Hanno Tutti Ragione – Paolo Sorrentino

Mi dispiace se vado contro corrente, ma a me il personaggio Tony Pagoda è piaciuto veramente poco.

Saranno state forse le sue stesse parole all’inizio del libro, quando se la prende con i suoi musicisti che parlando di pizza, spaghetti, ecc. ecc. sono i primi a giustificare tutti i luoghi comuni che gli Italiani in genere si portano appresso quando vanno all’estero (anche questo prendersela sembra un luogo comune), sarà forse qualche altro motivo…

Il personaggio ricco, famoso e sostanzialmente cafone non mi ha mai appassionato e non mi ha mai neanche divertito più di tanto.

Non è il mio genere ecco tutto, preferisco altre cose, altri soggetti, altre storie.

E’ vero che siamo nell’epoca del gossip e che tutti gli organi di informazione sono pieni di notizie sulla vita privata dei cosiddetti vip.

E’ vero anche che parlando in generale con le persone sembra che a nessuno interessino queste cose salvo poi risultare al corrente di tutte le ultime novità.

La cosa certa è che a me queste cose non dicono niente per davvero.

La falsariga è quella: le persone note devono apparire come più normali delle altre, devono avere i loro problemi come tutti, devono soffrire pene d’amore come tutti, e devono avere avuto un’infanzia difficile oppure aver passato momenti complicati come tutti e più di tutti.

Ecco quindi che un personaggio come Tony Pagoda, strafottente ed incurante di tutti gli altri per la maggior parte della propria vita, diventa ad un certo momento uno di noi a tutti gli effetti, con le sue crisi esistenziali ed il suo rifiuto della bella ma vuota vita.

Una redenzione improvvisa, una specie di chiamata del cuore, come San Francesco quando abbandona tutto per vivere in povertà al servizio dei più sfortunati.

Mi dispiace, ma non ci credo e non mi appassiona per nulla tutto questo, come realtà e nemmeno come situazione grottesca.

Seria o faceta che sia, questa situazione mi delude alla stessa maniera.

Tornando al romanzo, si può dire che in generale tutto quanto ruoti attorno ad episodi e a personaggi che a seconda della sensibilità e dello stato d’animo del lettore, possono essere interpretati come luoghi comuni oppure come estrazioni della realtà di tutti i giorni.

Nel mio caso la prima impressione è quella che ha prevalso per i motivi di cui sopra.

Ecco allora che le storie del giovane Tony con la vecchia nobildonna, i concerti col gruppo di amici che lo rendono famoso un po’ dappertutto, la droga tenuta più o meno facilmente sotto controllo, la perdita della sua Beatrice, l’improvvisa ritirata in Brasile alla ricerca di una vita sana, la figura di quel Fabio novello Briatore che entra in scena nel ruolo dell’angelo tentatore…

Tutto questo assieme alle altre figure e situazioni contenute all’interno del romanzo, possono piacere, appassionare, divertire e anche commuovere se non si viene presi dallo sconforto iniziale.

Cosa invece a me successa decisamente già dopo poche pagine.

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1 Commento

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Una risposta a “Hanno Tutti Ragione – Paolo Sorrentino

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