Fini – Berlusconi: Scontro Finale?

Fini batte un colpo!

Dopo le numerose lamentele a denti stretti e i periodici richiami ad un maggiore coinvolgimento degli organi di partito sulle strategie da intraprendere, vedi “il PdL non è una monarchia” dell’autunno scorso, siamo arrivati alla resa dei conti.

Sia chiaro: una resa dei conti interna, non molto di più.

Uscite di Schifani a parte: “Se si divide la maggioranza la parola torna agli elettori” che minaccia elezioni anticipate, le cose sono molto semplici.

Le elezioni ci sono quando vengono sciolte le camere e il Presidente della Repubblica scioglie le camere se non c’è più una maggioranza. Se quella maggioranza si divide nel suo interno, ma rimane compatta, non si va a nessuna elezione.

Qualche settimana, in un altro mio commento, avevo espresso i miei dubbi circa il comportamento di Fini, il quale predicava bene, ma razzolava male.

Mi chiedevo se fosse da considerare il migliore oppositore di Berlusconi, vista anche l’assenza ingiustificata del Partito Democratico, oppure il peggiore perché ai suoi proclami non faceva seguire nessuna azione concreta.

Oggi la situazione è arrivata al punto di rottura.

Fini dice di voler creare gruppi autonomi per i suoi fedelissimi perché nonostante sia uno dei co-fondatori del partito, non si sente coinvolto da Berlusconi sul dibattito per le riforme.

Queste nuove entità avranno come obbiettivo quello di “trattenere” il Pdl nelle posizioni di competenza e resistere alla forza trascinatrice delle Lega che dopo il successo alle ultime elezioni regionali sta guidando tutta la carretta e non solo più il carroccio.

Berlusconi pare abbia alzato la voce ribattendo il dovere di Fini di dimettersi da Presidente della Camera nel caso proseguisse con le sue azioni.

Cosa probabilmente corretta in quanto la creazione di gruppi parlamentari legati a Fini sarebbe in contrasto con il suo incarico di Presidente della Camera che deve essere garante e arbitro dell’aula e quindi in un certo qual modo essere neutrale.

La situazione si sta evolvendo ed entro lunedì o martedì (Berlusconi si è preso 48 ore per riflettere) dovrebbe sfociare in qualcosa di definitivo, in un senso o nell’altro.

Il braccio di ferro Berlusconi-Fini che da tanto tempo era in situazione di stallo con il premier che comandava gli equilibri, ora è più teso che mai, con Fini che ha messo sul tavolo buona parte della forza a disposizione.

Intanto gli altri personaggi fanno dichiarazioni ovvie a seconda dei ruoli e delle competenze: chi difende uno, chi difende l’altro, chi parla di crisi della maggioranza, chi si augura che Fini se ne vada, chi si augura che rientri nei ranghi.

Tutto normale e sostanzialmente ininfluente.

La cosa che conta è se e quanto andranno avanti i finiani. Solo in questo modo ci potrà essere un cambio di equilibri.

Il Secolo d’Italia: “Lo Strappo Decisivo?”

Il Giornale: “Gianfranco alza il tiro ma ha la pistola scarica”

Repubblica: “Consenso senza Politica”

Corriere della Sera: “Fini e Berlusconi alla rottura”

L’Unità: “Fini e Berlusconi: il vertice della rottura”

Vedremo…qualsiasi novità è bene accetta…

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