Ologramma per il Re – Dave Eggers

ologramma per il reUn romanzo kafkiano questo; se vogliamo una versione aggiornata de Il Castello.

Una versione certamente più moderna, di sicuro più movimentata e accessoriata, ma è comunque un dato di fatto che Ologramma per il re di Dave Eggers per vari aspetti ricordi molto da vicino quel racconto.

Il commerciale Alan veste le parti dell’agrimensore e re Adbullah quelle del signore del castello che lo ha mandato a chiamare.

La chiave moderna si manifesta in tutta una serie di situazioni a corollario del contesto principale, vale a dire una presentazione commerciale di un prodotto all’avanguardia, da tenersi un una nascente città moderna in piena Arabia Saudita.

Sono il complicato rapporto tra un padre insicuro e la figlia, lo stravagante suicidio di un vicino di casa, la carriera lavorativa arenatasi dopo un promettente inizio, le contraddizioni di un paese sulla carta molto rigido.

Situazioni spesso divertenti, a volte riflessive.

Aspettative, entusiasmi, illusioni e disillusioni.

Insomma una vita normale che estraniata dal contesto lavorativo risulta essere, nei suoi aspetti fondamentali, più o meno come tutte le altre, con gli alti e i bassi, i timori e le speranze.

Ciascuno di noi contiene nel suo piccolo una parte di Alan e per questo non si può che provare empatia nei suoi confronti.

Tanto più che il suo impaccio va in parallelo con la bontà e l’innocenza che dimostra.

Poi le cose vanno avanti seguendo il proprio corso e la storia personale di Alan rivela un contrasto interno, una ricerca di se stesso, una voglia di piacere agli altri, che nella prima metà del libro era di certo presente, ma non in maniera così evidente.

Pur avendo la consapevolezza di essere nel mondo particolare e a lui sconosciuto della cultura musulmana, Alan non riesce a mantenersi tranquillo e immagina ogni volta di riuscire in una piccola impresa che porti chi gli sta attorno a dirgli bravo.

Che sia lo scrivere una lettera alla figlia o il sedare una rissa, che si tratti di una battuta detta nel momento sbagliato o della voglia di uccidere il lupo cattivo, Alan è in continua fase distruttiva.

E così quell’empatia provata all’inizio perde consistenza e si attenua sempre più fino a lasciare spazio ad una domanda senza risposta: perché?

Solamente chi è in pace con se stesso trova soddisfazione e apprezza la vita.

Pensaci troppo e scopri che non sei nulla.

Pensaci abbastanza e sai che sei piccolo, ma importante per qualcuno.

E’ il meglio che si può fare.

Un Dave Eggers brillante che a me è piaciuto molto.

Tempo di lettura: 6h 17m

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