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E L’Eco Ripose – Khaled Hosseini

e l'eco risposeAncora una volta Khaled Hosseini ci catapulta in un mondo tanto lontano quanto attuale.

Che si tratti dell’Afghanistan del 1939 o della Grecia del 2010, l’immersione in questo suo ultimo romanzo porta il lettore ad affrontare stili, tradizioni, sofferenze e pregiudizi probabilmente molto differenti da quello che può essere il normale vissuto di ciascuno di noi.

Non basta dunque la semplice e spensierata lettura de E l’eco rispose per entrare nelle stesse atmosfere respirate con Il cacciatore di aquiloni, no non basta.

Occorre proprio concentrarsi e cercare di cogliere gli aspetti apparentemente non descritti del carattere dei personaggi in modo da avere un proprio quadro della situazione.

In un mondo dove miseria e corruzione dilagano, ben pochi sono ciò che sembrano e dunque l’approfondimento è cosa necessaria per una buona ed appagante lettura.

Anche in questo romanzo, come nei precedenti, gli scenari sono diversi: prima un piccolo villaggio afgano, poi la caotica Kabul, Parigi, un’isola della Grecia, gli Stati Uniti e poi di nuovo Afghanistan; non certamente un romanzo statico e lineare.

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Premio Strega 2013 – La cinquina finalista secondo me

Classifica personale:

nessuno sa di noi

Nessuno sa di noi – Simona Sparaco

Voto: 4/5  recensione

Luce e Pietro stanno per avere un figlio: qual è la cosa giusta quando tutte le strade portano ad un vicolo cieco?

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le colpe dei padriLe colpe dei padri – Alessandro Perissinotto

Voto: 4/5  –  recensione

Decisioni aziendali, licenziamenti, lotta di classe e un passato difficile con cui fare i conti.

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figli dello stesso padreFigli dello stesso padre – Romana Petri

Voto: 3/5  –  recensione

Germano ed Emilio figli dello stesso padre, ma di due donne diverse. Una relazione difficile.

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mandami tanta vitaMandami tanta vita – Paolo Di Paolo

Voto: 3/5  –  recensione

Moraldo e Piero (Gobetti) alle prese con il rischio di essere giovani nella Torino del 1926.

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resistere non serve a nienteResistere non serve a niente – Walter Siti

Voto: 2/5

Criminalità, finanza, denaro e ragazze facili; un racconto molto attuale, fin troppo.

 

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Il tempo é un bastardo – Jennifer Egan

il tempo è un bastardoA volte hai la sensazione che ci sia un cambiamento in atto da qualche parte. Un qualcosa che si è appena messo in movimento oppure sta per farlo.

Non riguarda necessariamente la tua vita, ma un insieme più grande che comprende te stesso e molto altro.

Non è una cosa concreta e ben identificabile come un nuovo amore o un evento a cui assistere, no. Niente di tutto questo.

È un qualcosa che viaggia ad un livello indefinito, più che altro una sensazione.

Pensi che ti manchi solo tanto così per riuscire ad afferrarla e renderla spiegabile, ma poi è già passato troppo tempo e uno dei tanti doveri di una vita inutile ti richiama all’ordine uccidendo ancora una volta quella speranza.

Non è precisamente questo ciò che passa per la testa di Robert Freeman, uno dei tanti personaggi che a turno assumono il ruolo di protagonista nel romanzo Il tempo è un bastardo di Jennifer Egan, ma è quello che è passato per la mia leggendo i pensieri del giovane Rob.

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Nessuno sa di noi – Simona Sparaco

nessuno sa di noiNon conoscevo Simona Sparaco e la presenza del suo Nessuno sa di noi nella cinquina finalista del premio Strega 2013 è stata per me motivo di curiosità sufficiente a spingermi ad affrontarne la lettura.

Il tema è senza dubbio importante e complesso; pieno di sfaccettature etiche e sociali che lasciano spazio ad infiniti approfondimenti che probabilmente non metterebbero d’accordo  nessuno.

Nel caso di questo libro l’intento non è quello di indicare quale sia la giusta strada da seguire.

L’autrice si fa portavoce di una realtà difficile, ignorata dal dibattito pubblico in quanto caso particolare all’interno di un argomento fin troppo vasto, ma che comunque coinvolge percentuali importanti di vite e di famiglie.

Si parla di aborti terapeutici e di interruzioni di gravidanza volontarie a fronte di esami clinici che rilevano problemi gravi nel feto.

Direi che nel libro non si percepisce una posizione netta né a priori, né tantomeno a posteriori.

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Mandami tanta vita – Paolo Di Paolo

mandami tanta vitaMandami tanta vita è un romanzo breve, ma con caratteristiche particolari.

Una via di mezzo tra realtà e fantasia che si aggrappa a vicende storiche ben precise.

In questo suo ultimo lavoro, finalista del premio Strega 2013, Paolo Di Paolo racconta le vicende di due giovani particolari: Moraldo e Piero.

Moraldo è il frutto della mente creativa dell’autore, mentre Piero altri non è che Piero Gobetti, la cui storia viene qui brevemente riassunta.

Questa caratteristica di incrociare la vita di un personaggio storico con quella di uno inventato, è ciò che rende il romanzo interessante.

Da qualsiasi parte lo si voglia affrontare ed analizzare, Mandami tanta vita può fornire spunti di interesse al lettore.

Piero viene rappresentato dal punto di vista puramente intellettuale, con la sua figura di editore scomodo al potere che diventa un punto di riferimento per una moltitudine di giovani aspiranti poeti e scrittori; Moraldo è si può dire lo stereotipo che ben raffigura quei giovani.

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Figli dello stesso padre – Romana Petri

figli dello stesso padreUna storia moderna, una vicenda complicata.

Un padre, due madri, molte donne, ma soprattutto due figli: Emilio e Germano.

Romana Petri racconta in questo suo Figli dello stesso padre, candidato al premio Strega 2013, la complicata storia di due fratelli o fratellastri, completamente differenti tra loro sia nel carattere che nella formazione.

Emilio è timido, riservato, matematico e rispettoso delle regole mentre invece Germano è esuberante, ribelle, sportivo ed artista.

Differenza di età e differenza di percezione l’uno dell’altro:

per Emilio, di carattere introverso e di fisico minuto, Germano è il fratello più grande e rappresenta la sicurezza, il grande, il modello a cui ispirarsi;

per Germano, anticonformista in tutto e dal fisico prestante, Emilio è colui il quale gli ha distrutto la famiglia, la causa della separazione tra i suoi genitori e il motivo per cui il padre non garantisce più la sua presenza quotidiana.

Emilio ricerca l’affetto del fratello che invece non ne vuole sapere di lui.

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Le colpe dei padri – Alessandro Perissinotto

le colpe dei padriLe colpe dei padri è la mia prima lettura di Alessandro Perissinotto e devo che la candidatura al premio Strega 2013 è stata determinante per questa mia scelta.

Ho trovato un romanzo interessante in molti dei suoi aspetti: moderno, attuale e coinvolgente.

Il manager aziendale direttore della produzione nello stabilimento torinese di una multinazionale che ha molte cose in comune con la Fiat dei tempi passati e non solo, rappresenta un ottimo innesco per accendere un dibattito socio-politico.

Di una attualità fin troppo importante, Le colpe dei padri rischia di essere un esempio reale del modo attraverso il quale si prendono alcune decisioni che cambiano la vita di centinaia di persone.

L’impressione che viene alla mente leggendo la storia e facendo il parallelo tra gli anni delle contestazioni di piazza e quelli attuali, è che a volte possa mancare veramente poco perché qualche argine venga rotto.

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Scorre la Senna – Fred Vargas

scorre la sennaProbabilmente sarà un semplice fattore personale, ma quando si comincia a leggere un libro e dopo una decina di pagine, trovandosi davanti ad un vecchio e inusuale vagabondo che passa la giornata sulla panchina posta di fronte ad un commissariato mangiando pistacchi e bevendo birra, si interrompe la lettura, si esce e si va a comprare precisamente pistacchi e birra al supermercato più vicino appena prima dell’ora di chiusura, che dire?

Tra le tante cose che possono venire in mente, una di sicuro è che quel libro non è passato inosservato.

Forse non sarà fantastico, né tantomeno assimilabile ad altri lavori della Fred Vargas, ma Scorre la Senna il proprio dovere l’ha fatto: quello di uscire dal mucchio.

Non sarà neppure merito dell’autore, autrice in questo caso, essendo tutto girato nella testa ( e nello stomaco ) del lettore, ma in futuro questo libro sarà nei miei ricordi come quello per il quale sono uscito a fare spese.

Dunque un libro che si distinguerà dagli altri per un nobile valore.

Tempo di lettura: 2h 07m

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Inferno – Dan Brown

infernoHo trovato quest’ultimo libro di Dan Brown interessante e sotto diversi aspetti degno di nota.

Il genere devo dire non è tra quelli che mi appassionano maggiormente, non più oramai. Quindici o venti anni fa le cose sarebbero state differenti e l’intrigo, il ritmo e i repentini colpi di scena mi avrebbero acceso molto più di oggi che tendo a non sorvolare su alcuni aspetti seppur probabilmente non fondamentali.

Inferno si inserisce con decisione tra le opere dello scrittore americano e a mio parere è migliore del suo lavoro precedente Il simbolo perduto.

La parte che fa da contorno a tutta la vicenda, ossia le lezioni di storia dell’arte che Robert Langdon ed alcuni degli altri protagonisti tengono al lettore, è senza dubbio quella da me preferita: fermarsi ad ogni accenno artistico-letterario per individuare un luogo o un’immagine su internet, di sicuro rallenta la lettura, ma certamente fornisce nozioni che rendono la vicenda perfino più appassionante di quanto non lo fosse già prima.

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Il guardiano del frutteto – Cormac McCarthy

il guardiano del fruttetoIl guardiano del frutteto è il primo lavoro del romanziere Cormac McCarthy.

Pubblicata nel 1965 quest’opera delinea fin da subito quelle che saranno le caratteristiche principali dell’autore americano:

una scrittura affascinante anche se non propriamente scorrevole, il racconto di un mondo povero in cui gli uomini vivono di espedienti, personaggi crudi e sostanziali ai quali difficilmente il lettore riesce ad affezionarsi, pochi scrupoli e poche smancerie, ma tuttavia un senso di dignità sempre presente.

Il romanzo è ambientato nei primi anni trenta in piena depressione e le persone tirano a sbarcare il lunario facendo quel poco che possa consentire loro di portare a termine giornate nate senza prospettiva.

C’è il trasportatore clandestino di whisky, c’è il bar pieno di uomini annoiati, c’è la natura difficile non solamente per le condizioni climatiche, c’è il vecchio solitario con il suo segugio ormai altrettanto vecchio.

C’è sostanzialmente un clima che potrebbe essere rappresentato con tonalità minori, con immagini in bianco e nero e con una colonna sonora strumentale lenta e malinconica.

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