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Svegliamoci pure ma a un’ora decente – Joshua Ferris

svegliamoci_pure_ma_a_un_ora_decenteSvegliamoci pure, ma a un’ora decente è il terzo romanzo di Joshua Ferris, autore statunitense del 1974.

Si tratta di un classico romanzo contemporaneo americano nel quale le influenze di autori affermati risultano evidenti.

Primo tra tutti Philip Roth.

La trama vede un affermato dentista newyorkese, afflitto da una serie di problemi comuni, cercare di trovare una propria serenità personale, un punto di riferimento stabile, forse uno scopo nella vita.

Le “solite domande” insomma.

Traumatizzato in età giovanile dal suicidio del padre, il nostro Paul passa una vita cercando di farsi accettare da una qualsiasi delle diverse comunità con le quali viene a contatto. Continua a leggere

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America Oggi – Raymond Carver

america oggiLa prefazione di Chiara Valerio, con il suo richiamo ai frammenti di vita intercettati sugli autobus e poi improvvisamente interrotti ad una fermata, è la spiegazione perfetta di ciò che ci aspetta aprendo un libro di racconti di Raymond Carver.
L’analogia calza a pennello perché l’episodio captato di sfuggita tra una fermata e l’altra, rivela una situazione che in sé può essere insignificante, qualora la cosa finisca lì, ma spesso accade che la vera sostanza sia nel non udito.
Infatti quelle poche parole innescano un immaginario che porta ciascuno di noi, dunque ciascun lettore, a visualizzare un mondo in parte uguale, in parte diverso, a seconda delle sensibilità e delle esperienze personali.
Si tratta della sostanza del pensiero minimalista che in realtà racchiude la chiave nascosta, ma non troppo, che apre ad un contenuto enorme.
È il mondo nel quale viviamo. Continua a leggere

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Diari della Bicicletta – David Byrne

diari della biciclettaQuando ho comperato il libro di David Byrne mi aspettavo qualcosa di legato alla bicicletta in termini differenti da ciò che poi ho trovato leggendolo.

Ne avevo sentito parlare in una trasmissione radiofonica e la mia idea era quella di una sorta di viaggio su due ruote nel quale filosofia di vita e consigli pratici la facessero da padrone.

Invece Diari della bicicletta si è rivelato cosa piuttosto diversa.

In primis il racconto di Byrne riguardo alle proprie escursioni non è molto coinvolgente: spesso si limita ad elencare quali tragitti compie e cosa incontra sul cammino senza però risultare appassionante. Continua a leggere

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Meno di Zero – Bret Easton Ellis

meno di zeroPer raccontare un libro di Bret Easton Ellis occorre come prima cosa allontanarsene e parlare della California e del cosiddetto sogno californiano.

Per decenni si è parlato di questo sogno accostando un’idea ad un territorio.

Mare, sole, caldo, bella gente, divertimento, lusso, eccetera eccetera.

È quella California di Baywatch e di Hollywood, con tutto ciò che rappresentano, che ancora oggi per molti americani costituisce un sogno.

L’idea che possa trasformarsi in una chimera, prende piede ultimamente grazie ad alcuni elementi che tentano di fare vedere anche altri aspetti dello stesso territorio. Continua a leggere

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L’Arte Occidentale della Guerra – Victor David Hanson

l'arte occidentale della guerraParlando di arte della guerra, in particolare quelle ai tempi della Grecia classica, la letteratura moderna ha sempre incentrato l’attenzione sulle campagne, le tattiche, le dimensioni delle forze in campo; a volte perfino sui discorsi dei generali prima della battaglia.

Grazie al lavoro di numerosi storici, abbiamo appreso molti particolari circa gli armamenti, l’addestramento, i movimenti e le strategie militari.

Tuttavia, spesso e volentieri, il loro punto di vista risulta in qualche modo distante dalla realtà, come se fossero sospesi in una mongolfiera al di sopra del massacro, con un atteggiamento anche distaccato rispetto al destino degli individui disperati sottostanti. Continua a leggere

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Nulla, solo la notte – John Williams

nulla solo la notteDavvero niente male la lettura del romanzo d’esordio di John Edward Williams, l’oramai conosciuto e stimato autore di Stoner.

Questo Nulla, solo la notte è datato 1948 e rappresenta un classico esempio di letteratura americana, un richiamo forte ad atmosfere ed ambientazioni tipiche di essa.

Trama non particolarmente originale, ma comunque interessante ed appassionante, fermo restando una certa sensazione del già visto.

Un protagonista con sbalzi di personalità e un passato difficile che non vuole saperne di restare chiuso nel cassetto della biancheria.

Un libro che si pone a metà strada tra Il giardino segreto, film del 1949 con una tragedia famigliare per lungo tempo tenuta nascosta ai giovani nipoti, e Il bar delle grandi speranze di J.R.Moehringer ben più recente. Continua a leggere

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Dire mai e altri racconti – David Foster Wallace

dire mai e altri raccontiAppartenente alla collana Racconti d’Autore, questo Dire mai e altri racconti, numero 61 della serie, è dedicato a David Foster Wallace e comprende tre racconti dello scrittore americano.

Sono molto diversi uno dall’altro, sia come ambientazione, sia come personaggi coinvolti, sia per il modo con cui le storie si sviluppano ed arrivano alla propria conclusione.

Il primo porta il titolo di Per fortuna il funzionario commerciale sapeva fare il massaggio cardiaco e parla di due dirigenti d’azienda che si incrociano casualmente nel parcheggio sotterraneo in tarda serata dopo diverse ore di straordinario.

La conoscenza nel campo del primo soccorso da parte del funzionario più giovane, può risultare decisiva vista la situazione.

Senonché l’autore non si concentra troppo sull’episodio chiave, lasciandolo per un finale oltretutto non chiarito seppur facilmente deducibile, ma piuttosto cerca di lavorare sulla persona del protagonista, sul suo passato, sul motivo per cui a quell’ora sia ancora presente in azienda, sulla personalità e sul carattere, facendo di uno sconosciuto un qualcuno degno di empatia da parte del lettore.

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Ologramma per il Re – Dave Eggers

ologramma per il reUn romanzo kafkiano questo; se vogliamo una versione aggiornata de Il Castello.

Una versione certamente più moderna, di sicuro più movimentata e accessoriata, ma è comunque un dato di fatto che Ologramma per il re di Dave Eggers per vari aspetti ricordi molto da vicino quel racconto.

Il commerciale Alan veste le parti dell’agrimensore e re Adbullah quelle del signore del castello che lo ha mandato a chiamare.

La chiave moderna si manifesta in tutta una serie di situazioni a corollario del contesto principale, vale a dire una presentazione commerciale di un prodotto all’avanguardia, da tenersi un una nascente città moderna in piena Arabia Saudita.

Sono il complicato rapporto tra un padre insicuro e la figlia, lo stravagante suicidio di un vicino di casa, la carriera lavorativa arenatasi dopo un promettente inizio, le contraddizioni di un paese sulla carta molto rigido.

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Questa è l’acqua – David Foster Wallace

questa è l'acquaE’ il migliore? E’ sopravvalutato? E’ diventato famoso solo perché è morto oppure lo sarebbe diventato lo stesso e magari ancora di più? Si tratta di un fenomeno legato alla moda del momento o merita per davvero? Lo si legge perché fa tendenza o piacerebbe in ogni caso?

Come diceva quel tale protagonista di un noto film, francamente me ne infischio.

Ci sono dei libri, se uno vuole se li legge, se gli piacciono prosegue, altrimenti passa ad altro.

Sui gusti non si discute, si può trovare noioso il miglior Hermann Hesse o banale Hemingway, pesante Umberto Eco o superato Shakespeare…ciascun lettore deve dare il proprio secondo ciò che sente.

Non per forza bisogna leggere con attenzione e rispetto: se Pasolini è un maestro, si può abbandonare la scuola e passare al romanzo rosa senza che questo debba scandalizzare alcuno.

Siamo lettori o critici? Lettori direi.

E vista la lontananza che molti di questi addetti ai lavori hanno rispetto alla non propriamente enorme massa di lettori, ben vengano le opinioni personali.

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Il tempo é un bastardo – Jennifer Egan

il tempo è un bastardoA volte hai la sensazione che ci sia un cambiamento in atto da qualche parte. Un qualcosa che si è appena messo in movimento oppure sta per farlo.

Non riguarda necessariamente la tua vita, ma un insieme più grande che comprende te stesso e molto altro.

Non è una cosa concreta e ben identificabile come un nuovo amore o un evento a cui assistere, no. Niente di tutto questo.

È un qualcosa che viaggia ad un livello indefinito, più che altro una sensazione.

Pensi che ti manchi solo tanto così per riuscire ad afferrarla e renderla spiegabile, ma poi è già passato troppo tempo e uno dei tanti doveri di una vita inutile ti richiama all’ordine uccidendo ancora una volta quella speranza.

Non è precisamente questo ciò che passa per la testa di Robert Freeman, uno dei tanti personaggi che a turno assumono il ruolo di protagonista nel romanzo Il tempo è un bastardo di Jennifer Egan, ma è quello che è passato per la mia leggendo i pensieri del giovane Rob.

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