1Q84 – Haruki Murakami

1Q84 di Haruki Murakami è stato il mio primo libro letto nella veste di partecipante ad un gruppo di lettura e come esperienza si può dire abbia avuto aspetti sia positivi che negativi.

La parte più interessante è stata lo scambio di idee tappa dopo tappa ( la lettura era cadenzata secondo un certo numero di pagine settimanali ) che si riesce ad avere con gli altri lettori.

In particolar modo ci si rende conto di come ognuno veda le cose in maniera diversa, come se ciascun lettore avesse tra le mani un libro con una introduzione dettagliata in stile “guida alla lettura” o delle note aggiuntive per spiegare i punti di vista e gli aspetti non chiariti.

Ciò può dar luogo a dibattiti interessanti e coinvolgenti.

Come principale nota negativa invece c’è da sottolineare il vincolo dei tempi di lettura al quale in qualche modo ci si deve adeguare.

Questa cosa toglie in parte quel senso di libertà che penso chiunque prenda in mano un libro si trovi a provare.

Poco male comunque…allora libro in mano e che la lettura abbia inizio!

L’inizio del libro mi ha destato molti sospetti.

In passato avevo letto un solo libro di Murakami, L’uccello che girava le viti del mondo e degli altri avevo sentito solo qualche commento però un certo senso di surreale mescolato a cose più semplici è quel qualcosa che mi aveva portato ad avvicinarmi alle sue opere.

Dalla lettura del primo capitolo si esce con la sensazione di essere alle prese con un giallo thriller come tanti altri e questa cosa mi aveva deluso molto.

Poi è arrivato il secondo capitolo e le cose sono migliorate decisamente, con personaggi controversi e poco decifrabili che entrano da protagonisti in una storia che inizia parallelamente a quell’altra appena lasciata.

Il romanzo alterna le due situazioni apparentemente molto distanti tra loro, ma evidentemente destinate prima o poi ad intrecciarsi.

La mia speranza era come al solito quella di non avere una linea di lettura troppo cadenzata e troppo esplicita, in maniera tale da lasciare spazio ad immaginazione e dibattiti futuri e ben presto anche in quella che sembra la parte più scontata ( la vicenda di Aomame ) si insinua una strana sensazione di non detto che appassiona i lettori con i miei stessi gusti, alimentando in questo modo le aspettative.

Con il procedere delle pagine ci sono alcuni aspetti che emergono:

la scrittura è chiara e scorrevole, le pagine volano

poco per volta appaiono legami tra le due vicende che vengono raccontate in parallelo, all’inizio piuttosto vaghi e poi sempre più espliciti, fino a chiarire diversi aspetti

Murakami in questo 1Q84 mi è sembrato un po’ meno surreale rispetto a come lo conoscevo.

La storia si avvicina per molti versi alla favola di Alice nel paese delle meraviglie, un chiaro riferimento lo mette lui stesso ad un certo punto del libro come omaggio a Lewis Carroll.

La cosa all’inizio mi ha lasciato abbastanza perplesso e il mio personale giudizio è rimasto lungo incerto: consiglierei questo libro agli amici oppure no?

Indecisione alimentata da diversi episodi a mio parere un po’ sopra le righe quanto forse inutili per il proseguimento della vicenda.

Comunque sia ad un certo punto ho attraversato una fase di vera delusione: diceva il buon Gino Bartali è tutto sbagliato, è tutto da rifare!

Mi sembrava una fiction televisiva di basso livello.

Troppe cose non approfondite, troppi scenari che si concatenano e si evolvono ad incastro e in generale troppo poca credibilità.

Il coinvolgimento di Tengo che non reagisce mai, la nuova amicizia di Aomame, la vista delle due lune, la rivelazione della stretta di mano, per non parlare del reclutamento-lampo di Aomame da parte di una signora che si definisce estremamente cauta…

Mi pareva di leggere il romanzo di un esordiente e non l’ultimo lavoro di Haruki Murakami.

Poi sono riuscito a concentrarmi, ad entrare più nella lettura e, grazie anche ai preziosi commenti degli altri appartenenti al gruppo di lettura che hanno espresso punti di vista differenti dal mio, il libro ha cominciato a piacermi e a coinvolgermi in maniera sempre maggiore.

Da quel momento, siamo all’incirca tra il primo e il secondo libro, le cose sono andare piuttosto bene: cambiare approccio è stato fondamentale.

Alla fine le cose cominciano a muoversi per davvero e solamente il fatto che per leggere il terzo capitolo della trilogia si debbano aspettare ancora diversi mesi ( forse uscire nell’autunno 2012 ) mi ha fatto pentire di questa lettura.

Rimango dell’opinione che questo non sia uno dei lavori migliori dello scrittore giapponese, ma resta un libro che si può tranquillamente leggere, anche se il mio consiglio non può essere altro che quello di attendere il completamento della trilogia e solo poi, eventualmente, intraprendere questa lunga lettura in modo da non essere costretti a spezzarla.

Tempo di lettura: 22h 28m

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