Io Non Lavoro – Serena Bortone e Mariano Cirino

Il mio approccio con questo libro è stato particolare

Avendo letto qualche tempo fa il bel lavoro di Simone Perotti Adesso Basta, quando ho visto in libreria un volume intitolato Io non lavoro – Storie di Italiani improduttivi e felici il mio pensiero è andato automaticamente a tutte quelle persone che hanno scelto di vivere la propria vita chiamandosi fuori dal consumismo sfrenato e dai ritmi stressanti che la maggior parte della gente vive.

Senza arrivare agli estremi di alcuni personaggi che mollano tutto per amore della libertà assoluta, mi aspettavo una serie di racconti di persone che grazie a qualche lavoretto saltuario magari legato alle proprie passioni, riescono a sbarcare il lunario sostanzialmente riducendo al minimo quelli che sono i consumi superflui e le spese inutili.

Qualcosa che come dicevo prima, riprendesse il lavoro di Simone Perotti da un punto di vista più sobrio: Perotti nel suo libro racconta la propria esperienza di ex-manager che stressato dal troppo lavoro, ad un certo punto decide di mollare tutto e dedicarsi solamente alle cose che lo appassionano veramente.

Per fare questo non si affida a colpi di testa, ma pianifica la propria uscita dal lavoro riducendo i consumi e gli sprechi mettendo da parte una cifra consistente.

Dopo diversi anni può mettere in pratica quello che viene chiamato il downshifting, cioè decide di passare da un lauto stipendio che gli porta via quasi tutto il tempo ad un lavoro più consono con le proprie passioni che, seppur portatore di guadagni nettamente più bassi, gli migliora la vita sotto tutti gli altri punti di vista.

Nel libro di Serena Bortone e Mariano Cirino mi aspettavo di trovare esempi del genere, magari non ex-manager come Perotti, ma storie di persone di rango più modesto e con meno possibilità economiche, cosa che avrebbe reso il libro certamente più affascinante, quasi una guida al come essere felici con poco..

Invece fin da subito ho scoperto che il libro tratta di tutta un’altra categoria di persone.

Un capitolo parla del figlio di un manager, un altro del figlio di un medico di grande successo, poi c’è la figlia di un notaio, il rampollo di una famiglia nobile e così via.

Gli otto capitoli raccontano per la maggior parte di persone che al massimo possono essere definite come “ribelli”, ragazzi e ragazze che prendono le distanze dalla condotta di vita dei genitori.

Non ci sono persone che prendono iniziative veramente drastiche.

Si parla di contrasti con i professori in età giovanile e del tirare il più a lungo possibile gli studi universitari, insomma di gente che non ha voglia di lavorare e ritarda all’infinito l’entrata nel mondo del lavoro.

Fino a questo punto non ci sarebbe poi neanche molto da eccepire, molti dei personaggi vivono la propria giovinezza negli anni sessanta e settanta proprio nel pieno dei movimenti studenteschi, della lotta di classe e quindi ci sta che molti si ribellino allo stile di vita dei genitori.

Il problema nasce nel momento in cui nessuno dei personaggi raccontati in questo libro taglia veramente con le proprie origini e soprattutto con le proprie ricchezze.

E’ vero che nessuno trova un lavoro continuativo e quelli che ci provano rinunciano in breve tempo, ma è anche vero che alla fine dei conti nessuno rinuncia ala bella vita e ai soldi di papà.

Allora c’è quello che abolisce l’inverno e divide l’anno in periodi da cento giorni: cento giorni in Brasile, cento giorni da un’altra parte e così via.

C’è la ragazza che apre un negozio di tessuti e viaggia per tutto il mondo con la scusa di cercare la materia prima.

Nessuno vuole lavorare e vivere una vita repressa dagli impegni e dagli orari, però tutti riescono a comprare casa, a viaggiare, qualcuno veste solamente firmato e diventa punto di riferimento grazie alle feste che organizza.

Qualche eccezione a dire il vero c’è nel libro, ci sono un paio di personaggi che non hanno alle spalle una famiglia ricca, ma anche questi bene o male vivono in città e girano abbastanza senza che sia chiaro da dove arrivi il denaro necessario.

Non voglio dire che queste storie siano false o inverosimili, dico però che un libro dal titolo Io non lavoro che dopo tutto racconta di individui che non rinunciano a nulla, ma si spostano, viaggiano e vivono un’avventura amorosa dietro l’altra ( sì perchè qualcuno colleziona storie ) a mio parere è un libro molto deludente.

E’ come se ci si aspettasse di vedere un documentario su persone che decidono di non lavorare e cambiare stile di vita e poi ci si trova a vedere una fiction televisiva commerciale al massimo.

D’altra parte siamo nell’era del gossip e allora ci sta anche questo.

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6 commenti

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6 risposte a “Io Non Lavoro – Serena Bortone e Mariano Cirino

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  3. syd

    Hai perfettamente ragione. Il libro ha deluso anche me. Anzi mi sta deludendo, ho letto le prime tre storie e non so se leggero’ le rimanenti. Il titolo del libro mi sembra a questo punto fuori luogo e trae un po’ in inganno. L’unica nota positiva e’ che mi e’ venuta voglia di iniziare a leggere “Adesso basta” che avevo in casa da tempo e che non avevo mai letto.

  4. Sono anch’io tra i delusi dal libro. L’ho letto fino in fondo, sprecando tempo e denaro. Davvero avrei dovuto non lavorare e dunque non procurarmi tale operetta (poco) morale.

  5. brunella

    anch’io sono stata delusa dal questo libro…anch’io mi aspettavo storie di ben altro spessore..non rampolli annoiati a cui una scelta simile non costa nulla,anzi…tutte persone con un consistente substrato economico;altro sarebbe stato cercare chi ha avuto il coraggio di scendere dalla ruota del criceto,senza ricchezze alle spalle.
    Forse,è anche un pò uno schiaffo in faccia ai tanti che al nonlavoro si sono drammaticamente costretti…

    • ferdori

      Premesso che ognuno è libero di scrivere ciò che vuole, io mi ritengo libero di fare tutte le critiche del caso ed quindi non ho ancora capito come mai un libro del genere abbia avuto un lancio così importante (giornali, televisione)
      Devo concludere che sia stata solamente un’operazione commerciale e nulla più visto il contenuto…

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