La Voce Invisibile Del Vento – Clara Sanchez

Dopo l’avvincente Il profumo delle foglie di limone, La voce invisibile del vento è il secondo libro che ho avuto modo di leggere di Clara Sanchez.

Nella parte iniziale ci sono diverse cose che possono apparire ambigue se si legge la storia in maniera superficiale.

Julia, la protagonista, sembra avere un comportamento non del tutto razionale, specie in certi momenti, mentre il marito Felix sembra l’uomo più razionale del mondo.

Ad esempio Julia, nelle fasi iniziali del libro, decide di non fornire all’impiegata della stazione di polizia tutti i dettagli sulla situazione che le sta complicando le cose, quasi ne provasse vergogna.

Eppure pochi minuti dopo essere uscita dall’edificio eccola muoversi in cerca di una filiale della banca dove intende entrare e spiegare a chi di dovere quanto le è successo per ricevere aiuto.

Tutto ciò in un primo monento può apparire contraddittorio.

Se però si entra più nel profondo e si riesce ad immedesimarsi in lei, ecco che il suo comportamento non appare più così irrazionale perchè in situazioni di stress molto forte ci può stare un modo di agire non del tutto razionale fatto di decisioni e cambiamenti improvvisi.

Come sempre l’immedesimazione da parte del lettore fa la differenza; ecco perchè bisognerebbe sempre leggere con attenzione.

Inoltre, indipendentemente dal grado di concentrazione con il quale ci si è avvicinati al libro, ciascun lettore potrà rendersi conto di come le cose siano molto più complicate di quanto potessero apparire in un primo momento…e qui, in questo punto preciso, ha inizio il romanzo vero e proprio.

La storia raccontata dalla Sanchez in questo La voce invisibile del ventoè decisamente diversa da quella che ci ha proposto nel suo romanzo precedente Il profumo delle foglie di limone, qui c’è più introspezione, là più azione, qui più profondità, la più immediatezza…

Ma una cosa in special modo fa la differenza: nel romanzo precedente era chiaro in qualsiasi momento chi fossero i buoni e chi fossero i cattivi, in una parola al lettore veniva presentato un nemico al quale opporsi e questo rendeva tutto più semplice, più facile, ma anche più ovvio, almeno in minima parte.

In questo romanzo invece tutto avviene secondo una maniera più inquietante e quasi mai ci trovano risposte semplici proprio perchè le domande che il lettore, così come i protagonisti, sono molto complicate.

L’arte della immedesimazione in questo caso, è una prova che può anche risultare difficile, come si può dedurre dal pensiero che ad un certo punto affiora nella mente di Felix: Adesso c’era qualcosa di più: aveva scoperto che al risveglio gli sembrava di essere appena uscito da un altro posto dove vigono altre leggi fisiche e dove uno può vedere se stesso mentre sta facendo qualcosa. A volte non si riesce neanche a ricordare quel posto, ma si sa che si è stati lì.

Le vicenda si complica e si intreccia secondo criteri certamente già visti in passato che prevedono un confine sempre più labile tra il sonno e la veglia.

Non per questo la storia cala di intensità e di interesse; semmai il lato negativo emerge nell’ultimo terzo del libro dove la Sanchez a mio avviso la tira un po’ troppo per le lunghe finendo col perdere quel buon ritmo trovato nelle prime due parti.

Anche la conclusione non mi ha soddisfatto completamente, in parte per le troppe delucidazioni, quasi come se ogni cosa dovesse essere per forza mesa al proprio posto, in parte per l’epilogo vero e proprio che odora abbastanza di scontato.

Sostanzialmente un libro che comincia con varie incertezze, attraversa una lunga fase di buon livello e poi scade nel finale, proprio quando la memoria del lettore immagazzina più sensazioni.

Senza infamia e senza lode con un romanticismo finale forse troppo spinto.

Tempo di lettura: 7h 36m

1 Commento

Archiviato in libri, recensioni libri

Una risposta a “La Voce Invisibile Del Vento – Clara Sanchez

  1. alfa beta

    Decisamente noioso, banale e triste; non si può andare in vacanza e portarsi appresso “La voce invisibile del vento” pensando ad un catalizzatore di sensazioni positive, romantiche e stimoli sublimi.
    Una banale storia “sfortunata” che mette di cattivo umore, annoia, che si fatica e stenta a leggere e lo si protrae nel tempo:… non lo finisci in una settimana di vacanza ma… quasi, per forza, al tuo rientro dopo sere e sere di “sfortunati” episodi, anche insulsi.
    Peccato, non mi ha rovinato la vacanza ma… non mi ha dato quanto sperassi e nulla per cui sognare, anzi… una bella cappa grigia di “sfortuna” sul capo.
    Da evitare.

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