L’ultimo Disco dei Cure – Massimiliano Nuzzolo

“…quindi pongo i cazzi miei al centro del mio mondo e al centro perfetto di quello degli altri: esisto e reclamo il diritto a esistere a scapito di chiunque, voglio ciò che è mio e pure ciò che non mi appartiene e mai mi è appartenuto, voglio la mia felicità, voglio tutta la felicità del mondo e degli altri, tutti quanti, io me ne fotto.

Questo dice ad un certo punto Pietro, il protagonista del libro, quando le cose gli vanno male e si trova a dover prendere decisioni sulla propria vita.

Nel suo insieme questo romanzo può essere visto in molti modi.

Può sembrare un qualcosa rivolto a quella gioventù che dopo i libri (?) di Moccia, ormai sta viaggiando verso i trenta e ha bisogno di nuove emozioni.

Può sembrare un romanzo più evoluto, sul genere di Jack Frusciante è uscito dal gruppo di Brizzi.

L’età dei protagonisti è certamente diversa, ma il dialogo interiore di Pietro e la sua passione per la musica fanno pensare ad alcune caratteristiche di quell’Alex che vagava per le strade di Bologna.

In certe aspetti può anche ricordare qualcosa di più serio.

Se ci si limita alla trama e alla successione dei fatti, allora non è niente di speciale.

Solo un libro come un altro all’interno del quale puoi trovare diversi stereotipi: il padre di famiglia cinquantenne che ha una storia con una di trenta;  il tipo che non vuole impegnarsi e non prende mai posizione, finendo col fare sempre ciò che vogliono gli altri, oltretutto subendo psicologicamente la situazione; il caso che fa incontrare le persone che si cercano; i sogni che si infrangono; le speranze che si riaccendono, ecc.

Se si guardassero le cose da questo punto di vista però, probabilmente non piacerebbe mai nulla o quasi.

Mi è capitato di leggere che in realtà esistono al massimo una trentina di trame possibili, dopodichè le situazioni sono destinate a essere ripetitive. Provare per credere: basta cercare di fare un riassunto mega-stringato degli ultimi 100 libri o film che ci sono passati sotto le mani per vedere che, una volta tolti i nomi dei personaggi, i nomi dei luoghi e riportati gli avvenimenti in un periodo storico indefinito, in realtà le differenze sono davvero poche.

Viste da lontano le storie sono tutte più o meno uguali.

Ma allora cosa è che fa la differenza tra una e l’altra?

L’esperienza di chi la ascolta (la legge in questo caso).

Non mi interessano molto le storielline romantiche, ma in questo libro ho trovato diverse cose che mi hanno emozionato: la passione per la musica che mi ha fatto ricordare i mio ultimo concerto dei Cure a Milano ormai quasi due anni fa (3 ore e 15 minuti con 36 pezzi!!!)

Del resto i Cure sono una delle band che meglio rendono dal vivo, specialmente indoor.

L’andare per locali a sentire gruppi che suonano live è una delle cose che mi piace maggiormente; purtroppo le mode e le abitudini vogliono che si frequenti sempre il solito posto, quello alla moda dove tutti vogliono sembrare originali… poi se ti allontani un attimo ti accorgi che questi originalmens sono vestiti tutti uguali e dicono le stesse cose, ma nessuno si stupisce di questo…

Torniamo al libro và…la personalità di Pietro non è molto forte; si limita a pensare alle cose che vorrebbe non gli accadessero e mai, o quasi mai, a ciò che invece desidera.

Solo ad un certo punto verso il finale, in un momento di rivalsa contro tutto e contro tutti, prende coscienza di sé e decide che il giorno dopo la sua vita cambierà, taglierà tutti i ponti che lo tengono legato alle cose che non lo soddisfano, sistemerà quanto ha in sospeso, saluterà tutti e se ne andrà…

Ovviamente questo non accade e anzi tutti i cambiamenti importanti nella sua vita avvengono per decisione altrui,  però quella introspezione mi ha fatto ricordare certe cose mie.

Esagero e dico che alla mente mi è venuto Chris McCandless, la sua vicenda e la sua decisione di lasciare tutti, prendersi lo spazio necessario e andare in cerca…

Qui si aprirebbe un discorso molto lungo e non è questo né lo spazio né il momento, anche perchè non ho nessun bisogno di andarmene da nessuna parte, dico solo che alcune delle parti appena accennate in questo libro mi hanno fatto riaccendere pensieri di libertà senza luogo e senza tempo.

Gli altri commenti che ho letto su questo libro erano abbastanza stroncanti, ma il mio consiglio è quello di leggerlo facendo attenzione alla personalità dei protagonisti.

Se poi farà schifo…beh poco male, in fondo non sono nemmeno 200 pagine e poi sono scritte in grande…

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5 commenti

Archiviato in libri, recensioni libri

5 risposte a “L’ultimo Disco dei Cure – Massimiliano Nuzzolo

  1. Francesco Serio

    Ciao. E’ incredibile come le cose incontrate per caso si rivelino importanti e quasi illuminanti. Circa una settimana fa ho letto la tua recensione a questo libro per caso, non so nemmeno come sono finito sul tuo blog, non conoscevo nè il blog nè il libro, l’ho cercato quindi in libreria ma non c’era, poi in biblioteca, l’ho trovato e l’ho letto. E confesso che mi è piaciuto. Non ho alcun titolo per parlare di libri ma così come ne hai scritto tu, mi è venuta voglia di parlarne pure io. Hai ragione quando dici che in questo romanzo bisogna fare attenzione ai personaggi e pure ai particolari. Perchè è la che sta la vera storia, vero? E poi è difficile non lasciarsi prendere da Pietro e dalla sua storia, la passione che trasmette è a dir poco stupefacente, una cosa che davvero ai nostri tempi è andata perduta, e il mondo dei ricordi in cui ti catapulta, ognuno con la propria esperienza personale sia ben chiaro e tutto ciò che il romanzo lascia “non detto” come fosse un richiamo all’attenzione e all’esperienza del lettore a completarlo. Si mi è piaciuto, mi è piaciuto come è scritto e mi è piaciuto cosa mi ha fatto provare e riprovare e mi sono piaciute anche le citazioni nascoste nel testo, anche se sono certo di averne colte solo una parte tipo il richiamo a Sartre e Camus e Trainspotting ma pure a certi film e alle canzoni ovviamente. In questo senso l’ho trovato diverso da molti altri libri che all’apparenza potrebbero sembrare simili ma non così intensi. E volevo ringraziarti perchè la tua recensione mi ha fatto scoprire un bel libro. Grazie Francesco

  2. Pingback: Letture Marzo 2010 « ENTUSIASMI…repressi e non…

  3. Nicoletta

    Io non sono riuscita a trovare il libro. Da Feltrinelli mi dicono che non è più disponibile. Sapete indicarmi dove posso trovarlo?

    • ferdori

      In effetti penso sia fuori catalogo.
      A questo punto le uniche possibilità sono o una libreria che tratta anche usato, tipo Il Libraccio, oppure qualcuno che lo venda/scambi su qualche social network.
      Ad esempio su aNobii vedo che ce ci sono un paio di persone che lo hanno messo come scambiabile.

  4. edda

    Veramente bello. L’ho trovato 4 giorni fa a casa di mio cugino al mare, mezzo nascosto tra vecchi libri e giornalini, un po’ rovinato e segnato a matita. Sarà stato il mare, è veramente bellissima la parte ambientata sulla spiaggia, sarà stata l’emozione di riscoprire in questo romanzo alcune cose tra cui la descrizione delle relazioni amorose e la passione musicale, ma giuro mi è piaciuto un sacco e mi ha commosso. Mi è piaciuto molto il modo in cui è scritto. Quando l’ho chiuso avevo le lacrime e una sensazione strana dentro, come se il libro mi spingesse sul serio a trovare risposte alle mie domande. In sintesi: mi ha toccato seriamente e sono contenta di trovare persone che ne parlano e con cui parlarne.

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