Berlusconi – Saviano – Lagioia

Non mi sorprende molto l’uscita che ha fatto Berlusconi dicendo che la mafia è l’organizzazione criminale più conosciuta nel mondo solamente perché se ne parla troppo.

Non mi sorprende perché è in linea con il suo modo di vedere le cose.

Già in passato ha dato prova di pensarla in questo modo, quando nell’autunno scorso disse che andrebbero strozzati tutti quelli che hanno fatto la Piovra e che scrivono libri su Cosa Nostra perché ci hanno fatto conoscere nel mondo per la mafia (guarda caso in pieno processo a Dell’Utri).

Così come non si deve dire che c’è la crisi economica oppure che ci sono altri problemi.

Se non se ne parla i problemi non esistono,la strategia sembra essere tutta qua.

E come sempre finisce tutto in un caos tremendo dove il problema principle passa subito in secondo piano e il posto da protagonista viene preso dalla contrapposizione pro o contro chi fa una certa affermazione.

Allora, se il problema è che esiste la Camorra, esite la Mafia ed esistono altre organizzazioni criminali, tutto questo dibattito a me sembra inutile.

Mi spiego: non intendo assolutamente dire che non si debba rispondere alle parole di Berlusconi, intendo dire che il tempo e le energie spese per controbattere le sue dichiarazioni, in fin dei conti distraggono veramente l’attenzione dal problema.

Ascoltiamo per davvero quello che dice Roberto Saviano; lui ci porta a conoscenza del fatto che da anni, tutti i giorni in certe zone della nostra Italia, ci sono omicidi, violenze e soprusi.

Ce lo dice lamentando il fatto che, siccome non se ne parla, nella popolazione si sta innescando una forma di assuefazione che non ci fa reagire quasi più a nulla.

Ci dice che a livello nazionale viene data notizia solamente dei fatti più eclatanti, mentre in realtà ci sono morti ammazzati tutti i giorni e nessuno che non sia del luogo lo viene a sapere.

La mia opinione è che in risposta alle parole di Berlusconi si dovrebbe parlare di più di quello che succede e non  scatenare una sfida tra ultras di Berlusconi e ultras di Roberto Saviano.

E’ lo stesso Saviano che dice di parlare della Mafia e della Camorra; è lui che dice che la criminalità organizzata ha paura di questo e non di una persona.

E allora bisognerebbe che ognuno si adoperasse per fare conoscere il più possibile ciò che accade a livello locale.

Va bene schierarsi a favore di Saviano, ma in fondo lui ci dice di fare altre cose e quelle dovremmo fare.

Faccio solamente qualche esempio che viene dal dibattito che da un po’ di tempo sta prendendo piede e per il quale ognuno dice cosa dovrebbero fare gli altri: qualcuno dice che siccome la Mondadori e la Einaudi sono di proprietà di Berlusconi, certi autori dovrebbero rifiutarsi di pubblicare le loro opere con questi editori; in conseguenza di questo chi non cambia casa editrice può essere ritenuto filo-berlusconiano.

Qualcun altro fa notare che a dire questo in maniera forte, in fin dei conti sono editori concorrenti che avrebbero tutto da guadagnare se quelli stessi autori passassero tra le loro fila.

Sono tutte chiacchiere che servono solamente a fare della propaganda e la prova sta in quello che riferisce lo scrittore Nicola Lagioia in un articolo sul fatto Quotidiano di oggi 18 aprile.

Lagioia dice: quando mi chiedono “ma perché tu che disprezzi Berlusconi, hai pubblicato i tuoi due ultimi romanzi con Einaudi?” rispondo che:

a) l’Einaudi è stata acquistata da Berlusconi con mezzi che la giustizia ha giudicato fino ad ora illeciti. Il 90% degli autori e il 95% delle persone che ci lavorano sono antiberlusconiani. Se tutti decidessero di andarsene verrebbe distrutto un patrimonio culturale altrimenti destinato a sopravvivere all’attuale Presidente del Consiglio, il cui decesso avverrà entro un lasso di tempo inferiore alla vita di Einaudi stessa.

b) il fatto di ritenere Berlusconi una minaccia per la normale vita democratica del Paese non mi impedisce di notare che i funzionari dei gruppi editoriali concorrenti, i quali hanno invitato gli autori di sinistra a cambiare editori in segno di coerenza, non applicano la stessa coerenza dando un esempio chiaro, magari cessando di vendere i loro libri nelle librerie Mondadori

E’ chiaro che se uno volesse combattere per davvero Berlusconi e le sue case editrici, potrebbe mettere in pratica una cosa del genere e creerebbe un danno economico ben più grosso rispetto a quanto possa fare uno scrittore che decida di non pubblicare più per il gruppo.

Parole e posizione molto chiare quelle di Nicola Lagioia.  parole che mi trovano completamente d’accordo.

Tra un paio di settimane Lagioia sarà presente nel mio paese per un incontro culturale che mi incuriosisce molto e proprio in previsione di quell’evento sto leggendo il suo romanzo “Riportando tutto a casa”.

In effetti per ogni discussione che nasce nel nostro Paese c’è sempre un certo spazio dedicato all’ipocrisia.

Come dicevo prima, il problema concreto viene spesso perso di vista e surclassato dalle polemiche e sempre più spesso tutto ciò viene creato ad arte proprio per perdersi in discussioni e litigi e non analizzare il problema iniziale.

Va bene firmare petizioni, va bene schierarsi a favore di chi riteniamo nel giusto, ma non dimentichiamo che gente come Roberto Saviano ci chiede di parlare della Mafia, della Camorra  e di tutto ciò di cui veniamo a conoscenza e se gli vogliamo bene questo dovremmo fare.

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