La Ricerca – Nikos Thèmelis

“Se è per trovare ciò che cerchi, allora vai. Se non cerchi niente, prima trova perchè non cerchi niente”.

Questa frase detta dal protagonista Kilos al suo padrone e miglior amico Vaios nel momento in cui quest’ultimo esprime l’intenzione di partire per la Germania, è forse la più significativa del libro.

Come dice il titolo dell’opera, il tema del romanzo è la ricerca.

Ogni personaggio, come del resto tutti nella vita, è alla ricerca di qualcosa, forse di una propria realizzazione, forse di altro; chi insegue il potere, chi l’amore, chi il sapere, chi la ricchezza.

Il romanzo è ambientato negli anni che vanno dal 1880 al 1920 circa e la zona nella quale hanno luogo gli avvenimenti è principalmente quella al confine tra la Grecia e la Turchia.

Il contesto storico vede una comunità multietnica (greci, turchi, circassi, armeni, ecc.) che cerca di far convivere le varie componenti in maniera non distruttiva, anche se sullo sfondo le difficoltà e le problematiche sono sempre ben presenti.

Il libro è diviso in sei parti: nella prima è Nikos, il protagonista principale del romanzo, che racconta in prima persona la propria infanzia dai primi ricordi fino ad arrivare al momento nel quale decide di abbandonare la famiglia per andare in cerca di qualcosa.

Nelle altre cinque parti c’è il proseguimento della vita di Nikos vista dagli occhi di coloro che lo incontreranno nel corso dei suoi spostamenti.

Lati positivi: il romanzo è interessante per i suoi aspetti narrativi.

Leggendo questa storia si viene ovviamente a conoscenza di come fosse il modo di vivere in quei posti nei decenni che anticipano la grande guerra, ma si apprendono anche tante piccole situazioni che magari l’insegnamento classico della storia contemporanea tralascia.

Dopo la fine dell’impero ottomano infatti, normalmente ci si concentra su quanto avviene in Europa e nelle colonie inglesi nelle Americhe.

In questo romanzo invece viene illustrata la situazione attorno al mar Egeo, zona che da sempre ha visto la presenza constante di piccole e grandi tensioni tra le varie etnie.

Tutto in questi territori si avvale di un equilibrio molto precario che viene mantenuto solamente grazie ai ruoli ben stabiliti a cui ciascuno deve attenersi: chi ha il potere, chi può essere proprietario terriero, chi è confinato a lavoratori manuali o essere parte della servitù.

In questo periodo a noi piuttosto oscuro della storia, in realtà esistono innumerevoli piccoli scontri che minacciano di spostare gli equilibri politici della zona, fino ad arrivare a quel punto di rottura che nel libro viene definito “la catastrofe dell’Asia Minore”.

Lati negativi: l’idea di proseguire nel racconto utilizzando di volta in volta diversi narratori sarebbe anche una bella trovata.

In questo modo ci si può slegare da vincoli dovuti alla scelta di un singolo narratore e allo stesso tempo si può continuare la storia con un racconto in prima persona spesso più coinvolgente di una narrazione in terza persona che a volte risulto piuttosto distaccata,

Il problema in questo caso è che i sei narratori sono individui spesso molto diversi l’uno dall’altro, sia per cultura che per etnia che per tradizione, eppure queste differenze non si notano molto e quindi si ha la sensazione di ascoltare un unico narratore che di volta in volta prova a parlare sotto altre sembianze.

In pratica ci si accorge che il maestro di scuola, la balia e il mercante, individui che hanno etnie e livelli di istruzione molto diversi tra loro, in realtà pensano e parlano più o meno allo stesso modo.

Un bel tentativo purtroppo non molto ben riuscito.

In conclusione per certi versi interessante che piacerà a quelli che amano le storie medio-orientali del tipo “Le mille e una notte”, probabilmente meno agli altri lettori.

Tempo di lettura: 10h 54m

 

 

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