Canale Mussolini – Antonio Pennacchi

Come dice, scusi? Tutti parlano di questo libro da quando ha vinto il premio Strega, ma nessuno le ha ancora spiegato di cosa si tratta?

Basta chiedere! In fondo noi Peruzzi che ci siamo a fare a questo mondo?

Siamo una grande famiglia noi, unita e numerosa, dove tutti sono pronti a scambiarsi un aiuto quando serve. Noi siamo per il bene e vogliamo che tutti possare trovare la felicità nella loro vita, mica come quei maledéti dei Zorzi Vila, c’al vegna un càncher…, firmato Peruzzi!

Certo delle volte può essere capitato di fare dei danni a qualcheduno, ma sempre in onestà e sempre senza cattiveria; cosa vuole… le cose poi vanno viste da tutte le angolature, in fondo ognuno gàla le sό razόn.

Questo il succo del romanzo di Antonio Pennacchi, quel Canale Mussolini vincitore del premio Strega non più tardi di qualche settimana fa.

Ma di cosa tratta?

Sostanzialmente è un romanzo storico e racconta le vicende di una famiglia di mezzadri, i Peruzzi, originaria del basso veneto che a causa di ristrettezze economiche importanti dovute soprattutto alla svalutazione della lira ai tempi del fascismo ( la quota 90 ), viene trasferita nell’Agro Pontino, la zona a sud di Roma appena bonificata, per coltivare quelle terre finalmente strappate alle paludi.

La saga dei Peruzzi consente all’autore di ripercorrere la storia dell’Italia dai primi anni del 1900 fino al secondo dopoguerra.

La prima guerra mondiale, la crescita del fascismo, la marcia su Roma, le guerre in terra d’Africa, le lotte sindacali, la guerra civile spagnola, l’alleanza con Hitler, la seconda guerra mondiale, la repubblica sociale.

Ciascuno di questi avvenimenti coinvolge uno o più componenti della famiglia Peruzzi ed è proprio attraverso il loro raccontare ad amici a parenti che si apre una finestra sulla storia.

Ad esempio alcuni si gettano con entusiasmo nell’organizzazione fascista mentre altri invece rimangono fedeli al socialismo e tutto ciò permette l’ingresso nelle vicende private della famiglia dei personaggi che hanno fatto la storia della Nazione.

Soprattutto si ripercorre l’ascesa e la caduta di Mussolini, più volte ospite della famiglia, vista attraverso visuali differenti l’una dall’altra.

La scrittura di Pennacchi è a tratti divertente, anche se non mancano certamente episodi e situazioni tragiche e la struttura del romanzo aiuta a mantenere viva l’attenzione del lettore.

La trovata non è proprio originale e richiama lo stile dei romanzi attraverso i quali James Michener ha raccontato tantissime storie: dai pionieri del West (Colorado) alle conquiste di Cortez dopo la scoperta dell’America (Texas), dalla febbre dell’oro (Alaska) ai pirati dei Caraibi (Caraibi), dalla storia della terra di Israele e degli ebrei (La Fonte) a quella del Sudafrica (L’Alleanza) e molte altre.

Se si è appassionati di storia allora Canale Mussolini è un ottimo romanzo proprio perché al termine della lettura si avranno tutta una serie di nuove conoscenze.

La costruzione del canale Mussolini è stata l’opera che ha permesso dopo secoli e secoli di vani tentativi (dai Romani a Napoleone) di bonificare le zone paludose dell’Agro Pontino.

Il romanzo può essere visto sia in chiave politica che in chiave sociale oppure in chiave civica.

Per ognuno di questi punti di vista fornisce spiegazioni, aneddoti ed informazioni che soddisfano la curiosità del lettore esigente.

Oltre alla politica infatti, vengono illustrate le condizioni di vita del popolo, soprattutto quello meno abbiente come mezzadri, contadini, braccianti, venditori ambulanti e vengono spiegate anche alcune delle caratteristiche geologiche della zona e i motivi tecnici che hanno reso possibile la bonifica del territorio.

Insomma un romanzo che si apprezza oltre che per la storia che racconta anche per la dote di informazioni che porta con sé.

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5 commenti

Archiviato in libri, recensioni libri

5 risposte a “Canale Mussolini – Antonio Pennacchi

  1. Pingback: Letture Agosto 2010 « ENTUSIASMI…repressi e non…

  2. concordo
    è il meglio che le lettere italiane abbiano proposto quest’anno
    non mi stupirei se vincesse anche il Campiello

  3. alessandro

    personalmente, e’ un gran libro,
    l’ho letto a getto in 3 giorni.
    Ho rivissuto la storia dei miei poveri nonni perche’ quando ero piccolino, gli facevo mille domande sulla guerra, sulla poverta’, sul fascismo e sopratutto come vivevano le famiglie numerose in quegli anni;
    nel libro ho rivisto alcuni racconti dei miei poveri nonni e concludo che il libro fa conoscere alle generazioni attuali come vivevano, in mezzo a mille difficolta’ i nostri nonni

  4. Lettura molto interessante, narrazione coinvolgente, approccio storico particolare. La tua recensione riassume in modo efficace la gran mole di storie e notizie. Mi piace la puntualizzazione del bagaglio di informazioni che alla fine della lettura uno si ritova. Specialmente se si è giovani. Noi meno giovani , oltre che dallo studio approfondito della storia, abbiamo avuto una fonte dretta einestimabile di notizie, esperienze, emozioni: i nostri genitori e i nostri nonni. Proprio come nel libro di Pennacchi.
    Fai un salto nel mio blog e dai uno sguardo alla mia recensione molto personale del libro.
    Complimenti e buon lavoro
    Ornella

  5. Emmanuela

    Un vero romanzo storico che mi ha appassionato per la particolarità dello stile (il dialetto veneto messo in bocca addirittura ai vari personaggi storici stranieri… ). Mi ha convinto l’ironia con cui l’autore ha condotto il dialogo con il lettore e il passaggio in cui i Peruzzi ammettono che,se non fosse stato per i “marocchini”, loro non sarebbero sopravvissuti…
    Quando ho finito di leggerlo, già ne sentivo la mancanza!
    Complimenti!

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