testo come questo in maniera superficiale e senza avere un’idea precisa riguardo la psicologia e la mentalità di questi vagabondi, non si coglie né lo spirito, né la logica che sostiene questi avventurieri moderni.

Non si riesce a capirne le personalità spesso ben più complesse delle persone cosiddette normali.

Non mi importava un accidente della mitologia, dei nomi e di tutte le sfumature del buddismo, ma mi interessava soltanto la prima delle quattro nobili verità di Sakyamuni (il Buddha Illuminato): “Tutta la vita è sofferenza” ed entro certi limiti anche parte della terza: “Si può ottenere la cessazione della sofferenza”, cosa che ritenevo piuttosto improbabile. Non avevo ancora assimilato la Scrittura Lankavatara in cui in definitiva si dimostra che non c’è altro al mondo se non la mente stessa, e di conseguenza tutto è possibile, compreso la cessazione del dolore.

Ecco in sostanza, appena poche pagine dopo l’inizio della lettura, apparire un mondo inatteso, dove i protagonisti sono personaggi con una propria nobiltà d’animo e una consapevolezza del proprio pensiero interiore ben più profonda delle mie aspettative.

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22/11/’63 – Stephen King

22-11-63Un giorno con Stephen King! Beh, non in senso letterale ovviamente, ma quasi: quasi 20 ore di lettura per questo romanzo sul viaggio nel tempo, nell’innocente e puro tentativo di incidere sull’andamento della storia in maniera da rendere il mondo migliore di come lo si conosce.

E’ questo sostanzialmente ciò che i due protagonisti cercano di fare: Al ci mette le cose che ha scoperto e Jake ci mette la propria persona.

Un romanzo abbastanza classico per il genere Stephen King, anche se molti degli aspetti misteriosi e tenebrosi da lui spesso utilizzati a fondo, qui vengono solamente accennati.

In effetti, in alcune occasioni ci sono edifici e luoghi che lasciano intravedere una propria personalità, maligna ovviamente; ma in quelle poche occasioni, a differenza di molti altri romanzi nei quali cose e luoghi simili hanno inciso direttamente sull’andamento della vicenda, lo spazio che qui viene loro concesso è di pura marginalità: non accade nulla se non che il protagonista avverte una strana sensazione, nulla di più.

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Quando lei era buona – Philip Roth

quando lei era buonaUn Philip Roth inatteso quello che ho incontrato leggendo Quando lei era buona.

Infatti in questo libro da lui scritto nell’ormai lontano 1967 c’è tanto di diverso dalle altre mie letture dell’autore americano; si tratta del suo terzo libro e forse ai tempi non aveva ancora trovato il suo filone personale.

La cosa che più differenzia questa storia da tutte le altre è l’evidente mancanza assoluta di personaggi di origine ebraica in tutto il libro; di quella che diventerà una costante nei lavori futuri ( almeno della decina da me letti ) qui non c’è traccia.

Evidente invece è la somiglianza strutturale con il suo libro forse più importante: Pastorale Americana.

In entrambi si raccontano le vicende di alcune famiglie americane di stampo classico, quelle tipiche degli anni cinquanta soggetto di tanti film e serie tv, nelle quali le tradizioni e le apparenze sono cosa prioritaria tra quelle da salvaguardare.

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L’ex avvocato – John Grisham

l'ex avvocatoUna nuova avventura nel più classico dello stile di John Grisham, questo può essere il sunto del suo ultimo romanzo dal titolo L’ex avvocato.

Il genere legal thriller a me è sempre piaciuto e ogni tanto non disdegno un libro di questa categoria.

Si tratta del tipo di vicenda nella quale la domanda intrinseca non è chi sarà stato?, come nei classici gialli con delitto, ma piuttosto ce la farà?

Stiamo parlando di un genere letterario ben preciso che vede, a differenza della storia alla tenente Colombo dove a fronte di un omicidio più o meno misterioso c’è il racconto di come il delitto viene risolto e il colpevole individuato, una situazione in continua evoluzione nella quale gli avvenimenti si susseguono e gli scenari cambiano mano a mano che la storia si sviluppa.

In questo caso la curiosità del lettore viene stimolata e indirizzata verso una evoluzione della vicenda che non si conosce a priori e che può cambiare pagina dopo pagina.

Uno schema abbastanza consolidato quello che Grisham utilizza anche in questo libro dove diversi sono i colpi di scena e altrettanto numerosi i ribaltamenti di fronte.

Ben inteso, qui non si parla di letteratura nel senso nobile della parola, ma come dice lo stesso scrittore americano, si tratta di intrattenimento.

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Troppo Buoni Con Le Donne – Raymond Queneau

troppo buoni con le donneMai prima di questo avevo letto un libro di Raymond Queneau, dunque non sapevo cosa aspettarmi da questo autore, anche perché le uniche mie conoscenze facevano riferimento ad Esercizi di stile che con questo Troppo buoni con le donne non c’entra nulla.

Da buon appassionato di storia irlandese sono rimasto stregato dall’ambientazione e dalle primissime pagine che proiettano il lettore nel pieno dell’insurrezione repubblicana del 1916 nell’ufficio postale di Dublino.

Con il procedere degli eventi ci si trova però ben presto di fronte a situazioni non propriamente realistiche, con gli indipendentisti che vengono presentati come un ammasso di paesani analfabeti e creduloni che si esprimono attraverso un linguaggio più che terra-terra, cosa che potrebbe anche essere verosimile per gli inizi del secolo scorso; tuttavia sono le situazioni che si vengono a creare all’interno delle mura del piccolo ufficio postale che fanno pensare a qualcosa di inventato e non proprio realistico.

Ecco allora che una breve verifica su altri testi di storia fuga i dubbi e porta a tornare sulle pagine di questo libro con occhi diversi: non si è più in attesa di scoprire come andranno le cose da un punto di vista storico e politico, ma semplicemente siamo alle prese con un romanzo breve di altre caratteristiche.

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L’Analfabeta – Agota Kristof

l'analfabetaL’analfabeta è una breve raccolta di racconti autobiografici di Agota Kristof.

Si tratta di pillole di vita vissuta attraverso le quali il lettore può scoprire le difficoltà attraversate dalla brava autrice ungherese venuta a mancare solo pochi mesi fa.

Un modo per avvicinarsi alla scrittura della Kristof e per cercare di decodificare quel suo modo cupo di raccontare le storie.

La raccolta comprende undici brevi capitoli nei quali si ripercorre buona parte della sua vita: la prima infanzia con la capacità di leggere fin dalla tenera età di quattro anni, il collegio, la morte di Stalin, la fuga verso l’Austria, l’arrivo in Svizzera, la prima pubblicazione, ecc.

Leggendo con superficialità la prima parte si potrebbe arrivare alla conclusione che le storie da lei abitualmente raccontate, spesso così crude e senza speranza, siano una diretta conseguenza dei suoi trascorsi; facendo più attenzione però, ci si accorge di una innata predisposizione:

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Vita da Lettore – Una storia felice…riepilogo letture 2009

Annata 2009

83 titoli

Dicembre   (  7 titoli  )

invisible monstersInvisible monsters

Chuck Palahniuk

***  commento

27 dicembre 2010

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il mugnaio urlante

Il mugnaio urlante

Arto Paasilinna

*****  commento

26 dicembre 2009

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indignazione

Indignazione

Philip Roth

****  commento

20 dicembre 2009

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