Il Seno – Philip Roth

il senoDefinire Il seno di Philip Roth un libro grottesco sarebbe dire poco, suonerebbe riduttivo; vediamo allora di fare meglio.

L’operazione editoriale che ha portato all’uscita di questo racconto lungo come libro singolo, sarebbe cosa di per sé alquanto discutibile, se non fosse che nel mio caso ben difficilmente sarei incappato in una storia come questa, essendo piuttosto allergico alle raccolte di racconti. Dunque meglio così.

Grottesco, stravagante, coinvolgente, a tratti drammatico e commovente e in generale ben più profondo di quanto possa apparire al primo impatto, Il seno è la storia del signor David Kepesh che nel corso di una notte difficile si trasforma in un seno di settanta chili.

 Che dire? Baggianata o genialata? …la seconda che hai detto!

Una genialata perché grazie a questa invenzione Philip Roth attraversa aspetti della mente e della società che rendono il racconto un punto di partenza per approfondimenti e discussioni.

Le sensazioni e il dibattito interiore che il signor Kepesh, non certamente l’ultimo arrivato essendo lui un professore universitario, si trova ad affrontare dopo la sua trasformazione, non sono probabilmente del tutto originali né hanno la pretesa di esserlo, se anche lo stesso protagonista fa riferimento a Kafka e Gogol durante le sue elucubrazioni mentali, ma forniscono chiavi di lettura nuove, sia drammatiche che divertenti.

Nella seconda parte del racconto infatti, il signor Kepesh decide che l’unica strada per uscire da quella situazione sia non accettarla e per questo si convince che tutto sia rimasto perfettamente normale, tranne il fatto che lui è diventato cieco.

Tutto è normale dal punto di vista fisico e morfologico, ma lui sta impazzendo, ecco dove sta il problema.

Gli altri lo tranquillizzano e ribadiscono che è tutto a posto, che lui non si è trasformato in un seno e che è vittima di un disturbo mentale che lo ha convinto di questo. Alle sue domande rispondono con la verità: tutto a posto, sei un uomo perfettamente normale, ma la sua mente e la sua vera malattia, la pazzia, lo portano ad invertire ciò che viene detto lui.

Dunque il vero problema, il nemico da combattere è quella pazzia che distorce e trasforma le notizie rassicuranti di chi lo segue e gli vuole bene.

Un atteggiamento tipico dei soggetti depressi che di qualunque frase estrapolano solo l’eventuale piccola parte negativa e la amplificano a dismisura; ecco il signor Kepesh non ascolta, ma interpreta e trasforma, fa di tutto pur di non accettare la realtà della trasformazione, ben conscio dei racconti La metamorfosi e Il naso.

Non può accettare che sia tutto vero, deve trovare una logica in quanto gli è successo, una logica che sia accettabile e così si convince di essere diventato pazzo proprio per non impazzire veramente.

Dopo questa lettura è impossibile non rileggere i due racconti già citati per nuove analisi e riflessioni.

Tempo di lettura: 1h 24m

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