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Il Mio Nome E’ Nessuno – Il Giuramento – Valerio Massimo Manfredi

Potevo riflettere, pensare, decidere, ma dovevo ammettere che una guerra per la donna più bella del mondo era l’unica che potesse avere senso.

Tutti quanti conoscono L’Odissea, chi più chi meno. Ci è stata propinata in molti modi: da studiare a scuola sul libro di epica oppure da vedere in televisione sotto forma di sceneggiato avventuroso in tempi in cui la definizione serie tv non era ancora in voga, per non parlare del cinema e della sua forma più classica: il lungometraggio.

Nei primi anni novanta venne anche realizzata una divertente parodia marcata mediaset,  con personaggi noti al pubblico televisivo.

Allora perché un’altra volta L’Odissea?

Perché dopo tanti anni la rievocazione di uno dei poemi per eccellenza delle letteratura classica non può fare male, anzi.

Valerio Massimo Manfredi è specializzato in romanzi storici e conosce perfettamente il periodo e i luoghi di riferimento avendone scritto già molto in molti dei suoi libri.

E’ uno scrittore che in questo genere di narrazione riesce sempre ad essere interessante e coinvolgente, basta lasciarsi andare e seguire il corso degli eventi pagina dopo pagina. Continua a leggere

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K2 La Verità – Walter Bonatti

Sorvolare sulle questioni di principio e sui dettagli, tacere per il bene pubblico, per il bene del paese, per il bene dell’azienda, per il bene della famiglia, per il bene della spedizione.

Prima o poi ciascuno di noi si è trovato in una situazione nella quale ha rinunciato, o cosa ben peggiore, è stato chiamato a rinunciare a chiarire la propria posizione e quindi sorvolare su dettagli che è meglio non approfondire per non creare conflittualità apparentemente inutili.

A volte però capita che poi le cose vengano presentate in maniera superficiale e magari succede anche che si venga presentati sotto una luce che non rispecchia la realtà dei fatti.

A quel punto se si reagisce chiedendo la verifica corretta delle cose ci viene rinfacciato che se esistevano obiezioni, queste andavano presentate al momento opportuno e il fatto di avere taciuto o sorvolato per il bene comune viene rivoltato e diventa un’accusa.

E’ precisamente questo il caso della spedizione del 1954 organizzata dal CAI (Centro Alpino Italiano) che portò gli scalatori Achille Compagnoni e Lino Lacedelli sulla vetta del K2.

Gli avvenimenti realmente accaduti nel corso delle 48 ore immediatamente precedenti la conquista della montagna, sono stati ufficializzati secondo criteri mai condivisi da tutti i partecipanti alla spedizione, senza che ciò avesse comportato particolari problemi a molte delle autorità e dei personaggi coinvolti. Continua a leggere

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Un Romagnolo Sul Cammino Di Santiago De Compostela – Luigi Manara

Questo è stato un libro importante per me; probabilmente non per quelle che erano le aspettative dell’autore, bensì per tutta una serie di riflessioni che questa lettura mi ha ispirato.

Per lungo tempo avevo assaporato il pensiero di intraprendere prima o poi il Cammiano di Santiago.

Le mie erano intenzioni non legate al pellegrinaggio in senso stretto, né tantomeno ad un qualcosa da condividere con molti altri.

Vedevo il percorso come un qualcosa di intimo, per certi versi probabilmente anche spirituale, ma non nel senso classico del termine.

Il racconto di Luigi Manara, quasi mio compaesano, è una cronaca abbastanza puntuale delle tappe e degli incontri da lui avuti durante i giorni che lo hanno portato fino a Compostela.

Il libro è per molti aspetti utile perchè come un resoconto di viaggio, fornisce indicazioni specifiche su come trovare alloggio e sul funzionamento pratico di molti degli ostelli che si trovano lungo la via. Continua a leggere

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Aria Sottile – Jon Krakauer

Per veri appassionati del genere; tutta la parte iniziale sembra una lunga preparazione alla tragedia.

Dopo tutto il libro esiste per questo: una lunga e dettagliata cronaca che deve raccontare quanto accaduto sulla vetta del mondo alcuni anni fa.

A volte però, nonostante si sia consapevoli del finale, capita di isolarsi un attimo e di ritrovarsi immersi in paesaggi da sogno con il cuore pieno di adrenalina al solo pensiero della scalata.

Sembra quasi di essere sul posto e fare parte della spedizione.

Ci si prepara pensando all’altitudine e a quel punto così alto che incute tanto rispetto.

Poi improvvisamente si emerge da quest’atmosfera sognante e ci si rende conto di essere alle prese con il racconto di un sopravvissuto e tutto diventa pesante ed angoscioso.

E’ la quiete prima di una tempesta che sappiamo non risparmierà molte persone.

Ecco allora che la lettura torna attenta, lenta e quasi speranzosa in un finale diverso dalla cruda cronaca. Continua a leggere

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Le Nuvole Non Chiedono Permesso – Tito Barbini

Un viaggio che ti porta lontano ti aiuta a riordinare le priorità della tua vita, di tutta la tua vita.

Il libro di Tito Barbini a mio parere sarebbe dovuto cominciare in questo modo; invece questa citazione è presa da pagina 113, quindi ben oltre la metà dell’opera e viene preceduta da tutta una serie di altre riflessioni che aiutano a comprendere meglio la personalità e gli avvenimenti della vita dell’autore.

Questo libro di Barbini è un libro che può essere classificato nella cosiddetta letteratura di viaggio, ma non solo, infatti alterna molto spesso le varie scoperte del viaggiatore a sue riflessioni non legate al viaggio in sé.

Ne risulta un libro che offre una enormità di spunti quasi appena accennati, ma non per questo superficiali.

Ogni singolo capitolo potrebbe essere approfondito e sviluppato in varie maniere come l’archivio di idee di un narratore o di un regista. Continua a leggere

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I Custodi Del Libro – Geraldine Brooks

Il libro è scritto in maniera scorrevole e risulta abbastanza appassionante, pur non essendo certamente un capolavoro.

L’opera di Geraldine Brooks può essere catalogata tra quei libri di intrattenimento che magari diventano traccia per un film di successo.

La trama in breve è presto detta: una restauratrice di libri antichi viene chiamata a prendersi cura di un antico testo ebraico, forse il più prezioso della categoria, della cui storia si sa poco o nulla.

Per ogni indizio che scopre, che sia il frammento di un’ala di farfalla, una macchia di vino, una macchia di sangue oppure altre cose, si viene proiettati in un determinato periodo storico dove si entra in contatto con personaggi la cui vicenda svelerà il mistero dell’indizio, oltre a ricostruire tanta parte della vita di società di quel tempo.

La struttura del libro ricorda lo schema del film The millionaire dove per analogia le domande corrispondono agli indizi del libro e i misteri vengono svelati attraverso un alternarsi di salti temporali. Continua a leggere

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Cometa sull’Annapurna – Simone Moro

La cronaca della tragica spedizione alla conquista della vetta dell’Annapurna è solamente la scusa per parlare di passioni, amicizie ed emozioni.

Il massiccio dell’Annapurna è composto da numerose cime, la più alta delle quali toccando quota 8.091 gli consente di far parte del club degli 8.000.

E’ il mattino del giorno di Natale del 1997 e Simone Moro, in compagnia del fraterno amico Anatolij Bukreev e di Dimitri Sobolev che li doveva accompagnare  solo per un breve tratto, parte per aprire una nuova via di salita alla cima.

Durante il periodo di acclimatamento in quota, le condizioni meteo sono state diverse da come avevano previsto e ciò per prudenza spinge la spedizione a cambiare l’itinerario di salita.

Un frontone nascosto di neve e ghiaccio appare per quello che è solamente quando i ragazzi gli arrivano sotto e proprio in quel momento cede.

La cronaca in sè non è molto importante, in fondo Cometa sull’Annapurna non è un libro di questo tipo.

Il nocciolo della questione è cosa spinga degli uomini ad affrontare la montagna che ha il maggior rapporto tra incidenti mortali e salite in cima.

La risposta è una sola: la passione.

Ci sono persone che fanno un po’ di tutto, si avventurano in situazioni più grandi di loro, non stanno mai ferme e in generale cercano di vivere le passioni degli altri uscendone eternamente insoddisfatti.

E’ il dramma del nostro tempo: la depressione.

L’eterna incapacità di provare quel piacere interiore che rende orgogliosi di quello che si è fatto è l’argomento principale che sarebbe da discutere: rappresenta la madre di tutte le problematiche della vita moderna.

Il vivere cercando di piacere, di essere quello che gli altri vorrebbero essere, l’apparire e l’avere…quando ci si ferma a parlare di queste cose spesso sono tutti d’accordo nel ritenere che i valori sono altri e che tutto sembra finto, poi non appena la discussione è terminata, tutto ritorna come prima.

In fondo lo scoppiare dei rapporti umani, i tradimenti e la difficoltà nel mantenere a lungo certi rapporti personali deriva proprio in buona parte da questa insoddisfazione di fondo.

A mio parere anche molti di quelli che passano da una festa all’altra, i cosiddetti viveur tanto ammirati da tutti, in realtà sono persone dipendenti da situazioni esterne che una volta soli con se stessi rischiano di trovarsi perduti.

Non tutti certamente, ma una buona parte penso di sì, ne senso che quando si trovano da soli si sentono un po’ perduti.

Chi prende iniziative fuori dalla massa viene sempre più spesso visto come un disadattato in questa logica di estremi: o fai quello che fanno tutti oppure hai qualche problema.

Secondo me i problemi si nascondono più facilmente in chi si muove sempre e solo con le masse, in chi vive le cose degli altri.

E’ la vita del criceto che corre nella ruota, basta non guardare mai cosa c’è ai lati e tutto va bene.

Il tutto per dire che la gente manca di passione e questa mancanza è la prima via alla depressione.

Non è che si debbano scalare montagne da 8000 metri per avere una passione, basta capire cosa ci piace, cosa ci dà soddisfazione e ogni tanto ritagliarsi un briciolo di tempo per coltivare queste cose.

Piccolo esempio: a tutti piace il cinema, ma se racconti che sei andato a vedere un film da solo un pomeriggio qualunque e in sala c’erano sei persone in tutto, ecco che subito passi per particolare, mentre in realtà questa è una delle poche cose che ti consente la visione di un film su un maxischermo senza sentire quello della fila dietro che commenta ogni cosa, senza sentire gli schhh di altri dieci per farlo stare zitto, senza il rumore dei sacchetti di patatine (e per fortuna che ora i popcorn li danno nel bicchiere) e delle lattine che vengono aperte.

Comnque torniamo al libro: Simone Moro non parla espressamente di questa sua passione per la montagna;  certo la descrive, ma non cerca di spiegarla, cerca solo di assecondarla non rinunciando però neanche alle altre cose della vita.

La passione positiva, quella cosa che ti spinge a muoverti e ti fa compiere azioni che sognavi e non pensavi di poter compiere;  questa passione positiva è quella che ti rende soddisfatto di ciò che fai e ti spinge a ricercare la stessa soddisfazione in una cosa nuova.

Poi ti può accadere di diventare famoso, di essere preso da esempio dagli altri, di essere invidiato e magari anche additato quando le cose vanno male, ma la vera passione che si sente in questo libro è quella che ti farebbe fare le stesse cose anche nel caso in cui nessuno se ne interessasse.

In fondo quando racconti di una passione (e quando leggi della passione di un altro) non riesci mai a trasmettere le sensazioni che hai provato.  Solamente a chi coltiva una propria passione, anche diversa, può capitare di avvicinarsi abbastanza al punto e capirne qualcosa.

La domanda Cosa porta un uomo a rischiare la vita in un’impresa del genere? è sbagliata nel momento stesso in cui viene fatta.

Se si capisce di cosa si sta parlando la domanda non esiste, altrimenti è inutile perchè la risposta sarebbe incomprensibile, come chiedere ad un pilota perchè rischia la vita o ad un ciclista perchè fa tanta fatica…

Il libro racconta la storia di un’amicizia tra due persone che si incontrano casualmente e si riconoscono come uguali, con la stessa passione, la stessa onestà d’animo e la stessa voglia di affrontare nuovi traguardi.

Ne nasce un rapporto di quelli veri dove se c’è qualcosa che non va lo si dice chiaro e tondo senza però che questo incrini le cose e senza lasciare che problemini non risolti diventino causa di attrito.

Questo tipo di rapporto crea un’enorme fiducia l’uno per l’altro e consente ai due scalatori di fare coppia fissa nelle loro imprese.

Un’amicizia però durata troppo poco, solamente quattordici mesi, a causa della tragedia avenuta in questa spedizione.

Poi il racconto del rocambolesco e pericoloso ritorno al campo base in una corsa per la sopravvivenze dell’unico uscito vivo dalla valanga.

Un libro che apre le porte ad un mondo affascinante, quello della montagna di alta quota pieno di fonti su video e su carta, dalle quali attingere per fare il pieno di emozioni.

Un unico consiglio mi sento di dare prima di affrontare la lettura di questo libro: la visione del film La morte sospesa che racconta un’altra storia realmente accaduta e che servirà a recepire meglio il racconto di Simone Moro.

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Io & Shira – Gianluca Ratta

Trovo in un quotidiano un’intera pagina dedicata a Gianluca Ratta, alla sua storia e al suo libro e decido immediatamente di comperarlo.  Il giorno successivo mi presento in libreria.

Cerco un po’ nelle ultime novità…eppure ci deve essere…è uscito questa settimana…ma non lo vedo, allora chiedo alla commessa che gentilissima dice “Sissì, te lo prendo, è nella letteratura da viaggio!”

Perfetto, addirittura nella sezione dedicata, bene.

Non appena vedo tornare la commessa con questo libricino nelle mani rimango un po’ deluso, possibile che un tizio che scrive un libro per raccontare dieci anni di camminate in giro per l’Italia con un cane come unico fedele compagno, abbia così poco da dire?   Mah!

Vabbè lo prendo. Faccio per pagare e…17 euro! Continua a leggere

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Arcangeli – Paco Ignacio Taibo II

Chi sono gli Arcangeli di cui parla Taibo in questo suo libro?

Avventurieri, sindacalisti, combattenti, artisti, anonimi rivoluzionari dei quali nessuno, o quasi, ha mai sentito parlare.

Personaggi romantici, una sorta di moderni Don Chisciotte che si muovono nel loro mondo e finiscono spesso con l’esserne sopraffatti.

Ma queste storie sono vere, i personaggi reali e le vicende all’interno delle quali vivono la loro vita avventurosa, sono vicine a noi più di quanto sembri a prima vista.

12 storie di rivoluzionari del ventesimo secolo, protagonisti importanti ma di secondo piano e quindi mai portati all’attenzione dell’opinione pubblica.

Probabilmente la politica ha inciso molto in questo senso, ma nel libro la politica gioca un ruolo importante, ma non decisivo. Continua a leggere

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L’Isola dei Pirati – Michael Crichton

Non conosco la storia di questo romanzo e quindi non so se fosse già terminato alla morte dell’autore.

Non sono perciò in grado di stabilire se si tratti della classica pubblicazione postuma tanto spinta dagli editori, oppure se sia un romanzo in piena regola.

In ogni caso devo dire che il mio giudizio è abbastanza negativo.

La storia viene tirata via senza approfondimenti e senza che certe situazioni vengano spiegate più di tanto. Continua a leggere

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