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Entra nella mia Vita – Clara Sanchez

entra nella mia vitaIn genere quando il libro di esordio di un autore piace, succede che l’uscita di una sua seconda opera susciti curiosità ed aspettative.

Ecco allora che non appena avviene l’uscita del nuovo libro, subito lo si cerca di leggere per vedere se il livello di soddisfazione viene confermato o meno.

Può capitare di avere una seconda opinione positiva ed è così che si diventa lettori affezionati; oppure può essere che il secondo libro non sia riuscito a soddisfare le aspettative che il primo aveva creato.

In entrambi i casi è facile che nascano i presupposti per proseguire poi anche con la terza opera.

Infatti è con il terzo libro che c’è il vero bivio: il lettore si può riavvicinare all’autore oppure può prenderne le distanze in maniera netta.

Nel mio caso l’esperienza di lettura con Clara Sanchez sta andando verso un distacco certamente non definitivo, ma importante.

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La Foresta dei Pigmei – Isabel Allende

la foresta dei pigmeiLa lettura di un libro di Isabel Allende dopo tanto tempo, è stato un tentativo personale di entrare in quella atmosfera spirituale e a volte surreale tipica di molti autori sudamericani, che non sempre mi riesce.

La foresta dei pigmei era lì in attesa di lettura da diversi anni e qualche giorno fa una piccola coincidenza me lo ha fatto scegliere tra tutti gli altri.

Spesso per entrare nell’atmosfera creata dall’autore, è necessario cogliere anche quegli aspetti non indicati in modo esplicito, in maniera tale da non rimanere troppo legati al racconto vero e proprio, ma essere trascinati in un clima di livello diverso.

Ebbene, se a volte questa esperienza mi è riuscita con qualche altro autore, in questo caso la mia interpretazione della lettura è rimasta fin troppo inchiodata sul concreto delle vicende raccontate.

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L’Inverno del Mondo – Ken Follett

l'inverno del mondoLa trilogia The Century, iniziata un paio di anni fa con il primo libro La caduta dei giganti, prosegue la sua storia con questo secondo capitolo.

L’inverno del mondo racconta infatti le vicende delle cinque famiglie protagoniste della storia, partendo dall’avvento del nazismo in Germania come conseguenza diretta delle difficili condizioni economiche dovute alle sanzioni della prima guerra mondiale, condizioni poi ulteriormente aggravatesi con la crisi del 1929 e la grande depressione che ne seguì.

Come nel caso del primo romanzo, anche in questo secondo episodio le vicende possono essere viste in maniera diversa a seconda della sensibilità e degli interessi del lettore.

Le più romantiche e gli amanti delle fiction troveranno probabilmente stimolante seguire le varie vicende sentimentali che anche in questo secondo capitolo il buon Ken Follett ha largamente disseminato tra le circa mille pagine del libro.

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H/H – Banana Yoshimoto

H-HIl libro è diviso in due racconti lunghi: Hard-Bolied e Hard-Luck.

Una caratteristica degli autori giapponesi da me incontrati è costituita da aspetti surreali, fantastici, a volte astratti.

I sogni, le visioni, il sesto senso ed altre percezioni, sono all’ordine del giorno nei loro racconti.

Spesso le sensazioni hanno più valore degli avvenimenti veri e propri, dunque il fatto che un certo evento si sia verificato veramente oppure sia solamente il frutto di un pensiero astratto, di un sogno o di una visione, non è importante più di tanto.

Non è la ricerca della verità che conta, ma il lavoro interiore che si innesca nella mente dei personaggi.

E’ grazie a queste sensazioni e a questo dialogo interiore che impariamo a conoscerli e il nostro modo di vedere e di pensare ce li rende più o meno simpatici.

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Ragazzo da Parete – Noi siamo Infinito – Stephen Chbosky

ragazzo da pareteInteressante la forma, non male la sostanza.

Avrei decisamente escluso la possibilità che un romanzo epistolare potesse piacermi.

Mi ero avvicinato ad una lettura del genere grazie ad uno dei tanti giochi di lettura che si organizzano su aNobii.

Del resto il loro scopo reale seppur nascosto, è proprio quello di incentivare il lettore ad ampliare la propria prospettiva per affrontare opere mai prese in considerazione.

E’ esattamente il caso di questo Ragazzo da parete di Stephen Chbosky.

La forma consiste in un lungo elenco di lettere, ad ogni capitolo ne corrisponde una, inviate in forma anonima ad un amico non ben identificato.

La sostanza racchiusa in queste lettere è la storia di un ragazzo di nome Charlie che racconta le proprie vicende quotidiane all’interno di una scuola superiore americana.

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Bianco – Marco Missiroli

bianco “Bianco è un romanzo sulla redenzione, quindi sul riscatto. Sul riscatto morale prima di tutto, sociale, ma soprattutto un riscatto umano.  Un romanzo sul razzismo negato, quello dei perbenisti, quello di tutti i giorni, quello più odiato di tutti.”

In questo modo l’autore Marco Missiroli descrive Bianco nel corso dell’intervista televisiva di una emittente locale riminese.

Un romanzo sulla redenzione, ma soprattutto un romanzo d’accusa. Un’accusa pesante che arriva da tutte le parti senza che ci si possa difendere, né trovare riparo.

Un romanzo che lascia ben più dell’amaro in bocca per una vicenda raccontata, legata ad un passato lontano dal nostro mondo.

Siamo nel profondo sud degli Stati Uniti nella prima epoca post-schiavismo e quel razzismo una volta vissuto alla luce del sole, vive ormai nel dietro le quinte, nei salotti con le finestre chiuse e le tende abbassate, nei discorsi fatti sottovoce o negli ambienti chiusi, negli sguardi di traverso e nelle frasi a doppio senso, però vive.

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I vagabondi del Dharma – Jack Kerouac

i vagabondi del dharmaSe si affronta un testo come questo in maniera superficiale e senza avere un’idea precisa riguardo la psicologia e la mentalità di questi vagabondi, non si coglie né lo spirito, né la logica che sostiene questi avventurieri moderni.

Non si riesce a capirne le personalità spesso ben più complesse delle persone cosiddette normali.

Non mi importava un accidente della mitologia, dei nomi e di tutte le sfumature del buddismo, ma mi interessava soltanto la prima delle quattro nobili verità di Sakyamuni (il Buddha Illuminato): “Tutta la vita è sofferenza” ed entro certi limiti anche parte della terza: “Si può ottenere la cessazione della sofferenza”, cosa che ritenevo piuttosto improbabile. Non avevo ancora assimilato la Scrittura Lankavatara in cui in definitiva si dimostra che non c’è altro al mondo se non la mente stessa, e di conseguenza tutto è possibile, compreso la cessazione del dolore.

Ecco in sostanza, appena poche pagine dopo l’inizio della lettura, apparire un mondo inatteso, dove i protagonisti sono personaggi con una propria nobiltà d’animo e una consapevolezza del proprio pensiero interiore ben più profonda delle mie aspettative.

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22/11/’63 – Stephen King

22-11-63Un giorno con Stephen King! Beh, non in senso letterale ovviamente, ma quasi: quasi 20 ore di lettura per questo romanzo sul viaggio nel tempo, nell’innocente e puro tentativo di incidere sull’andamento della storia in maniera da rendere il mondo migliore di come lo si conosce.

E’ questo sostanzialmente ciò che i due protagonisti cercano di fare: Al ci mette le cose che ha scoperto e Jake ci mette la propria persona.

Un romanzo abbastanza classico per il genere Stephen King, anche se molti degli aspetti misteriosi e tenebrosi da lui spesso utilizzati a fondo, qui vengono solamente accennati.

In effetti, in alcune occasioni ci sono edifici e luoghi che lasciano intravedere una propria personalità, maligna ovviamente; ma in quelle poche occasioni, a differenza di molti altri romanzi nei quali cose e luoghi simili hanno inciso direttamente sull’andamento della vicenda, lo spazio che qui viene loro concesso è di pura marginalità: non accade nulla se non che il protagonista avverte una strana sensazione, nulla di più.

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Quando lei era buona – Philip Roth

quando lei era buonaUn Philip Roth inatteso quello che ho incontrato leggendo Quando lei era buona.

Infatti in questo libro da lui scritto nell’ormai lontano 1967 c’è tanto di diverso dalle altre mie letture dell’autore americano; si tratta del suo terzo libro e forse ai tempi non aveva ancora trovato il suo filone personale.

La cosa che più differenzia questa storia da tutte le altre è l’evidente mancanza assoluta di personaggi di origine ebraica in tutto il libro; di quella che diventerà una costante nei lavori futuri ( almeno della decina da me letti ) qui non c’è traccia.

Evidente invece è la somiglianza strutturale con il suo libro forse più importante: Pastorale Americana.

In entrambi si raccontano le vicende di alcune famiglie americane di stampo classico, quelle tipiche degli anni cinquanta soggetto di tanti film e serie tv, nelle quali le tradizioni e le apparenze sono cosa prioritaria tra quelle da salvaguardare.

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L’ex avvocato – John Grisham

l'ex avvocatoUna nuova avventura nel più classico dello stile di John Grisham, questo può essere il sunto del suo ultimo romanzo dal titolo L’ex avvocato.

Il genere legal thriller a me è sempre piaciuto e ogni tanto non disdegno un libro di questa categoria.

Si tratta del tipo di vicenda nella quale la domanda intrinseca non è chi sarà stato?, come nei classici gialli con delitto, ma piuttosto ce la farà?

Stiamo parlando di un genere letterario ben preciso che vede, a differenza della storia alla tenente Colombo dove a fronte di un omicidio più o meno misterioso c’è il racconto di come il delitto viene risolto e il colpevole individuato, una situazione in continua evoluzione nella quale gli avvenimenti si susseguono e gli scenari cambiano mano a mano che la storia si sviluppa.

In questo caso la curiosità del lettore viene stimolata e indirizzata verso una evoluzione della vicenda che non si conosce a priori e che può cambiare pagina dopo pagina.

Uno schema abbastanza consolidato quello che Grisham utilizza anche in questo libro dove diversi sono i colpi di scena e altrettanto numerosi i ribaltamenti di fronte.

Ben inteso, qui non si parla di letteratura nel senso nobile della parola, ma come dice lo stesso scrittore americano, si tratta di intrattenimento.

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