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Prigionieri del paradiso – Arto Paasilinna

prigionieri del paradisoSono un individuo di una banalità disarmante e la cosa spesso mi irrita.

Il mare mi sbatteva contro il fianco della carcassa con una forza tale che le mie costole ritennero opportuno spezzarsi.

Solo un paio di frasi: la presentazione che il protagonista fa di se stesso e una piccola situazione seppur estrema.

Solo un paio di frasi che rendono immediatamente l’idea della scrittura di Arto Paasilinna.

Lo scrittore finnico che ha creato questo stile ironico e tragico allo stesso tempo.

Avvenimenti drammatici e situazioni grottesche.

Paasilinna non parla quasi di cose al di fuori del normale.

E’ vero che in questo caso la vicenda è un po’ più estrema rispetto al suo solito, ma comunque sia, la parte del protagonista dei suoi racconti non la fanno mai le storie, ma il suo modo di raccontare.

Presi nudi e crudi, gli avvenimenti possono anche essere roba di poco conto, vedi L’anno della lepre, ma raccontati da questo autore ecco che prendono una forma per la quale diventano divertenti da leggere e con molte riflessioni da fare.

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Bambino Bruciato – Stig Dagerman

Stig Dagerman è morto suicida all’età di 31 anni quando stava attraversando una fase di pieno successo.

La lettura di questa breve nota biografica è stata la cosa che mi ha fatto decidere di leggere il libro.

La storia raccontata è quella di una famiglia dove il figlio ormai ventenne non riesce a trovare un proprio equilibrio dopo la morte prematura della madre.

Il padre invece pensa ad un nuovo matrimonio, per la precisione con quella che probabilmente già era la sua amante quando la moglie era ancora in vita e malata.

Bengt, il figlio e protagonista della storia, non trova pace in nessun modo e mette in scena tutta una serie di atteggiamenti apparentemente logici se visti nel breve termine, ma in realtà distruttivi se presi con l’ottica del lungo periodo.

Ecco quindi che viene giustificata la sua passione per case su isole innevate con vacanze allargate alla futura nuova matrigna in luoghi lontani dalle masse di  turisti.

Tante sono le piccole cose che potrebbero far pensare col senno di poi a richieste d’aiuto camuffate da atteggiamenti aggressivi: episodi riguardanti vecchi abiti della madre oppure il rapporto con il cane della coppia o ancora un tentato suicidio non molto deciso. Continua a leggere

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L’Anno Della Lepre – Arto Paasilinna

L’anno della lepre è un libro che lascia il lettore insoddisfato.

Chi conosce le altre opere di Paasilinna secondo me ne rimarrà deluso.

Niente a che vedere con Piccoli suicidi tra amici nè tantomeno con Il mugnaio urlante, il libro migliore dello scrittore.

Allo stesso tempo chi non conosce ancora Paasilinna, leggendo questo suo primo libro, non potrà a mio parere innamorarsi delle sue storie e del suo modo di scrivere.

Questo perchè L’anno della lepre non sembra un libro veramente finito, nel senso che la storia appare incompleta di molti dettagli, quasi fosse una ripresa senza sfondo.

Ci sono molte idee, molti cambiamenti di scenari, molte situazioni curiose e inconsuete: dalla fuga iniziale del protagonista dalla moglie e dai colleghi fino alla lunga caccia finale all’orso che lo aveva aggredito.

La preda che si trasforma in cacciatore. Continua a leggere

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Il Mugnaio Urlante – Arto Paasilinna

Bello questo romanzo di Paalisinna.  Mi era stato consigliato dopo la lettura di “Piccoli suicidi tra amici” e devo dire che è stata un’ottima segnalazione.

Sono presenti molti aspetti tipici delle fiabe e delle leggende dei paesi scandinavi, con i cattivi che in realtà dovrebbero essere i buoni e viceversa.

A fine lettura la prima cosa che mi è venuta in mente è stata l’analogia con alcuni brani musicali, uno su tutti “Bohemian rapsody” dei Queen. Continua a leggere

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