L’Avana Per Un Infante Defunto – Guillermo Cabrera Infante

Questo libro mi è stato consigliato da un amico amante di Cuba e di tutto il continente Sudamericano in genere.

Mi era stato proposto come lettura dopo Prima che sia notte di Reinaldo Arenas, per avere un secondo punto di vista sulla vita nell’isola.

Ne sono rimasto abbastanza deluso, soprattutto perché non affronta  più di tanto il lato politico, come invece pensavo.

Aspettative a parte, il libro si può riassumere come educazione e vita sessuale dell’autore.

La scrittura è scorrevole e le pagine passano veloci, ma quasi 600 sono davvero troppe.

Infatti il racconto è strapieno di divagazioni, con la narrazione principale che viene continuamente interrotta per inserire aneddoti, ricordi e qualsiasi altra parentesi venga in mente all’autore.

Molte cose vengono scritte, raccontate e ribadite.

Analizzato da questo punto di vista, il libro potrebbe essere tranquillamente almeno 200 pagine più corto, senza rischio per il lettore di perdersi alcunchè.

Le vicende sono ambientate intorno agli anni 30, 40 e 50. Per la maggior parte prima della presa del potere di Castro quindi e l’immagine che viene data di Cuba non è molto esplicativa.

Regna costante per tutto il libro un’atmosfera di sesso facile e spensierato da parte del protagonista, al quale non importa mai nulla della propria situazione sentimentale e coniugale.

Sempre pronto a fare ciò che vuole e sempre pronto ad ingelosirsi se le sue amanti fanno lo stesso.

Insomma, niente di nuovo, la solita mancanza di senso di responsabilità che molti abitanti dei paesi latini, il nostro compreso, fanno propria a seconda delle opportunità e delle convenienze.

Il risultato è una vita vissuta e piena di emozioni, ma spesso solo in apparenza.

Un qualcosa da mostrare agli altri, mentre invece nasconde la mancanza di emozioni vere. Ma sto divagando e questa è solamente una considerazione personale.

Tornando al libro, pare di capire che a parte una certa povertà diffusa un po’ in generale, tutto sommato Cabrera Infante descrive uno spaccato di società dove bene o male i beni primari non mancano.

Non spiega come però la gente riesca a sopravvivere. Anzi, spesso e volentieri presenta sia i vicini di casa, sia altri suoi conoscenti, come persone poverissime, addirittura più povere di lui e della sua famiglia.

Non sono pertanto riuscito a farmi un’idea precisa di come fosse la vita della gente comune ed era questa la cosa che mi interessava maggiormente.

Un aspetto che invece mi è piaciuto, è stata la segnalazione di molti titoli di film dell’epoca.

Cabrera Infante è stato infatti per lungo tempo critico cinematografico e nel corso delle vicende raccontate in questa sua autobiografia, ricorda il titolo di molte pellicole “viste” al cinema con le sue accompagnatrici.

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2 risposte a “L’Avana Per Un Infante Defunto – Guillermo Cabrera Infante

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