Sherlock Holmes

Prima di tutto occorre togliersi dalla mente lo stereotipo dell’investigatore conosciuto in decine di telefilm, quello del classico “Elementare Watson!”.

Non c’entra nulla con questo film.

Detto questo, va specificato che il film si ispira al personaggio del fumetto creato da Lionel Wilgram e non a quello letterario di Conan Doyle.

Fatte le dovute premesse, passo a commentare il film.

Non mi piace molto la moda degli ultimi anni di fare film che mescolano tensione e umorismo.

Il primo del genere è stato forse Indiana Jones e oramai molti registi seguono quell’impostazione che a me non piace, preferisco una specificità più netta dei generi.

Quando in una scena si lavora con le immagini e la musica per creare una certa tensione, il dialogo dovrebbe essere l’elemento finale che accentua la cosa.

Invece il protagonista se ne esce con una battuta stupida che fa ridere il pubblico, ma che uccide l’atmosfera appena creata.

I fatti, ossia i dati del botteghino, dicono che gli spettatori apprezzano queste cose per cui molti registi stanno seguendo tale tendenza. Va bene così, il mio è solo un parere personale.

Anche qui, proprio durante la prima scena, nel bel mezzo di una colluttazione per evitare un sacrificio rituale, il nostro investigatore privato se ne esce con una battuta riguardante un fornello forse dimenticato acceso.

Comunque prima scena a parte, devo dire di essere entrato abbastanza nell’atmosfera del film, che alla fine mi è piaciuto.

Particolare e divertente è il rapporto con Holmes.

La fotografia, i colori e la ricostruzione di Londra sono una cosa fantastica e da soli valgono il prezzo del biglietto.

Altra nota positiva è data dal chiarimento delle parti esoteriche che può soddisfare anche i più scettici, sempre alla ricerca di film realistici.

Il finale lascia un pò in sospeso le cose in attesa di un sequel.

Probabilmente è già stato tutto girato e poi diviso in fase di montaggio per motivi commerciali tipo l’eccessiva durata. E poi in fondo anche per il botthegino due episodi is mei che uan

Anche perché con un personaggio come Sherlock Holmes ci puoi fare tutti i film che vuoi, non ci sarebbe necessità di fare due puntate per un caso solo.

Nel suo genere non è proprio niente male, si è visto di molto, ma molto peggio.

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1 Commento

Archiviato in cinema

Una risposta a “Sherlock Holmes

  1. astutamente il personaggio di Moriarty rimane nell’ombra
    non hanno ancora dato la parte (nell’inevitabile sequel): sono in ballo Christopher Lee (ringiovanito), Ewan McGregor (invecchiato) e Massimo Boldi

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