Mammut – Antonio Pennacchi

Una storia di amicizia, di rivalità, di stima, di lotta di classe.

Il nuovo-vecchio libro di Antonio Pennacchi ristampato da Mondadori sull’onda del successo di Canale Mussolini, racconta la vita all’interno della fabbrica di un gruppo di operai uniti dalla passione politica, dalla visione del mondo e dall’attività sindacale.

Si tratta chiaramente di una pura operazione commerciale perchè la pubblicazione risale ad almeno una ventina di anni fa.

Comunque sia l’autore, nel corso di una recente intervista televisiva, ha dichiarato che non si tratta di una revisione dell’ultima ora, ma si è deciso di ristampare il testo integrale dell’opera originaria con solo la prefazione in aggiunta.

E’ sufficiente leggere proprio questa prefazione per avere ben chiaro di che cosa tratti il libro.

Il carattere vivace e passionario dell’autore si ritrova in diversi dei personaggi del romanzo ed il risultato è un continua lotta tra arcigni individui che si muovono ciascuno per difendere i diritti dei propri sostenitori: gli operai da una parte e i padroni dall’altra.

Una storia vivace che ben rappresenta la lotta di classe degli anni settanta, senza però risultare troppo oppressiva o troppo impegnata.

Non mancano infatti situazioni grottesche come la manifestazione alla centrale nucleare e nemmeno parti più drammatiche come la morte di un qualche collega.

In definitiva un bel libro che tratta un argomento solitamente riservato a saggi scritti di giornalisti o politici.

Un libro decisamente attuale vista la recente vertenza sul contratto della Fiat, che racconta, oltre alla vicenda personale dei protagonisti, anche l’evoluzione del sindacalismo nei suoi diversi aspetti, sia positivi che negativi.

Il libro di Pennacchi è molto diverso dal famoso Canale Mussolini, ma non per questo delude le attese.

A me è piaciuto in special modo per l’atmosfera che si respira e per la genuinità dei personaggi, oltre che per gli argomenti trattati.

Pensavo fosse una mera operazione di opportunismo letterario e invece mi sono dovuto ricredere, devo dire con molta soddisfazione.

Consigliato.

Tempo di lettura: 3h 44m

2 commenti

Archiviato in libri, recensioni libri

2 risposte a “Mammut – Antonio Pennacchi

  1. a.pennacchi

    E perché si tratterebbe di “una pura operazione commerciale”? Solo perché è una riedizione? Ma che – secondo te – i libri sono come lo yogurt, che hanno la scadenza? Vanno a male e si fracicano come le uova? Ma vaffallippa va’, il giudizio su di un libro deve essere estetico – ossia se è bello o brutto – non se è vecchio o di giornata. Che s’è, s’è consumato?
    Ciao.

    • ferdori

      Sono d’accordo, infatti la conclusione del mio commento dove ho specificato “Pensavo fosse una mera operazione di opportunismo letterario e invece mi sono dovuto ricredere, devo dire con molta soddisfazione” era proprio per chiarire che l’iniziativa mi è piaciuta e il libro ancor di più.
      E’ solo che in giro si vedono tante cose che sembrano fatte solo per cavalcare il momento, cose che a me non mi piacciono.
      Mi riferisco, per fare qualche esempio, ai vari sequel di film che puntualmente si ripresentano anno dopo anno, oppure ai libri di alcuni personaggi che sfruttano (leggittimamente) il proprio momento di notorietà (vedi reality o sportivi); per carità tutto lecito e tutto permesso, ci mancherebbe.
      Semplicemente esprimo il mio parere di lettore qualsiasi che nel caso di Mammut mi sembrava piuttosto positivo.
      Un saluto con stima

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