Se Solo Fosse Vero – Marc Levy

La prima cosa da dire è che nonostante io non sia propriamente un amante di questo genere di libri, Se solo fosse vero è un romanzo che mi è piaciuto.

Potrebbe essere inserito nella categoria dei cosiddetti  romanzoni strappalacrime e probabilmente in questo c’è una parte di verità.

Più che l’aspetto romantico (presente il film Ghost oppure Le parole che non ti ho detto?) la mia attenzione è andata all’aspetto psicologico del protagonista e alle difficoltà che le persone vicine a lui dimostrano nell’accettare le cose o semplicemente nel prendere in considerazione la sola eventualità che possa esistere qualcosa al di fuori della normalità.

La personalità classica dei lavoratori in carriera che ormai trovano tutti soddisfazione nelle stesse cose, come se fosse il mondo a decidere cosa è bello e cosa non lo è, e per questo non hanno la mente sufficientemente aperta per accettare ciò che non fa parte del loro mondo.

La reazione del socio del protagonista è propriamente quella di chi non si rende conto di come qualcuno possa ad un certo punto non considerare più quello stile di vita come l’unico desiderabile, indipendentemente dal fatto che la causa sia quella raccontata in questo libro.

Questo aspetto e questo tipo di contrasto, mi sono piaciuti molto, così come anche la differente visione del mondo da parte del poliziotto che ne ha viste di tutti i colori e proprio per questo è disposto se non a credere, almeno a concedersi una possibilità che la storia possa avere senso.

Ovviamente il comportamento del poliziotto è abbastanza improbabile, ma nel contesto della vicenda raccontata diventa un aspetto che ci può anche stare.

La storia risulta o insignificante oppure strappalacrime.

Come tutti i racconti con un romanticismo estremo (nel senso buono) come questo, la reazione è sempre personale e molto dipende dal momento nel quale viene affrontata questo tipo di lettura.

Personalmente non mi attraggono molto queste storie, ma il libro è arrivato dopo diverse letture con personaggi abbastanza perdenti e quindi si può dire mi abbia in un certo senso sollevato lo spirito.

Bello il finale, deludente e molto invece, il fatto che la storia sia poi stata usata per scrivere quei sequel che sono sempre pure operazioni commerciali finalizzate al fare cassa.

Secondo me uccidono un certo tipo di atmosfera e un po’ anche quell’immagine romantica, questa sì, dello scrittore puro.

Ovviamente parere personale.

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2 commenti

Archiviato in libri, recensioni libri

2 risposte a “Se Solo Fosse Vero – Marc Levy

  1. Pingback: Letture Maggio 2010 « ENTUSIASMI…repressi e non…

  2. Come te non amo le romanticherie e solitamente sia i libri che i film romanticoni e strappalacrime (mai visto Titanic in vita mia, mi fa venire l’orticaria solo il pensiero). Però quando certi libri te li regalano vuoi non leggerli? Così ho letto questo, e l’aspetto che mi è piaciuto – a parte l’idea originale (poi ripresa da molti oltre che dallo stesso Levy per i sequel) del personaggio femminile-fantasma che non si rende conto di essere morta, ecc. è l’ironia con cui la storia è raccontata. perchè anche se la vicenda è da kleenex e mielosissima, l’autore non si prende troppo sul serio, rimane su un piano giocoso e poco melodrammatico (almeno fino ad un certo punto).

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