Marlowe Ti Amo – Frank Spada

La prima  impressione è positiva e viene dalla copertina che mi piace molto.

Il bianco e il nero, l’assenza di persone, l’aria decadente che le auto e il locale anni cinquanta trasmettono, tutto aiuta ad entrare nel clima giusto, una scelta azzeccata questa.

Poi si comincia a leggere e si scopre questo Marlowe che risulta molto ben calato nel suo ruolo di investigatore solitario, con uno stile personale e un dialogo interiore che completano e rafforzano il personaggio.

Se a raccontare questa storia fosse un film, lo si potrebbe immaginare girato in costume; essendo un libro, si può dire sia stato scritto in gergo.

Un gergo che è possibile collocare a metà tra i vecchi gangster-film e i fumetti alla Tex Willer; secondo questo gergo l’auto è una puledrina, i baci sono sgranocchiamenti e l’alcool funge da benzina per il corpo.

Marlowe come tutti gli investigatori che si rispettino ha caratteristiche particolari: è un solitario ed ama il jazz, cose queste che lo avvicinano a Harry Bosch, il protagonista dei romanzi di Connelly (personaggio che sinceramente preferisco).

Fuma e beve, a volte fin troppo per poter essere sempre così lucido nei suoi ragionamenti.

Inoltre, come molti altri investigatori solitari, anche lui ha qualcuno cui deve prestare attenzione fuori dal lavoro, come se un personaggio completamente indipendente dovesse essere in qualche modo destare dei sospetti.

In questo caso la persona a cui telefonare ogni tanto è la mamma e forse questo fa sembrare Marlowe più vicino alle nostre tradizioni piuttosto che all’America di quegli anni.

Le sue elaborazioni mentali sono piene di filosofiche metafore terra-terra che lo rendono simpatico anche se un po’ troppo ossessivo.

Il tutto nell’ambito di una vicenda da giallo classico.

Questo è quanto mi verrebbe da dire prendendo in considerazione la storia in sé.

Se invece ci si distacca dallo specifico e si cerca di captare l’atmosfera del libro, ecco che si respira un qualcosa di movimentato, ma con un sottofondo malinconico.

Marlowe comincia a bere e fumare fin da subito, spesso solo al puro scopo di trovare un equilibrio per affrontare incontri difficili o situazioni delicate, salvo poi essere deciso e sfrontato al momento opportuno.

La sua sembra una maschera costruita per affrontare il mondo, tanto più che nei faccia a faccia col capo Santini, il suo atteggiamento diventa improvvisamente realistico e remissivo, essendo pienamente consapevole dei rischi a cui sta andando incontro.

Corrisponde allo stereotipo del debole che si difende facendo il gradasso, come certi animali nati prede che alzano la voce aumentando il volume del proprio corpo per intimorire il predatore; sempre prede rimangono però.

Nella prefazione viene sottolineato il fatto che la rappresentazione data dall’autore della provincia americana può essere tranquillamente trasferita alla realtà di certe zone del nordest italiano.

Col senno di poi, frequentando saltuariamente la città di Trieste, devo dire che il confronto sembra davvero azzeccato.

Concludo dicendo che il romanzo non mi ha appassionato moltissimo, essendo il genere abbastanza lontano dai miei gusti personali specialmente in questi ultimi anni, ragion per cui forse non mi ci sono applicato con la dovuta attenzione.

D’altra parte le cose da leggere sono infinite e quando ti accorgi che mentre tieni un libro tra le mani, la tua mente se ne sta andando verso il mucchio degli altri libri da leggere, non puoi fare a meno di dirlo.

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4 commenti

Archiviato in libri, recensioni libri

4 risposte a “Marlowe Ti Amo – Frank Spada

  1. Pingback: Letture Settembre 2010 « ENTUSIASMI…repressi e non…

    • Segnalo che il mio compare è a Lucca (29/31 novembre 2010), per la presentazione in anteprima dell’antologia RISO NERO – A.A V.V. nomi e cognomi – Edizioni Delos Bok – “Fate attenzione, è un libro killer. Fa morir dal ridere.” testimonia Carlo Lucarelli.

  2. All’inizio non ci si fa caso: si comincia a leggere Marlowe ti amo tutto d’un fiato. Come è giusto che avvenga per un buon giallo, che cattura, avvince, spinge a divorare le pagine per
    raggiungere il finale. Ma via via che i capitoli scorrono, diviene chiaro che non si tratta di un semplice romanzo giallo. Anzi forse il genere è solo un pretesto per dire altro.
    Così, una volta arrivati all’ultima pagina, lo si riprende in mano e non ci si fa più incantare dall’atmosfera americana anni ’50, dal detective sgualcito in conflitto costante col suo
    doppio, impegnato in un indagine che pare roba da niente e invece è la punta di un iceberg, affettuosamente sollecito con ma’ e rispettoso ascoltatore dei consigli che pa’ gli impartisce dall’aldilà. E mentre ti lasci incantare da una scrittura elegante e senza sbavature che gioca col lettore attraverso pirotecniche metafore, capisci che l’essenza di questo libro è tutta nel titolo. perché Marlowe ti amo si presenta come un giallo ma in realtà è una dichiarazione d’amore: alla letteratura, a Raymond Chandler, a Joseph Conrad, al jazz e alla vita, bella o brutta che sia.

    • Frank Spada

      Se un uomo mette in gioco le parole e una donna lo precede affiancata da una Dama , certamente non mi chiedo chi impersona la nobildonna che ossessionerà di picche l’Asso (anche in un film) settecentesco ed epocale.
      Cordialità

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