Manifestazione Sindaci Lombardi

La manifestazione indetta oggi dei sindaci della Lombardia per protestare contro i tagli agli enti locali effettuata con la finanziaria è un’occasione per dire alcune cose.

La prima è che non si sa più chi decide e chi risponde delle decisioni.

La seconda è che tutti possono avere motivi di lamentela e recriminazioni da fare.

La terza è che se si continua a guardare al singolo episodio e non ci si allontana per dare un’occhiata all’insieme, allora non cambierà mai nulla: tutti potranno sempre dire tutto e il contrario di tutto.

Facciamo un po’ di chiarezza.

“Protestiamo contro le poche risorse che abbiamo a disposizione. La politica non c’entra niente. I Comuni sia di centrodestra sia di centrosinistra sono in crisi e non riescono a erogare i servizi” ha dichiarato il sindaco di Monza di centrodestra Marco Mariani. Dello stesso avviso il sindaco di Lecco del Pd Virginio Brivio che ha sottolineato come “quest’anno sarà difficile erogare molti dei servizi chiesti dai cittadini a causa di un patto di stabilità che penalizza anche i Comuni più virtuosi“.

Niente di più falso.

La politica c’entra eccome. Tutto è politica.

Se in un semaforo l’arancione rimane per 2 secondi o per 5 , è una regolazione che viene fatta dal vigile urbano, il quale risponde al capo dei vigili urbani ( pardon: polizia municipale ), il quale risponde al sindaco, il quale assieme alla sua giunta mette a bilancio preventivo la quota di entrate dovute alle contravvenzioni.

Se c’è un marciapiede in cattive condizioni oppure un albero da potare, è l’assessore ai lavori pubblici che decide le priorità in base all’urgenza e alle finanze disponibili.

Se manca la carta igienica in una scuola è sempre l’amministrazione comunale che deve occuparsi della questione.

Come può quindi un sindaco scendere in piazza e dire che la politica non c’entra niente?

La risposta è semplice: può perché glielo lasciano ( e lasciamo ) fare, con al massimo la solita discussione sterile tra pro e contro che no porta mai a nulla: gli ultras di destra contro gli ultras di sinistra.

Siamo al paradosso dove non solo l’opposizione contesta il governo, ma sono gli stessi amministratori locali appartenenti a partiti di governo che fanno la stessa cosa, appoggiati colpevolmente dagli altri.

Tutti per difendere i diritti dei propri cittadini, ovviamente.

La lotta contro i tagli i sindaci di centrodestra la dovrebbero fare nelle assemblee di partito, dove vengono decise le cose, invece vanno in piazza e dicono che non sono problemi politici.

In realtà una manifestazione come quesa non hacome obiettivo finale quelo di ottenere più finanziamenti, ma è semplicemente una cosa di facciata dopo la quale ogni sindaco può dire alla propria collettività che non ha potuto fare una certa cosa perché non ha i soldi e i soldi non li ha non poerchè li ha gestiti male, ma perché non gli sono arrivati dal governo.

In questo senso il sindaco di Monza Mariani ha ragione quando afferma che la politica non c’entra nulla. Lo scopo della manifestazione non è ottenere più risorse, ma semplicemente pararsi il culo.

E in questo senso qualunque amministratore, anche di condominio, troverà sempre l’appoggio dei suoi i colleghi.

La colpa di tutti noi e di chi ci informa è che nei casi come questo si punta l’attenzione sul punto sbagliato.

Alcuni lo fanno consapevolmente e per tornaconto di parte, ad esempio i politici che alimentano la polemica dando ragione agli uni o agli altri oppure i mass-media che in fondo devono are ascolti o vendere copie per fare incasso.

Altri invece, a mio parere la maggioranza, commettono l’errore di farsi indirizzare verso queste polemiche in maniera inconsapevole, facendosi fuorviare ogni volta dalle cose concrete fino al punto tale da essere schifati, darla persa e soccombere alla rassegnazione.

Ogni volta invece, prima di accendersi e discutere di qualcosa che ti è stato presentato in un certo modo, bisognerebbe farsi delle domande e cercare di capire se quello è l’unico modo oppure possono esserci altri punti di vista.

Poi quando parli con la gente, ti accorgi che ognuno è convinto di non fare parte di quella maggioranza che accetta di discutere del punto di vista che gli è stato proposto e quindi…beati coloro che conoscono la vertà e che hanno sempre pochi dubbi.

La vera rivoluzione da fare sarebbe questa: prendere più coscienza di quello che succede, più rispetto delle regole a partire dalle piccole cose per poi pretendere lo stesso rispetto nelle cose più grandi.

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