Educazione Siberiana – Nicolai Lilin

Nicolai Lilin è un giovane tatuatore che da qualche anno vive in Italia.

In questo libro descrive e racconta quello che ha visto e vissuto da bambino, una realtà nella quale si è trovato a crescere e grazie alla quale si è formata una dignità personale che lo accompagna ancora oggi.

Un libro che racconta una realtà strana, fuori dallo standard, ma con tradizioni radicate dalle quali non si può prescindere.

E’ la vita all’interno della comunità degli Urka siberiani che vivono in Transnistria, una terra situata dalle parti ella Moldavia, nella quale Stalin deportava i criminali.

La storia raccontata è talmente cruda e spietata da sembrare irreale.

La vita quotidiana è caratterizzata da regole rigide alle quali attenersi pena l’abiura, l’abbassamento di livello sociale, l’esilio e anche la morte.

Qualche perla di saggezza degli anziani come quella del nonno Kuzja: “gli uomini nascono felici, poi però si autoconvincono che la felicità sia qualcosa che devono trovare nella vita…e allora tutti noi diventiamo un branco di animali senza istinto, che seguono idee sbagliate, cercando quello che già hanno…”

Un mondo spietato per chi non segue le regole, un mondo dove il criminale siberiano ha una sua dignità e si eleva al di sopra degli altri delinquenti comuni per i quali non c’è rispetto alcuno.

Quando muore la dignità criminale muore anche il criminale stesso, ovvero chi esce dalle regole paga, anche con la vita se questo è richiesto dalla tradizione.

Un mondo dove gli anziani sono i più rispettati e i minorenni i più liberi. Agli altri non viene perdonato nulla, ognuno è responsabile in prima persona delle proprie azioni.

La situazione può avere qualcosa in comune con le nostre realtà di campagna dei decenni passati.

Mi riferisco alle gerarchie e alle figure di riferimento, non certamente alle attività svolte…

Forse un po’ troppo crudo per essere tutto vero, con pestaggi, risse e uccisioni regolate solamente da autorità criminali, mentre gli arresti del protagonista sembrano avvenire per cose di secondo piano tralasciando avvenimenti ben più sanguinosi.

Il libro è descritto come un’autobiografia, ma probabilmente è in buona parte romanzato.

Questo non toglie nulla al suo impatto rude con la coscienza del lettore che si trova fin da subito immerso in un contesto brutale dentro al quale però la sopravvivenza può essere garantita dal rispetto delle regole.

Le regole dei “criminali onesti”, gli Urka siberiani

Tra gli Urka è vietato un certo tipo di reato: non si stupra, non c’è l’usura, non si fanno estorsioni. Si può truffare, ma solo lo Stato oppure i ricchi e si può uccidere, ma solo per motivi validi.

La comunità descritta sembra proprio un ambiente di onesti lavoratori del crimine, con regole sane, usanze giuste e con la gente che sente di potersi fidare soprattutto per il rispetto che vede tra le persone.

Un mondo fatto di regole, codici, firme, simboli.

Alcuni aspetti particolari sono molto interessanti.

Tra di essi spicca il racconto delle regole per la gestione, l’utilizzo e il potere simbolico proprio delle armi.

Cosa rappresenta la prima “picca”, la prima lama o coltello, che deve essere regalata ad un giovane da un anziano.

Le armi in casa hanno il loro posto basato su tradizioni antiche e sul rispetto dei morti e nessuno deve girare armato salvo in certe situazioni di pericolo.

Per tutta una serie di motivi non si può sparare in casa oppure non ci si può presentare armati a certe autorità.

Per ogni quartiere esiste un Guardiano che ha un potere enorme, ma proprio per questo deve essere in grado di garantire il controllo della zona.

La simbologia è un aspetto importantissimo anche nei tatuaggi, anzi proprio il tatuaggio è un modo per portare con sé delle firme o delle garanzie che possono decretare la vita o la morte in casi difficili.

La vita di ogni tatuatore deve rispondere a regole particolari dove il rispetto dei maestri del settore è fondamentale.

Esiste un gergo e un modo di affrontare le situazioni che vincola ogni rapporto interpersonali e ogni scambio di informazioni.

A pochi individui è consentito parlare con gli “sbirri” e toccare il vile denaro.

In un dibattito è considerato scortese andare subito al punto della questione, c’è un preliminare da seguire e un gergo da utilizzare.

Tanti aspetti curiosi, ma anche tanta determinazione e tanto rispetto e solidarietà tra compagni.

Un libro interessante che apre la visuale facendo vedere cose nuove.

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