Lotta di Classe – Ascanio Celestini

La lotta di classe di Ascanio Celestini é sostanzialmente il raffronto tra la precarietà quotidiana e il calendario diventato ministro.

Una situazione reale che in altri tempi avrebbe portato forse ad una grande rabbia fino a scatenare conflitti e tensioni, mentre oggi viene vissuta direi quasi solo con rassegnazione.

Le storie dei pochi protagonisti del libro hanno tutte un qualcosa in comune.

Marinella conduce una vita perennemente di corsa; vita in realtà inutile e piatta della quale non si rende conto perchè essendo frastornata da tutta questa fretta non trova il tempo per pensare alla propria situazione.

Assuefazione.

Questo é il termine, la parola che fa da filo conduttore nel pensiero di Nicola.

Un conoscente si é abituato al rumore dei treni e non lo sente più; un altro a quello degli aerei e non lo sente più. Nicola stesso si é abituato al rumore della bomba ad orologeria che é il suo contratto a termine e quindi neanche lui lo sente più.

Ma abitudine é la parola sbagliata. Alla resa dei conti tutti, senza rendersene conto, dormono male e quindi si tratta di assuefazione e non di abitudine.

Un po’ come bere una piccola quantità di veleno tutti i giorni.

Puoi avere la sensazione di essere diventato immune, ma in realtà ti stai avvelenando poco per volta.

Patrizia incarna la figura della ribelle.

Pensa che una volta il mondo era nelle mani di chi produceva, mentre invece adesso il pianeta é pensato per il consumo.

Il consumismo é quindi il nemico da combattere.

Ecco allora che Patrizia non compra più niente che sia fabbricato in Cina, Polonia o Vietnam. Suo padre ascoltando le sue convinzioni le dice: “Lascia stare. Che te ne frega? Se lo vieni a sapere ci stai male e basta. Se non lo compri tu se lo comprerà un’altra.”

Ascanio Celestini denuncia questo come il tipico atteggiamento italiano: discutere al bar, lamentarsi, incazzarsi…

E poi non volerne sapere nulla. Cambiare canale, guardarsi Ciao Darwin e continuare a lamentarsi.

In fondo é sempre stato così: gli Italiani non si vogliono impegnare.

A loro basta avere qualcosa per cui lamentarsi, magari tutti insieme, oppure per discutere un po’.

Dopo di ché ciascuno fa ritorno alla propria casa e tutto riprende come prima.

In fondo la discussione sulla politica e sulla società civile hanno le stesse caratteristiche delle discussioni sul calcio.

Il resto é troppo impegnativo e la maggioranza delle gente non se ne vuole occupare, basta che ci sia qualcuno che prende le decisioni per tutti.

Se poi c’é chi sta male, beh…peggio per lui, non esiste il mondo perfetto e poi meglio lui che io.

In questo modo si può riassumere Lotta di classe.

Dal punto di vista della scrittura il libro é scorrevole e si lascia leggere con facilità.

A volte un po’ ripetitivo come linguaggio, nel senso che i personaggi quando raccontano la stessa cosa, usano anche le stesse parole.

Comunque non male, specialmente per le riflessioni che porta a fare.

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