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H/H – Banana Yoshimoto

H-HIl libro è diviso in due racconti lunghi: Hard-Bolied e Hard-Luck.

Una caratteristica degli autori giapponesi da me incontrati è costituita da aspetti surreali, fantastici, a volte astratti.

I sogni, le visioni, il sesto senso ed altre percezioni, sono all’ordine del giorno nei loro racconti.

Spesso le sensazioni hanno più valore degli avvenimenti veri e propri, dunque il fatto che un certo evento si sia verificato veramente oppure sia solamente il frutto di un pensiero astratto, di un sogno o di una visione, non è importante più di tanto.

Non è la ricerca della verità che conta, ma il lavoro interiore che si innesca nella mente dei personaggi.

E’ grazie a queste sensazioni e a questo dialogo interiore che impariamo a conoscerli e il nostro modo di vedere e di pensare ce li rende più o meno simpatici.

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Il Dilemma di Benedetto XVI – Autori Vari

il dramma di benedetto xviCon le dimissioni annunciate dal Papa pochi giorni fa era inevitabile che questo libro, uscito per la precisione nel 1978, destasse curiosità e tornasse in auge tra i lettori più appassionati.

E’ opportuno precisare immediatamente che al suo interno non c’è nulla di profetico, né di apocalittico, dunque alla larga i Giacobbo del momento assieme a tutta la loro compagnia di templari, piramidi, maya e cerchi nel grano.

Detto questo è possibile fare un sereno commento al libro, dicendo che è costituito da una raccolta di nove racconti, dei quali il primo è quello che dà il titolo al volume.

Gli autori sono diversi, così come i generi:

Il dilemma di benedetto XVI di Herbie Brennan è un racconto ambientato in un futuro in cui una nuova nazione autoritaria sta prendendo sempre più forza;

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Bianco – Marco Missiroli

bianco “Bianco è un romanzo sulla redenzione, quindi sul riscatto. Sul riscatto morale prima di tutto, sociale, ma soprattutto un riscatto umano.  Un romanzo sul razzismo negato, quello dei perbenisti, quello di tutti i giorni, quello più odiato di tutti.”

In questo modo l’autore Marco Missiroli descrive Bianco nel corso dell’intervista televisiva di una emittente locale riminese.

Un romanzo sulla redenzione, ma soprattutto un romanzo d’accusa. Un’accusa pesante che arriva da tutte le parti senza che ci si possa difendere, né trovare riparo.

Un romanzo che lascia ben più dell’amaro in bocca per una vicenda raccontata, legata ad un passato lontano dal nostro mondo.

Siamo nel profondo sud degli Stati Uniti nella prima epoca post-schiavismo e quel razzismo una volta vissuto alla luce del sole, vive ormai nel dietro le quinte, nei salotti con le finestre chiuse e le tende abbassate, nei discorsi fatti sottovoce o negli ambienti chiusi, negli sguardi di traverso e nelle frasi a doppio senso, però vive.

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Con gli occhi chiusi – Federigo Tozzi

con gli occhi chiusiUn libro dei ricordi, una testimonianza di un mondo che non c’è più.

Questo è solo uno dei modi con cui è possibile catalogare oggi un’opera come Con gli occhi chiusi di Federigo Tozzi, ed è il mio.

Dico oggi perché, se una volta poteva essere il racconto di una vicenda che coinvolge classi sociali sostanzialmente diverse a creare sia attenzione che forse anche un qualche scandalo, nei tempi moderni certamente questa riflessione non è più valida.

La storia della Ghisola e di Pietro oggi passerebbe inosservata, mentre invece quello che non passa per nulla inosservato è tutto un insieme di aspetti che ormai non trovano più riscontro alcuno, come ad esempio il linguaggio e le usanze del tempo.

Per l’appunto ricordo che il libro venne scritto dall’autore nel lontano 1919 e presenti molti aspetti autobiografici.

Il linguaggio della scrittura dell’opera è abbastanza particolare e presenta molte differenze con la lingua che siamo stati abituati a parlare negli ultimi 40 anni, basti citare alcune espressioni come a pena (appena), né meno (nemmeno), a posta (apposta), briaco (ubriaco), leticata (litigata), doventare (diventare); molte altre ancora sono presenti nei dialoghi e nelle espressioni dell’autore.

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A Sud del confine, a Ovest del Sole – Haruki Murakami

a sud del confine a ovest del soleQuesto Murakami è diverso dal solito: sembra meno fantasioso e forse anche meno surreale di quanto appaia in altre sue opere dello stesso periodo.

Non saprei dire se si tratta di maturità o di una ricercata voglia di restare con i piedi per terra, comunque stiano le cose mi è parso un libro differente dagli altri.

Capire Hajime e non giudicarlo semplicemente secondo le sue azioni, è il nocciolo della question; seguire le sue vicende vestendo i panni di un osservatore esterno o viceversa viverle in prima persona, fa un enorme differenza.

E’ la capacità di libera interpretazione da parte del lettore che Haruki Murakami mette alla prova in questo suo A sud del confine, a ovest del Sole del 1992.

Non è facile infatti seguire le vicende del protagonista senza giudicare e senza prendere posizione man mano che la storia viene raccontata; tuttavia a mio avviso tutte le situazioni  sarebbero da considerare in chiave distaccata.

A volte quella che viene definita come capacità di immedesimazione viene inquinata dalle esperienze personali e dunque non ne risulta una condizione neutrale come sarebbe necessario che fosse per poter avere una opinione vera sui personaggi che capita di incontrare nel corso delle nostre letture. Continua a leggere

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Marty Feldman – Robert Ross

marty feldmanI bei vecchi tempi sono belli solo quando sono passati.

La biografia di Marty Feldman ricalca la falsariga di molti altri personaggi famosi, in modo particolare dei comici: spesso l’uomo che va in scena è molto diverso da quello che vive il quotidiano e spesso l’allegria che riescono a trasmettere al pubblico non corrisponde a quella nel loro cuore.

Nel caso di Marty Feldman le cose stanno un po’ a metà; Robert Ross, autore del libro, racconta bene soprattutto l’adolescenza del ribelle Martin che spazia tra esperienze e iniziative a dir poco stravaganti.

Le notti passate dove di regola dovevi legare gli scarponi alla branda per evitare che te li fregassero. E anche la giacca e i pantaloni finivano con te sotto le lenzuola se volevi ritrovarli la mattina successiva. Dopodiché potevi sdraiarti in questo abominevole dormitorio.

Per non parlare delle fughe verso Parigi, all’epoca città simbolo per artisti ed intellettuali, alla ricerca di qualcosa che non riusciva a trovare tra recitazione e musica jazz.

All’età di sedici anni Marty aveva già sperimentato la vita dell’artista.

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Vita da Lettore – Una storia felice…riepilogo letture 2010

Annata 2010

71 titoli

Dicembre   ( 4 titoli  )

frankensteinFrankenstein

Mary Shelley

****  commento

31 dicembre 2010

.

la caffettiera del masochista

La caffettiera del masochista

Donald A. Norman

****  commento

23 dicembre 2010

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appunti di un venditore di donneAppunti di un venditore di donne

Giorgio Faletti

****  commento

17 dicembre 2010

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Vita da Lettore – Una storia felice…riepilogo letture 2011

Annata 2011

64 titoli  –  365 h 59m

Dicembre   (  5 titoli  –  24h 54m  )

stella distanteStella distante

Roberto Bolano

**** 

29 dicembre 2011

4h 10m

tre atti e due tempi

Tre atti e due tempi

Giorgio Faletti

***   commento

25 dicembre 2011

2h 37m

timbuctuTimbuctu

Paul Auster

****

22 dicembre 2011

3h 45m Continua a leggere

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Vita da Lettore – Una storia felice…riepilogo letture 2012

Annata 2012

73 titoli  –  383h 46m

Dicembre   (  10 titoli  –  46h 53m  )

marty feldman

Marty Feldman

Robert Ross

***  commento

31 dicembre 2012

11h 06m

miele

Miele

Ian McEwan

****  commento

26 dicembre 2012

9h 52m

storia di un gatto e del topo che diventò suo amico

Storia di un gatto e del topo che diventò suo amico

Luis Sepulveda

***

19 dicembre 2012

0h 30m Continua a leggere

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Il Giorno Della Civetta – Leonardo Sciascia

il giorno della civettaQuesto è il punto su cui bisognerebbe far leva. È inutile tentare di incastrare nel penale un uomo come costui: non ci saranno mai prove sufficienti, il silenzio degli onesti e dei disonesti lo proteggerà sempre. Ed è inutile, oltre che pericoloso, vagheggiare una sospensione di diritti costituzionali. Un nuovo Mori diventerebbe subito strumento politico- elettoralistico, braccio non del regime, ma di una porzione del regime. Qui bisognerebbe sorprendere la gente nel covo dell’inadempienza fiscale come in America.

Ma non soltanto le persone come Mariano Arena e non soltanto qui in Sicilia.

Bisognerebbe di colpo piombare sulle banche; mettere mani esperte nelle contabilità, generalmente a doppio fondo, delle grandi e delle piccole aziende. E tutte quelle volpi, vecchie e nuove, che stanno a sprecare il loro fiuto dietro le idee politiche, sarebbe meglio si mettessero ad annusare intorno alle ville, le automobili fuoriserie, le mogli, le amanti di certi funzionari: e confrontare quei segni di ricchezza agli stipendi e tirarne il giusto senso.

Soltanto così ad uomini come don Mariano comincerebbe a mancare il terreno sotto i piedi. In ogni altro paese del mondo, una evasione fiscale come quella che sto constatando, sarebbe duramente punita. Qui con Mariano se ne ride, sa che non gli ci vorrà molto ad imbrogliare le carte.

Questo scriveva Leonardo Sciascia nel 1961, questo era il ragionamento del capitano Bellodi nella sua opera più conosciuta: Il giorno della civetta. Continua a leggere

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