Confronto Primarie Centrosinistra – 12 Novembre 2012 chi ha vinto?

Lunedì 12 novembre ha avuto luogo il primo confronto televisivo tra i cinque candidati delle primarie del centro-sinistra. E’ stato l’unico appuntamento? Ce ne saranno altri? Al momento non è ancora chiaro anche se ci sono trattative in corso.

Comunque sia e comunque andrà, ecco un resoconto dettagliato di questo primo confronto con il mio personalissimo cartellino (voti da 1 a 5) secondo il vecchio stile della boxe degli anni ottanta.

NB: il giudizio è strettamente personale

Domanda 1 – Come si muoverebbe in tema di pressione fiscale, tasse ed IMU

Tabacci: sarei in condizione di abbassare le tasse facendole pagare a tutti

Puppato: patrimoniale per redistribuire verso i redditi medio-bassi

Renzi: semplificare il pagamento delle tasse e destinare alla loro riduzione il recupero dell’evasione

Vendola: ridefinire le aliquote irpef secondo progressività fino al 75% per i redditi oltre il milione di euro e patrimoniale sulle rendite finanziarie e cancellazione dell’imu sulla prima casa

Bersani: riduzione del carico fiscale per i ceti medio-bassi e agevolazioni sulle imprese per lavoro di giovani, donne e lavoratori del sud; creazione di un’imposta personale sui grandi patrimoni immobiliari

Cartellino personale:

Solo Vendola e Bersani entrano nel dettaglio, gli altri dicono cose dette da tutti

Tabacci 2

Puppato 2

Renzi 2

Vendola 4

Bersani 4

 

Domanda 2 – Evasione fiscale

Puppato: due tipi di evasione: sulla grande evasione intervenire con molta durezza e anche ganasce fiscali come paesi anglosassoni; sulla piccola evasione, ricevute e scontrini, rendere deducibile il più possibile

Renzi: applicare il modello americano con strumenti tecnologici per allargare la base di coloro che pagano le tasse e individuare gli evasori

Vendola: incrociare tutte le banche dati esistenti per stanare la ricchezza non dichiarata e tracciare i pagamenti oltre i 300€ riducendo le commissioni bancarie

Bersani: lotta europea ai paradisi fiscali, mai più condoni, tracciabilità pagamenti oltre i 300€ riducendo le commissioni bancarie, incrocio banche dati

Tabacci: mettere il cittadino rispettoso in contrasto con il cittadino evasore creando agevolazioni sull’iva e aumentando le deduzioni

Cartellino personale:

Puppato e Tabacci vanno nella direzione del dedurre di più per rompere la logica dei due prezzi (con ricevuta o senza)

Tabacci però rincara la dose, parla esplicitamente di un contrasto tra i cittadini e dimentica quasi di parlare dello Stato, come se la lotta all’evasione fosse un gioco di spie tra i cittadini

Vendola e Bersani dicono più o meno le stesse cose con Bersani che però parla anche di regole europee, la qual cosa fino ad ora è stata usata sia come impegno per le cose da fare (“ce lo chiede l’Europa”) che come alibi per le cose non fatte (“non abbiamo potuto, ci sono regole da rispettare”);

Renzi non entra nei dettagli più di tanto

Tabacci 2

Puppato 2

Renzi 2

Vendola 4

Bersani 3

Riflessione:  tutti i candidati spendono una buona parte del tempo a propria disposizione per riconsiderare la domanda appena formulata, puntualizzandone alcuni aspetti e cercando di girarla verso la risposta che si apprestano a dare, con l’evidente risultato negativo di consumare troppo spazio e finire poi con l’esprimere in fretta e furia le misure da adottare.

Pochi fino a questo momento sono convincenti.

 

Domanda 3 – Europa e rapporti con le Germania

Renzi: ci domandiamo sempre cosa diremo alla Germania, ma noi siamo l’Italia e dobbiamo diventare più decisivi e importanti; creazione degli Stati Uniti d’Europa con l’elezione del presidente dell’unione europea; economia europea più rivolta alle famiglie e meno alla finanza; i nostri padri hanno combattuto tra di loro in europa, noi abbiamo fatto l’erasmus, per i nostri figli vorrei un servizio civile europeo obbligatorio; regole europee rigide per il risanamento, ma anche solidarietà; patto di stabilità neanche da discutere

Vendola: importante accorgersi che il progetto dell’unione europea oggi si sta rompendo, l’europa non c’è se non difende i diritti sociali dei suoi cittadini; la lotta contro il debito pubblico se applicata in questo modo riduce i paesi in povertà, importante intervenire sulle spese correnti e sui costi non produttivi, ma il patto di stabilità oggi frena gli investimenti e limita la crescita

Bersani: riconosciamo ai paesi forti e alla Merkel di non essere innocenti nel nostro modo di gestire la nostra economia, ma bisogna lavorare insieme; siamo d’accordo nel controllarci a vicenda, ma in cambio di un allentamento della stretta e in cambio di politiche di investimento; la Germania deve capire che siamo tutti sullo stesso treno, lei è su un vagone meglio allestito di altri, ma in questo modo andiamo tutti verso la recessione;

Tabacci: dice che un Europa più forte fa comodo anche alla Germania e poi attacca chi vuole uscire dall’euro condannando scenari di ritorno alla lira e alla svalutazione; meglio pensare a cedere una parte di sovranità in cambio di garanzie maggiori in altri campi, ad esempio la creazione di un esercito europeo

Puppato: cambiare il modo di determinare la ricchezza di un paese passando dal prodotto interno lordo ad un indice di rilevazione dello stato del benessere, secondo quanto indicava Kennedy già molti anni fa; l’Europa e l’euro non si discutono, non abbiamo capito per colpa dei politici che l’Europa è una grande opportunità e per questo abbiamo lasciato inutilizzati molti fondi europei

Cartellino personale:

Cominciano a delinearsi alcune differenze, sia nella forma che nei contenuti:

Renzi dimostra la sua linea centrista in termini di regole ed economia e poi parla di un servizio civile obbligatorio che certamente avvicinerebbe i giovani dei vari paesi;

Vendola è quello che esprime meglio il proprio punto di vista; in questo caso abbandona il suo parlare spesso troppo tecnico e fa capire bene

Bersani continua la tradizione della dirigenza storica del partito (vedi D’Alema): appena si sente più forte degli altri ecco che alza la voce, o almeno ci prova: il “non essere innocenti” e come il “non vincere” alle elezioni; il “siamo d’accordo nel controllarci a vicenda” è fuori dalla realtà: è colpa nostra se non riusciamo mai a portare a conclusione una strada o un ospedale (a meno che non entrino i privati), è colpa nostra se sprechiamo un sacco di denaro pubblico, è colpa nostra se abbiamo così tanta evasione, è colpa nostra se gente che non dichiara nulla gira per le strade con auto di lusso; non è vero che ci controlliamo a vicenda, sono i paesi come la Germania che controllano noi, quei paesi dove la gente rispetta le regole e dove chi evade non è considerato un furbo, ma un evasore; quei paesi temono di essere trascinati dagli altri e giustamente si tutelano, siamo noi che dovremmo cambiare registro, ma il massimo del mea culpa di Bersani è dire di “non essere innocenti” e subito dopo voler imporre regole e vincoli.

Tabacci approva la politica di Monti e se la prende con Grillo (andando fuori tema) e con la sua idea di uscire dall’euro; parla di un esercito europeo che non è nel dibattito urgente delle questioni economiche e così come Renzi con il servizio civile non approfondisce per mancanza di tempo

Puppato si perde in analisi e lascia scadere il suo tempo senza dire nulla, se non che dobbiamo sfruttare tutte i fondi che la comunità europea mette a disposizione e non lasciarli inutilizzati come troppo spesso accade.

Tabacci 1

Puppato 1

Renzi 3

Vendola 4

Bersani 2

 

Domanda 4 – PRE-Occupazione – Giovani e primo lavoro

Vendola: in un paese senza politica industriale, senza qualità, senza valorizzazione dei beni culturali, con riforme che hanno degradato la scuola, ad un giovane in attesa della prima occupazione io dico di ribellarsi e di lottare contro il destino di precarietà preparato per lui; rivendica i risultati avuti in Puglia nel settore lavoro e propone di applicare a tutta Italia la ricetta pugliese

Bersani: mettere più soldi sul diritto allo studio e sulle università; allargare la base dei lavoratori facendo politiche per incentivare l’assunzione di giovani e donne; mettere nel sistema produttivo più tecnologia, più capacità, più innovazione; chiede un paio di anni sulla fiducia prima di poter essere giudicato

Tabacci: impiega tutto lo spazio a sua disposizione per fare analisi e dire per titoli (vedi nel dettaglio che segue) cosa andrebbe fatto, ma non dice nulla di concreto su come intende farlo

Puppato: si richiama ai dati Istat e dice che non esistono i “bamboccioni” citando Brunetta, ma solo giovani precari con 800€ al mese che non hanno prospettive; poi citando una ricerca europea, chiama investimenti su ricerca, innovazione ed istruzione che possono portare in breve ad almeno 400.000 nuovi posti di lavoro per i giovani; concedere alle aziende agevolazioni progressive per assunzioni under 35 e donne

Renzi: legge l’articolo 1 della costituzione e parla di rendite finanziarie e di posizione tali per cui un cinquantenne che perde il lavoro si trova in condizioni anche peggiori del giovane che lo sta cercando perchè non viene né tutelato né assistito in nessun modo; la risposta al giovane sono un alleggerimento della burocrazia statale, l’aggredire la disoccupazione femminile troppo alta in Italia rispetto agli altri paesi europei e la promessa di trovare un lavoro in base alle competenze e non alle conoscenze

Cartellino personale:

Vendola non riesce ad essere conciso, spreca il tempo facendo solo analisi e non riesce a spiegare nel concreto cosa intende dire quando parla del modello Puglia

Bersani cita il calo della produttività industriale, il calo del turismo e di altri settori, ma poi parla per titoli e non va nel concreto su come pensa di attuare ciò che dice di voler attuare; alla domanda sulla meritocrazia torna sul concetto che la meritocrazia da sola non basta, bisogna che le condizioni di partenza di uguali per tutti perché il calo delle iscrizioni nelle università rischia di condizionare l’uguaglianza tra i cittadini perché 17.000 ragazzi che non si iscrivono non è perché non vogliono cogliere le opportunità, ma è perché hanno dei problemi in casa; la richiesta di sospensione del giudizio sull’operato per un paio di anni suona come alibi già sentito

Tabacci alla domanda concreta su cosa promette ad un giovane in cerca di lavoro risponde che piuttosto che promesse è meglio fare dei ragionamenti convincenti: una volta la sinistra aveva una grande visione internazionale, una grande capacità di guardarsi attorno: in questi ultimi quarant’anni la popolazione mondiale è passata da 3 a 7 miliardi e ci sono cittadini nell’africa che dovrebbero vivere con 2 dollari al giorno, allora il problema è molto complicato; essendo che il lavoro non si crea per decreto, è necessario creare le condizioni per allargare la base produttiva perché negli ultimi anni si è persa competitività e quindi occorre reagire abbassando lo spread perché uno spread alto va ai danni delle imprese, bisogna lavorare sul costo dell’energia perché a noi l’energia costa il 30-35% in più che agli altri; dobbiamo recuperare produttività anche abbattendo i vincoli burocratici perché il nostro sistema è in grado di andare in giro per il mondo ed esportare e quindi va messo in condizione di essere più efficiente… tempo scaduto!  Insomma non era nel merito, cosa che purtroppo accomuna abbastanza un po’ tutti quanti

Puppato: evidente la gaffe sui bamboccioni, nomignolo coniato da Padoa Schioppa e non da Brunetta; utilizza i dati di una ricerca europea per rilanciare in maniera più concreta degli altri candidati il discorso innovazione lasciando trasparire un discorso sulle nuove tecnologie

Renzi fa promesse generiche come gli altri, ma si differenzia quando punta il dito contro gli impedimenti burocratici

Tabacci 1

Puppato 4

Renzi 3

Vendola 1

Bersani 2

 

Domanda 5 – Cosa fare della riforma del lavoro della Fornero?

Bersani: va ritoccata perché non affronta la precarietà, non ha risolto abbastanza molti altri aspetti e non dice nulla sulla crescita. Rinnovare la società e aprire le porte

Tabacci: la riforma va bene per l’emergenza, ora bisogna andare oltre: il lavoro non si crea per decreto, bisogna generare occasioni perché chi è in grado possa applicarsi in senso positivo; puntare su chi crede di non avere più speranze

Puppato: la riforma ha creato molte ingiustizie tipo gli esodati e non c’è più flessibilità; bisogna rivedere la modalità con la quale si va in pensione; puntare sulla green economy

Renzi: la riforma delle pensioni è una cosa buona, pur con molti limiti tipo il discorso esodati, perché l’innalzamento dell’età pensionabile era inevitabile; sul lavoro invece si deve fare diversamente rilanciando internet, green economy e cultura riducendo da oltre 2.000 le norme sul lavoro a sole 59 semplificando enormemente il quadro

Vendola: cancellare la riforma perché ha tolto molti diritti che non possono essere barattati o ceduti in cambio di un compenso

Cartellino personale:

Tabacci 2

Puppato 3

Renzi 4

Vendola 2

Bersani 2

 

Domanda 6 – Cosa chiedere a Marchionne?

Tabacci: intanto già da tempo era chiaro che i produttori di automobili sarebbero inevitabilmente diminuiti e che la Fiat avrebbe avuto difficoltà, per cui niente di nuovo; la Fiat deve rendere conto degli aiuti che ha avuto dallo Stato; cercherei di vincolare la Fiat in qualche modo, tenendo conto del fatto che non si può entrare più di tanto nelle decisioni di un’azienda

Puppato: evitare di fare la voce grossa con i piccoli, cioè i lavoratori; non è colpa dei lavoratori se la Fiat perde posizioni tra le industrie automobilistiche, ma è colpa della mancanza di innovazione e quindi chiederei di mettere mano alla innovazione perché questa produce lavoro e garanzie per tutti

Renzi: caro Marchionne io sono uno di quelli che ha creduto in lei; oggi sono deluso e le chiedo soltanto di essere coerente; la Fiat è stata per troppi anni a carico dello Stato, i dividendi andavano ai privati, il risanamento era a carico del pubblico; abbia la capacità di produrre auto migliori perché io da presidente del consiglio mi adopererò per fare venire in Italia anche Toyota e Volkswagen e quindi il futuro della sua azienda dipende dalla qualità dei suoi prodotti e non da altro

Vendola: caro Marchionne io non le ho mai creduto perché non si fa una copertina senza avere il libro; lei sta chiudendo una fabbrica di autobus mentre c’è molto bisogno di autobus meno inquinanti; il suo comportamento nei confronti degli operai è autoritario e insopportabile

Bersani: ricorda i discorsi su Fabbrica Italia e la sua produzione di livello medio-basso con la stretta sulla produzione che prevedeva la chiusura di uno stabilimento; poi un anno dopo si parla di puntare sul marchio Alfa e su una produzione di fascia medio-alta; mi faccia capire meglio perché il tutto mi pare piuttosto osé; voglio sapere l’anno prossimo cosa succede, voglio sapere se la Fiat è in condizione o no di mantenere le aspettative dell’industria automobilistica di questo paese, perché se no, io mi ritengo di potermi guardare attorno senza gli impedimenti degli anni ottanta

Cartellino personale:

Tabacci e Puppato non rispondono perchè vincolare senza entrare nelle decisioni dell’azienda oppure chiedere di innovare non serve a nulla se non si parla di provvedimenti economico-finanziari concreti; tanto vale affidarsi alla buona volontà del manager; se quando la Fiat ha ricevuto aiuti il manager non era ancora Marchionne, non significa che Marchionne può dire “io non c’ero” e lavarsene le mani; però i due candidati stanno dicendo che più che chiedere non possono fare

Renzi in sostanza che la Fiat ora dipende dalla capacità del suo manager di realizzare prodotti di qualità in un regime di concorrenza e non da alcuni interventi sui lavoratori che troppo spesso sono stati pagati dallo Stato; basta aiuti e che ciascuno faccia il proprio lavoro e lo faccia bene

Vendola nuota nelle acque a lui più congeniali e va via liscio come l’olio; che si sia d’accordo oppure no il suo pensiero è chiarissimo, anche se non riesce a dire con quali strumenti vincolerebbe l’operato di Marchionne

Bersani dice in sostanza che i tempi sono cambiati; lascia l’opportunità alla Fiat di occupare lo spazio produttivo italiano concedendo a Marchionne una via privilegiata in quanto azienda italiana, ma assicura che se la Fiat non fosse in grado di garantire una mole di lavoro adeguata, non esiterebbe ad aprire ad altri costruttori

Tabacci 1

Puppato 1

Renzi 5

Vendola 4

Bersani 4

 

Domanda 7 – Diritti: coppie omosessuali e coppie di fatto:

Puppato: è pazzesco dover e parlare ancora; le persone hanno tutte gli stessi diritti, per questo noi dobbiamo non solo accettare, ma proporre i matrimoni tra omosessuali per garantire loro gli stessi diritti, in fase di cure e di diritto di successione, dovuti agli altri; nessun dubbio neanche riguardo l’adozione, mentre per la maternità bisogna discuterne

Renzi: da anni discutiamo di questo in un paese che ha preso in giro tutti e che fino ad oggi non ha fatto nulla; utilizzare il termine “matrimonio” è un modo per non farne nulla perché servirebbe una modifica alla costituzione; da parte nostra nei primi cento giorni la “simil partnership”, come viene chiamata questo tipo di unione in altri paesi, sarà realtà; da riformare in senso generale la legge sulle adozioni e per quanto riguarda le adozioni da parte di coppie omosessuali il tema è ancora non sciolto

Vendola: non ci sono problemi nel cambiare la costituzione: lo si è fatto per una volgarità come il fiscal compact e lo si può fare per inserire la parità di diritti per tutti; oggi è tempo di chiedere diritti uguali per tutti e per tutte

Bersani: vorrei ricordare che siamo in un paese che non riesce ad approvare una legge sull’omofobia; sono allineato alla posizione tedesca sulle unioni civili per le coppie omosessuali, mentre per le adozioni direi piuttosto di prendere tempo perché bisogna occuparsi delle decine di migliaia di bambini che vivono già con coppie omosessuali e per andare a vedere quali sono i loro diritti e vedere come sono considerati nella loro vita sociale a partire dalla scuola; cominciamo a pensare prima a questo per non prendere decisioni che possono avere l’effetto opposto al voluto

Tabacci: a Milano abbiano fatto la l’albo delle unioni civili; l’estensione dei diritti è cosa sacrosanta, ma io starei bene attento ad equiparare questo al matrimonio tra un uomo e una donna, mi sembrano  due cose diverse, così come sono attento ai bambini; i bambini hanno diritto ad avere un padre ed una madre

Cartellino personale:

Tutti quanti i candidati hanno una base in comune, vale a dire i diritti per le persone e per le coppie; alcuni distinguo sul nome e sulla modalità delle unioni si delineano tra Tabacci, Bersani, Renzi e gli altri, anche se ciascuno dei tre si richiama a cose punti di vista leggermente diversi; sulle adozioni non ci siamo: Puppato e Renzi sono i più corretti nell’ammettere divisioni interne nei propri movimenti e mentre Vendola reclama tutti i diritti per tutte le persone, Tabacci si oppone da buon cattolico infiltrato in queste primarie e Bersani fa il solito giochino di quando vuole dire no senza dire no: allontana il quesito e chiede una riflessione ed una analisi sulle condizioni dei bambini che già vivono in famiglie omosessuali; questo suo eludere le responsabilità sta stancando

Tabacci 2

Puppato 4

Renzi 4

Vendola 5

Bersani 2

 

Domanda 8 – Casta e costi della politica: dopo le province dove intervenire?

Renzi: abolizione del finanziamento pubblico ai partiti; abolizione di tutte le province; eliminazione dei vitalizi nuovi ed eliminazione del cumulo per i vitalizi esistenti; nelle aziende pubbliche stipendio più alto non oltre dieci volte quello più piccolo; stop a nomine di partito nelle aziende partecipate dallo Stato

Vendola: tetto di spesa per candidato nelle campagne elettorali; dimezzamento dei parlamentari; abolizione dei vitalizi; bilancio dei partiti sottoposto alla corte dei conti; disaccordo sull’abolizione del finanziamento pubblico per paura di una politica finanziata solo dai ricchi, sì alla loro riduzione

Bersani: ricordo che le poche cose fatte e cioè dimezzamento del finanziamento dei partiti e abolizione dei vitalizi, sono state fatte con l’aiuto del partito democratico; il dimezzamento dei parlamentari non si è fatto perché la destra ha messo in mezzo il presidenzialismo; se ne parla poco ma abbiamo cinque o seimila società partecipate, su queste va usata la scure perché o una cosa è pubblica o è privata, metterle assieme vengono solo dei pasticci; sull’abolizione totale del finanziamento ai partiti ho le stesse paure di Vendola

Tabacci: è giusto abolire le province; il parlamento può essere tranquillamente ridotto a 400 deputati e 200 senatori; in due finanziare ho presentato emendamenti per il dimezzamento del finanziamento ai partiti senza risultati, ora penso si possa ridurre ad un quarto per garantire le cose dette dagli altri

Puppato: bilanci dei partiti certificati e finanziamento a copertura delle sole spese per informazione escludendo tutto il resto; eliminare le auto blu ai dirigenti e manager pubblici

Cartellino personale:

Tabacci 3

Puppato 2

Renzi 4

Vendola 3

Bersani 3

 

QUESTION-TIME domanda da sostenitore di Puppato rivolta a Vendola: 

Se dovesse per forza mettere in fila i suoi avversari come li ordinerebbe?

Vendola: io sono molto lontano da tutti loro, non ce la faccio a metterli in fila

 

QUESTION-TIME domanda da sostenitore di Tabacci rivolta a Bersani: 

Da ministro fece una sventolata di liberalizzazioni, dovesse tornare al governo proseguirebbe il lavoro?

Bersani: io ho in animo alcune cose, ma come si ricorderà allora lo si seppe il giorno stesso del provvedimento per evitare manovre di disturbo; certamente ci sarà un’altra lenzuolata, ma stavolta riguarderà anche la questione morale: legge sulla corruzione, falso in bilancio, diritti sui luoghi di lavoro, diritti di cittadinanza e lotta alla criminalità

 

QUESTION-TIME domanda da sostenitore di Vendola rivolta a Renzi: 

Coloro che sostengono e gestiscono la sua campagna elettorale hanno in qualche modo rivalutato il nucleare. Lei è d’accordo con loro?

Renzi: la mia campagna elettorale la decidono centinaia di persone e quindi il mio pensiero è questo: è evidente che siamo contrari alle centrali nucleari in Italia, lo abbiamo spiegato ieri a Milano assieme a Ermete Realacci che sta scrivendo quella parte del programma

QUESTION-TIME domanda da sostenitore di Renzi rivolta a Puppato:

Lei ha lasciato un anno prima il ruolo di sindaco per quello di consigliere regionale. In caso di sconfitta alle primarie ha intenzione di lasciare quel posto magari accettando come premio di consolazione l’incarico di parlamentare?

Puppato: non ho intenzione di mettere sul piatto niente per nessuno; certamente credo di aver dimostrato qualcosa nelle mie due legislature da sindaco in una città nel cuore del nord-est e questo per me è motivo di orgoglio

 

QUESTION-TIME domanda da sostenitore di Bersani rivolta a Tabacci: 

Lei pensa che il centrosinistra possa essere attrattivo e convincente verso il mondo moderato, cioè un elettore moderato può votare solo al centro oppure può sostenere questa coalizione?

Tabacci: io sono qui per questo nel senso che sono convinto che quello che abbiamo fatto a Milano lo si può fare anche in Italia

Impressioni personali: davvero poco interessante questo question-time: domande polemiche o irrilevanti per il confronto tra i candidati

Domanda 9 – Il futuro governo di centro sinistra sarà una coalizione che deve andare da chi a chi?

Vendola: intanto dovrà essere fondato sul criterio della parità di genere formato metà da uomini e metà da donne; coalizione che va dal mondo del lavoro agli ambientalisti, dai precari della scuola a coloro che stanno mettendo al centro la critica della precarietà; prima di immaginare una coalizione noi dobbiamo metterci d’accordo su qual è l’Italia che vogliamo, mettere il carro davanti ai buoi e definire le alleanze prima significa che stiamo prendendo in giro gli elettori; faccio fatica a vedere Casini come alleato

Bersani: ci sto pensando da molto tempo e credo insieme agli altri progressisti europei di fare fronte comune contro le destre e contro possibili regressioni anti-europee; credo che la coalizione debba aprirsi ad un dialogo con chiunque sostenga queste posizioni; oggi la mia coalizione è questa qua, con i presenti, dopodiché sono pronto ad aprire una discussione per vedere se si può fare qualcosa per il paese anche con i moderati

Tabacci: anche io penso che la coalizione sia qua come a Milano: c’è Vendola, c’è il partito democratico e c’è il centro rappresentato da me come assessore al bilancio ed è un’operazione che ha dato buoni risultati; la discussione sul Monti bis è strumentale anche perché il primo incarico del nuovo parlamento sarà l’elezione del presidente della repubblica ed il mio candidato è Mario Monti per cui vede che ho già risolto la questione sul Monti bis

Puppato: la coalizione dipende dalla legge elettorale, comunque sia la coalizione con cui si può lavorare è proprio questa; Casini non ha sciolto alcuni nodi che lo riguardano e finché non dice con chi vuole stare penso sia opportuno proseguire così

Renzi: prima parto dalla parità di genere; penso ci sia spazio per un governo di sole dieci persone, cinque uomini e cinque donne; credo che nell’alleanza che noi abbiamo in mente non ci sia spazio per Casini; penso ci voglia chiarezza e talvolta Casini decide all’ultimo con chi stare

Tabacci replica a Renzi: un governo con cinque ministri non esiste e chi lo sostiene lo dice tanto per dire, il numero corretto per un governo che funzioni sono diciotto ministri e trentasei sottosegretari; Renzi propone un governo più piccolo della sua giunta a Firenze

Renzi replica a Tabacci: intanto segnalò che a Firenze avevo sedici componenti per statuto e abbiamo cambiato per averne nove; se tu continui a dire che gli schemi per guidare il paese debbano essere gli stessi che abbiamo avuto fino ad ora, allora noi rischiamo di consegnare il paese a Beppe Grillo; dobbiamo lanciare un segnale chiaro sul fatto che sia prioritaria la riduzione dei posti, poi seguirà anche quella dei costi

Vendola replica a Renzi: il tema del populismo in Europa è davvero preoccupante, ma il punto è che io credo ci sia un rapporto tra questi fenomeni e la crescita di una politica liberale che consente ai manipolatori di catalizzare un consenso gigantesco; la malattia di cui soffre l’Europa è il liberismo ed è per questo e non per altro che io non sono d’accordo con Casini

Puppato replica a Vendola: ho ascoltato e credo che noi sottovalutiamo i cittadini di questo paese; noi dobbiamo risultare puliti, onesti, dobbiamo mettere in campo politiche che si giustifichino; non possiamo fare promesse che non potremo mantenere, cioè pensare di governare con soli dieci ministri

Bersani replica a Puppato: vorrei che fosse ben chiaro che dovremo prendere decisioni importanti: Europa, euro o non euro, il tipo di governo, la riforma della nostra democrazia, sostenere un impegno democratico, non stiamo chiusi con la testa, cerchiamo di non essere settari; io non lo so come risponderanno gli altri, ci saranno i nostri paletti però non mi metto chiuso in casa perché i problemi sono tanti e io a Berlusconi, alla Lega e al populismo non voglio regalare niente

Cartellino personale:

Tabacci 3

Puppato 1

Renzi 5

Vendola 4

Bersani 3

 

Due nomi, due figure storiche a cui voi fate riferimento.

Bersani: Papa Giovanni, perché riusciva a cambiare le cose rassicurando, cambiava nel profondo ma non spaventava nessuno

Tabacci: Alcide De Gasperi e Giovanni Marcora

Puppato: Tina Anselmi e Nilde Iotti

Renzi: Nelson Mandela e Lina, ventisette anni blogger tunisina che sta combattendo la dittatura attraverso il suo computer

Vendola: cardinale Carlo Maria Martini

 

APPELLO FINALE

Tabacci: io penso che Bersani abbia ragione, non voglio vedere una coalizione litigiosa; il mio appello non è per me, il mio appello è per questa operazione politica; io penso che qui ci siano uomini e donne che sono in grado di caricarsi sulle spalle il fardello di questo paese con coscienza, competenza e solidarietà; penso che questa coalizione abbia tutte queste caratteristiche

Puppato: io vorrei chiedervi il voto perché questo paese da sessantacinque anni non considera che una donna possa essere all’altezza delle massime cariche decisive, ma non lo farò; il motivo per cui chiedo i vostri voti è che dobbiamo fare conoscere un’altra idea di paese, è possibile se c’è una politica buona che lo governa; il mondo che vorrei proporre è un mondo in cui i giovani non siao costretti ad emigrare, le donne non siano costrette a scegliere tra maternità e lavoro, le persone anziane non siano messe ai margini, un mondo in cui i cittadini e le imprese non siano costrette a chiedere per favore ciò che è un loro diritto e un mondo dove tutto sia funzionale e trasparente perché noi siamo i vostri dipendenti pubblici; vi chiedo il voto per la mia storia di persona seria

Renzi: le primarie fanno bene alla politica e io mi avvicino un po’ in punta di piedi a questo appello finale; oggi se ci siamo messi in gioco è perché pensiamo di rappresentare non soltanto una speranza, ma il desiderio di portare il futuro dentro la discussione italiana, oggi si tratta di riprenderci il futuro

Vendola: vedo il mio paese in queste ore sprofondare nel fango, ma lo vedo anche sprofondare nel fango della corruzione, del cinismo e della volgarità; penso alle galere sovraffollate, alle persone disabili che rischiano di essere prigioniere di questi tagli feroci, penso che ci sia una solitudine gigantesca, di questo paese che è regredito nei suoi diritti di libertà; penso che vorrei un’Italia migliore più pulita, più bella, più gentile; non voglio solo una coalizione che vinca le elezioni, voglio una sinistra che restituisca un’anima civile a questo paese, che ci liberi da vent’anni di berlusconismo e che consenta ai giovani di aprire le porte per guardare un orizzonte di futuro

Bersani: io ho creduto in queste primarie che stanno facendo bene a noi è al nostro paese; il distacco è grande, c’è rabbia e c’è indignazione, ma solo con la rabbia non si possono cambiare le cose, ci vuole un governo serio e forte, ma un governo del cambiamento; io dove sono stato ho sempre cambiato le cose, non le ho mai lasciate come le ho trovate; ci sarà un programma, ci sarà un’iniziativa utile al paese, però una cosa va cambiata subito già prima delle elezioni; noi abbiamo alle spalle una fabbrica delle illusioni, basta, basta; se tocca a me io non chiederò agli italiani di piacere loro, ma di essere creduto perché dirò le cose come sono e tutti assieme ne usciremo con semplicità e con verità

Cartellino personale:

Tabacci mantiene il suo ruolo naturale e parla di professionalità e di competenze, ma lo fa in un modo tale che non si riesce a comprendere perché poi debba essere lui il destinatario del voto

Puppato se ne esce con una dichiarazione a favore del voto per una donna, ma poi vuole passare per casta e pura e dice che non vuole chiedere i voti per questi motivi; il motivo sarebbe l’idea di mondo che si deve avere per migliorare il paese; prende spunto da Grillo definendo se stessa una dipendente pubblica

Renzi nel suo appello finale cerca di passare per il bravo ragazzo un po’ timido capitano lì per caso, cerca insomma di trasmettere simpatia e con questo di avvicinare la gente; secondo me risulta decisamente più efficace quando la smette di fare la maschera e comincia a parlare del futuro

Vendola è il più coerente e lancia il suo messaggio di discontinuità con tutto quello visto negli ultimi anni

Bersani è il più politico di tutti e fa un appello per lui il più classico possibile e, come nel suo stile, anche questa volta parla del futuro facendo riferimento ad idee e piani di sviluppo che non dice

L’impressione dopo questo appello finale è molto diversa a seconda del candidato:

Tabacci non si capisce perché si è candidato in prima persona, tanto è vero che dice di votare per il progetto

Puppato forse pensa di essere già alle elezioni politiche e forse nessuno le ha confessato che di fronte non ha Alfano o Maroni, ma contendenti hanno più o meno le stesse idee, Vendola escluso; un nell’appello a favore di un voto per le donne le avrebbe giovato di più

Renzi è il primo tra i candidati veri a parlare e a mio parere si gioca una fetta della sua posizione con un inizio troppo molle anche se poi si riprende abbastanza bene

Vendola è forse troppo diverso dagli altri candidati per poter vincere per davvero

Bersani ha probabilmente un vantaggio forse incolmabile che gli arriva dal grosso del partito; per cambiare le cose dovrebbe esserci una grande partecipazione, cosa che sembra sempre meno probabile

Tabacci 2

Puppato 2

Renzi 4

Vendola 4

Bersani 3

 

Dunque come è andato questo confronto tra i candidati delle primarie del centrosinistra?

Matteo Renzi 36

Pier Luigi Bersani 35

Nichi Vendola 28

Laura Puppato 22

Bruno Tabacci 19

Questa in conclusione la mia personalissima classifica finale.

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