Leielui – Andrea De Carlo

Il giudizio che un lettore qualsiasi finisce col dare ad un libro può dipendere da molti fattori.

A differenza di un critico oppure di un addetto ai lavori, che almeno in parte sono costretti a seguire specifici criteri tecnici, per un lettore normale la cosa è certamente più ampia e le variabili sono tantissime e molto dipende dal vissuto personale.

A me De Carlo non è mai piaciuto fino in fondo, sarà perchè forse non ero ancora incappato nei titoli giusti, però nella parte iniziale di questo libro ho trovato una cosa che forse da sola mi fa dire che sia valsa la pena leggere Leielui.

La riporto letteralmente:

A volte gli capita che un lettore o una lettrice di magari venticinque anni vengano a farsi firmare un libro e poi gli dicano che purtroppo a differenza sua non sono mai usciti dal paese e non parlano nessuna lingua. “E cosa cavolo ti impedisce di farlo?” risponde lui ogni volta. con una voglia improvvisa di prenderli per le spalle e strapazzarli violentemente.

Gli sembra che l’Italia stia andando in malora anche per questo, per l’accettazione passiva dei limiti esistenti, come se fossero barriere naturali impossibili da scavalcare.

Bravo Andrea De Carlo! Hai detto bene e hai detto tutto!

Questo pensiero del protagonista del romanzo, lo scrittore Daniel Deserti, mi ha ricordato il mio modo di rispondere agli amici quando dicono che vorrebbero tanto leggere ma purtroppo non ne hanno il tempo.

La frase mi è piaciuta tantissimo ed ecco allora che da quella pagina in poi il romanzo per me è stato in discesa.

Proseguendo nella lettura si trovano numerosi altri aspetti psicologici, tanti stati d’animo diversi che De Carlo in questo libro riesce a definire molto bene attraverso l’uso di poche ed azzeccate parole: Daniel pensa che se…forse si sentirebbe meglio incorporato nel momento.

Oppure: Il fatto è che non sappiamo neanche esattamente cosa stiamo cercando. Così orientiamo ogni volta la ricerca in base a criteri diversi. In base all’istinto, alla ragione, alle coincidenze, alla contrapposizione. Se a est ci è andata male puntiamo a ovest.

E ancora: Gli sembra di aver passato gran parte della sua vita in uno stato di stand-by, nell’attesa di sorprese che non arrivavano o si dissolvevano nel giro di poco; di aver trattato il tempo con leggerezza imperdonabile, di aver bruciato una quantità insensata di energie in rapporti e situazioni che non lo convincevano neanche in partenza; di aver coltivato abitudini e atteggiamenti che non lo portavano a niente…

L’emozione di fondo dello scrittore è quella del tempo sprecato in cose banali e di poca importanza a livello personale, con la malcelata consapevolezza di vivere tutto questo e la rabbia interiore dovuta al fatto di non riuscire a venirne fuori, se non attraverso tentativi disperati perdenti in partenza.

Lo stato d’animo di lei, Clare, è invece quello della ragazza che da una parte vuole inseguire sogni romantici e dall’altra analizza sempre troppo i propri comportamenti cercando una motivazione per ogni sua decisione.

Spesso questo doppio atteggiamento inconscio finisce col peggiorare le cose e porta a mettere in pratica i due aspetti peggiori dell’analizzato, cioè invece di lasciare le situazioni non soddisfacenti per cercare di vivere i propri sogni, la parte romantica crea difficoltà con la situazione attuale che viene vista più come un adattamento verso gli altri, mentre la parte analitica porta ad autoconvinzione che i sogni romantici esistono solo nelle favole.

Ecco quindi spiegato lo stato d’animo di Clare che analizza in modo negativo come sia passata attraverso quei compagni così diversi tra loro, ma non riesce ad uscirne se non scappando da tutto e da tutti, dopo essersi convinta di mille cose tutte negative.

Tornando al libro questo Leielui può essere letto in modo emozionale ed allora ecco che ogni lettore si ritroverà certamente in almeno qualcuno degli episodi e degli stati d’animo, oppure può essere affrontato in maniera distaccata; in questo caso tutto quanto viene raccontato può sembrare una serie di luoghi comuni dove i protagonisti sono le uniche persone vere mentre tutto il resto del mondo è composto da disturbatori, disadattati ed egoisti: una visione squallida quest’ultima.

Per quanto mi riguarda forse ero nello stato d’animo giusto e quindi questo romanzo mi è piaciuto molto.

Inoltre, essendo abituato a leggere cose abbastanza diverse dalle storie d’amore, devo dire che in qualche aspetto mi ci sono ritrovato totalmente.

Questa cosa mi è piaciuta pur sapendo perfettamente che era proprio questo l’intento dell’autore, la sua tattica se vogliamo dirla in altre parole.

Diciamo che pur avendo consapevolezza di essere parte di un gioco, ho giocato volentieri.

Ovviamente considerando che si tratta di un libro, ci sono state cose che non mi sono piaciute e che avrei sviluppato in maniera diversa se fossi stato nei panni dell’autore, in special modo il finale che però va bene anche così.

Il mio consiglio è di leggere la prima parte e poi continuare solamente se si entra nel giusto stato d’animo, diversamente semplicemente abbandonare la lettura perchè poi diventerebbe noioso e troppo lungo.

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