Magic Louisiana

magic_louisianaNella stanza ci sono nove persone, delle quali solo due sono uomini.

Si notano sei bottiglie di quella che sembra essere la bevanda preferita dai presenti: pura e semplice acqua.

Questa intuizione però è appena stata contraddetta dall’ordinazione fatta al bar adiacente durante l’ultima pausa.

Le bottiglie hanno forme e dimensioni diverse.

Una piccolina sembra la bottiglietta che si metteva nella cartella dei bimbi quando andavano all’asilo o alla scuola materna, se non fosse che a quel tempo certe bottigliette non le facevano ancora.

Una è di acqua Cerelia, quella che negli anni ottanta i pediatri consigliavano come bevanda ottimale per i neonati, e lascia immaginare una persona che si vuole molto bene e che si prende cura di se stessa.

Ma forse ciò che piace alla proprietaria della bottiglia è solamente il gusto di quella particolare marca di acqua, non saprei dirlo.

Dei due uomini, uno solo ha dell’acqua, e non sono io.

bottiglie
Nel mentre di questo mio abbandono, sollevo lo sguardo dal tavolo e sento affermare

L’INFERNO ESISTE

Mi riconnetto con il mondo esterno.

Subito mi arrivano il ronzio del proiettore, il caldo tepore della sala, la consapevolezza della realtà ed infine la voce della maestra che spiega che la dichiarazione appena udita è incisa nel cartello incontrato per strada lungo questo suo/nostro/mio viaggio americano.

Siamo in Louisiana.

Siamo a Bologna.

Siamo nella hall di un albergo, Il Cappello Rosso.

Siamo nel pieno del secondo corso di letteratura americana incentrato su New Orleans e la Louisiana.

La maestra è Marta, Marta che oggi è fuggita dall’alluvione torinese per parlarci di quell’altra alluvione, quella conseguente all’uragano Katrina a New Orleans nel 2005.

Il percorso del viaggio di oggi ha visto fino ad ora queste tappe:

una fuga improvvisa attraverso la Louisiana in direzione Texas assieme a Roy e Raquel dopo uno scontro a fuoco con gli scagnozzi di un boss locale, secondo quanto raccontato da Nic Pizzolatto nel suo romanzo Galveston.

Un’ottimo incipit che ci permette di entrare con prepotenza nell’oscuro mondo di True Detective, dove vicende solo parzialmente differenti richiamano alla memoria la Laura Palmer di Twin Peaks o le ragazze del Silenzio degli innocenti.

Il tormento del poliziotto ambiguo, l’atmosfera dei paesaggi e la cultura locale ci catapultano nell’universo di James Lee Burke e delle sue storie, sia filmate che scritte;  è questo il passaggio che riporta il territorio e l’acqua al centro della scena.

E allora è il momento di parlare dell’uragano Katrina, è il momento di passare la parola a Dave Eggers che, con il suo Zeitoun, ci racconta i disastrosi giorni immediatamente successivi.

Poi che altro?

louisiana

Non so ancora, ma so di certo che alla fine me ne tornerò a casa con qualcosa in più.

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