Simple Minds – Tour 2010 – Battaglia Terme

Venerdì 6 agosto in concomitanza con il ben più imponente concerto degli U2 a Torino, c’è anche il live dei Simple Minds in quel di Battaglia Terme nei pressi di Padova per la tappa del tour che li vede impegnati durante questa estate 2010 anche in Spagna, Francia, Svizzera, Germania, Brasile e Olanda.

L’evento é il festival “Non Solo Rock” con ambientazione allestita presso il Parco S.Elena.

Un paio di camion che sfornano panini, un self-service con carne alla griglia, qualche primo piatto, un pò di pesce fritto, quattro o cinque chioschi di buona birra Forst e uno spiazzo adiacente un vecchio palazzo costituiscono la scenografia per la serata.

Un problema tecnico però causa una mezz’ora di ritardo.

A proposito: l’organizzazione poteva risparmiarsi di specificare che a causa del forte temporale di qualche giorno prima si era reso necessario riprogrammare l’impianto luci…mi verrebbe da dire che o te ne accorgi prima e lo sistemi in tempo utile oppure, se ti riduci all’ultimo minuto fino a dover ritardare l’inizio, almeno trova un’altra scusa.

Comunque si è visto di peggio e tutto ciò non causa problemi seri.

Verso le 22,30 ecco Jim Kerr che arriva sul palco in compagnia della corista Sarah Brown e di tutta la band: lo show prende il via ed il concerto parte forte: il primo pezzo è Sanctify Yourself subito seguito da Stars Will Lead The Way.

Il pubblico non è molto numeroso e da una stima del tutto personale penso si possa aggirare sulle tremila persone, forse qualcosa in più.

Infatti la posizione dalla quale assisto al concerto è abbastanza centrale e la distanta dal palco non supera i 20 metri.

C’è un semicerchio di gente che si gode lo spettacolo e come sarebbe stato facile pronosticare, l’età media non è proprio giovane giovane.

D’altra parte con tanti ragazzini che oggi se ne crescono circondati dai prodotti televisivi di Amici, X-factor e così via fino all’ultimo Io Canto di canale 5, viene da pensare a come siamo stati fortunati noi che abbiamo vissuto la nostra gioventù in un periodo nel quale sono nati gruppi storici che hanno fatto la storia se non proprio della musica, certamente di almeno di un decennio buono buono.

Certo ci sono state tante, tantissime meteore, ma erano quelle il prodotto tipico dell’estate.

Tanti gruppi nati nei primi anni ottanta hanno poi avuto una storia con sette, otto, dieci album pubblicati.

Alcuni hanno poi imboccato la strada del declino, altri si sono saputi rinnovare e sono oggi più in auge che mai, cosa abbastanza difficile da pronosticare invece per le nuove leve.

Ma torniamo al nostro Jim Kerr.

La sensazione che mi arriva guardando il modo di muoversi e ascoltando le sue parole e le sue canzoni, è quella di un artista, un uomo, che si sta divertendo e che prova soddisfazione in ciò che sta facendo.

La sua carica, il suo continuo ringraziare il pubblico, la sua abitudine di rivolgere il microfono verso il pubblico per farlo cantare, sembrano davvero spontanei ed è forse questa la cosa che apprezzo maggiormente e che mi ha spinto a tornare dopo il live al palasport di Verona di qualche anno fa.

Saranno forse gli anni di declino dovuti certamente anche ad album decisamente poco belli, oppure saranno altri i motivi, ma l’impressione è quella di qualcuno che con entusiasmo (ritrovato o mantenuto non saprei dire) si esibisce davanti al proprio pubblico.

Questa sensazione aumenta fino a diventare quasi una certezza personale nel momento in cui viene eseguita Mandela day.

Allora mi ritrovo a pensare che i Simple Minds scrissero questa canzone in pieno periodo di apartheid e provo ad immaginare alla soddisfazione che deve sentire scorrere dentro di sé e all’entusiasmo che può derivare dall’aver vissuto le vicende storiche che hanno portato non più di un mese fa a celebrare addirittura i mondiali di calcio, una delle tre manifestazioni sportive più importanti del mondo, proprio in quel Sudafrica che la figura di Nelson Mandela ha così profondamente trasformato.

Il buon Jim Kerr continua nella sua esibizione ben coadiuvato dal gruppo e delle tante canzoni di successo che la storia dei Simple Minds ha regalato al pubblico, stasera ne vengono suonate diverse: da Waterfront a See the Light, da Someone somewhere in summertime a Once upon a time, da Don’t you ad Alive and Kicking, da New Gold Dream all’ultima Rockets per finire con una versione lunga di Ghostdancing (forse un pochino troppo veloce per i miei gusti) con un breve intermezzo di Gloria (Van Morrison).

Alla fine, dopo quasi un’ora e quaranta minuti di buona musica, quando già si stavano consumando gli ultimi saluti dopo il bis, ecco arrivare un nuovo guasto: l’impianto audio cede e fine della storia.

Poco male, entro un paio di minuti sarebbe terminato tutto in ogni caso.

Le mie impressioni finali sono quelle di chi abbia assistito ad un buon concerto.

Qualche brano non è stato suonato nel migliore dei modi per la ricerca di arrangiamenti leggermente diversi dalla versione classica che non sono piaciuti del tutto e forse la voce di Jim Kerr non era nelle condizioni ottimali oppure forse l’ambiente aperto, insieme alla serata umida, hanno contribuito a disperdere leggermente il suono.

Nel complesso si tratta di dettagli che non hanno rovinato niente della bella serata.

Un prezzo del biglietto certamente adeguato ( che non guasta ) ed un buon ricordo da portarsi dietro fino alla prossima occasione.

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5 commenti

Archiviato in musica

5 risposte a “Simple Minds – Tour 2010 – Battaglia Terme

  1. Marcello

    Un bel concerto con un’atmosfera serena e gioiosa adatta ai bei ricordi musicali e non della mia gioventù. Dal palco Jim Kerr è sempre stato un signore: educato, sorridente, gentile e comunicativo con il suo pubblico. Non sarei mai andato a Torino comunque, ma con questa bella serata a Battaglia ho arricchito la mia estate di 47enne senza nostalgia ma contento di essere stato un ragazzo della prima metà degli ’80. Ecco, mi sarebbe piaciuto sentire uno o 2 pezzi precedenti al meraviglioso album New gold dream, che so? I travel, ad esempio, o i due straordinari pezzi strumentali This fear of gods e This earth that we walk upon. Comunque, bello…

  2. CLAUDIO

    c’ero anch’io, da vecchio fan, venerdi’ 6.10 per rivivere gli anni 80 ed il presente dal momento che graffiti soul a mio avviso e’ stato un gran album!!;
    mi piace pure lostboy aka: vi aleggia sempre lo spirito dei simple minds!!
    mi sono gustato la serata ed il concerto, a parte l’attesa iniziale, è andata comunque bene visto il tempo che si prospettava;
    ho visto persone di media età ed anche giovani, mi aspettavo però piu’ presenza: forse il concerto si doveva fare di sabato sera!!
    mi e’ parso che jim avesse poca voce ma lo si può anche capire visti i molti concerti gia’ fatti;
    spero che anche per l’anno prossimo venga organizzato un nuovo concerto nelle noste zone anche se forse non sarà possibile proprio nel parco S.Elena: magari a Este, Monselice, Padova,Vicenza, etc.;

    un caloroso saluto a tutti!!

  3. Claudia

    Anch’io ero al concerto e devo dire che la voce di Jim ha una marcia in più, oltre al suo innato carisma. Durante il concerto che ho trovato trascinante e di qualità, si capisce che questo gruppo è diventato famoso perchè sono veramente bravi, dei professionisti. La canzone più bella, per me, sicuramente “someone, somewhere in the summertime”. L’unica nota storta era il parco che ospistava il concerto, non all’altezza di chi ospitava. Sicuramente la prossima volta me li godrò in un’altro posto. ciao a tutti!

    • Cara Claudia, dispiace sentire una tua critica sul parco. Dove trovi un Festival immerso nel verde dove i giardini sono stati disegnati dallo Jappelli; dove c’è il viale di magnolie più lungo d’Europa; dove alzi lo sguardo ed ammiri una villa dominante su di un colle; dove c’è una fontana con relativa piscina di acqua termale a 87 gradi. Dove? Quel parco tutti ce lo invidiano ed è sicuramente all’altezza per ospitare grandi eventi. Eventi come quello dei Simple Minds dove per entrare hai pagato solamente € 23,00!!! Può ospitare oltre 10.000 persone, peccato che per i Simple Minds c’erano solamente 3.200 paganti. Non di certo per colpa del parco. Ti faccio presente che anche nelle altre date italiane lo stesso gruppo non ha superato le 3.000. Passano gli anni e la gente dimentica, dimentica che Jim e soci hanno fatto una parte della storia della musica vendendo nel Mondo oltre 35.000 copie di dischi. Ma questa è un’altra storia.

  4. alessandro

    ciao a tutti …era la quinta volta che vedevo i minds…la prima a san siro nel luglio 1986 con simply red e waterboys…buon concerto , meglio l’anno scorso a milano (arena) per i brani scelti e l’ottimo audio …il problema di battaglia era il volume troppo alto …che serve fare il soudcheck se poi dopo due o tre brani gli artisti non sentono piu’ se stessi e aumentano ognuno il volume …??….ps concordo su graffiti …ottimo album come del resto lost boy….grande jim….e grande sara brown …che bella….voce….

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