Congratulazioni – Cass Pennant

Finalmente una spiegazione chiara e dettagliata del fenomeno holligans!

Scritta in prima persona da uno dei capi della più temuta banda di holligans, la Inter City Firm del West Ham, questa cronaca racconta la vita quotidiana in Gran Bretagna negli anni 70-80 e, illustrando il contesto ambientale del periodo, spiega come sia stato possibile che persone completamente diverse tra loro come stile di vita  (bancari, muratori, impiegati, disoccupati) fossero portati ad unirsi in bande per dare sfogo ad una aggressività interiore che si accumulava giorno per giorno.

Viene spiegato come lo stadio fosse una valvola di sfogo che univa tanti cittadini inglesi.

Non c’era grande organizzazione, ma il fenomeno era abbastanza spontaneo: in pratica si svolgevano due partite contemporaneamente.

Una era in campo e l’altra era sugli spalti.  Il massimo del risultato era “conquistare” la curva avversaria quando si andava in trasferta. Questo consisteva nell’intrufolarsi in maniera anonima tra gli spettatori di casa e poi ad un segnale convenuto tirare fuori le sciarpe della propria squadra, inneggiare ai propri colori e cercare di fuggire indenni dopo un simile affronto.

Il tutto era prerogativa di poche decine di “coraggiosi” che seguivano anche una specie di codice cavalleresco in voga tra tifosi: l’onore proprio e della propria squadra veniva prima di tutto.

Non si usavano armi, al limite i bastoni delle bandiere e non si facevano danni a vetrine, treni e cose del genere.

La polizia a cavallo tollerava questi tafferugli fino a quando si rimaneva entro certi limiti.

Poi tutto è cambiato verso la fine degli anni settanta quando la droga pesante ha cominciato a diffondersi.

Sono così spariti i “tifosi della domenica” tipo bancari e impiegati e sono apparsi i coltelli.

La cosa poi è degenerata fino ai livelli che sappiamo.

Il libro spiega anche come sia finito questo fenomeno criminale alla faccia di tutti i nostri politici che parlano senza sapere cosa dicono.

Dico questo perché quando si parla della fine del fenomeno holligans da noi sono tutti convinti che la goccia che ha fatto traboccare il vaso sia stada la tragica serata allo stadio Heysel nel giorno della finale di coppa dei campioni.

Invece non è per nulla così. Quell’episodio ha sancito la squalifica per cinque anni delle squadre inglesi dalle competizioni europee, ma non ha fermato le cose.

L’episodio finale si è verificato più avanti nel tempo ed ha avuto luogo su un traghetto che portava i tifosi inglesi ad assistere ad una partita in Olanda.

Tutti coloro che dicono che da noi bisogna fare hanno fatto gli inglesi, dovrebbero prima mettere da parte tutte le opinioni che hanno e poi leggersi questo libro.

Vedrebbero che intanto c’è grande differenza tra i nostri ultras, più inseriti nel tessuto sociale, rispetto a come erano gli hooligans e poi capirebbero che in Inghilterra il problema è stato risolto agendo contemporaneamente su almeno tre fattori.

La prima cosa è che tutti sono concordi nel dire che uno che va allo stadio con spranghe e cacciaviti è un delinquente sempre, mentre da noi lo è solo il primo giorno e poi dalsecondo si getta acqua sul fuoco fino all’incidente successivo.

La seconda cosa è che là sono stati rifatti gli stadi, che sono di proprietà, e adesso anche in curva ci sono posti a sedere con poltroncine numerate.  Questo ha comportato una riduzione della capienza, ma un miglioramento dei servizi, ma anche del prezzo del biglietto.

Se vuoi vedere una partita del Chelsea, ammesso che si riescano a trovare biglietti disponibili, il prezzo di una curva viaggia sulle 35 sterline, quasi 50 euro.

Anche da noi se mettessero a 50 euro il prezzo minimo, probabilmente i delinquenti non entrerebbero, ma farebbero casino fuori dallo stadio.

Però da noi ci sarebbero certamente interrogazioni su quanto sarebbe poco democratico avere lo sport nazionale con costi così alti.

Da noi c’è sempre qualcuno pronto a fare dei distinguo sulle regole.

E allora  semplicemente aspettiamoci che ogni tanto muoia qualcuno così tutti saranno d’accordo nel condannare e gridare all’emergenza e dopo appena due settimane chi è stato colpito da provvedimenti tipo il dover giocare a porte chiuse, sarà pronto a dire che le decisioni sono state troppo dure, che in fondo è stato un caso eccezionale, che certe cose non accadono in tutti gli stadi, che bisogna colpire i colpevoli, ma solamente loro, che…

In sostanza noi facciamo regole e leggi nuove per ogni cosa che accade, ma poi non applichiamo neanche le leggi già esistenti.

A quarant’anni suonati queste cose le ho già vissute decine di volte e dico che come spesso accade anche in altri campi, da noi si fanno più chiacchiere che altro.  Fine della parentesi.

Tornando al libro lo definisco interessantissimo e obbligatorio per tutti gli appassionati di calcio e non solo.

Annunci

1 Commento

Archiviato in libri, politica, recensioni libri, sport

Una risposta a “Congratulazioni – Cass Pennant

  1. Luiz7

    in Inghilterra non è come in Italia…il calcio è uno stile di vita…non si azzarderò a fare casini negli stadi come si fa qui…la c’è una disciplina e un rispetto al gioco del pallone.cosa che qui in italia non c’è

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...