Domande per Berlusconi anche da La Padania

Fantastico!!!

All’improvviso, dopo oltre dieci anni, qualcuno scopre, o si ricorda, che Repubblica non è affatto stato il primo giornale ad aver posto una serie di domande a Berlusconi.  Quelle dieci domande che tanto hanno fatto infuriare il cavaliere fino a “costringerlo” ad apparizioni televisive non volute, a querele obbligate e a richiami a contrastare l’anti-italianità di quei “loschi personaggi” che tanto avevano osato, in fondo di cosa trattavano? Di ben poca cosa, direi, se vogliamo dare un’occhiata a quanto scoperto e pubblicato da Il Fatto Quotidiano, giornale che verrà indicato certamente come organo di stampa schierato contro il bene dell’Italia.

Già il termine “scoperto” non è corretto, in quanto l’organo ufficiale di stampa di un partito di governo dovrebbe essere sottoposto a verifiche continue da parte di un’opposizione seria, proprio alla ricerca di contraddizioni, comunque…

L’argomento in questione tratta cose ben più delicate rispetto alle scappatelle presidenziali e in primo luogo bisognerebbe chiedersi come mai ancora una volta deve essere un giornale a ricordare che ci sono problemi irrisolti e situazioni mai chiarite.

Oltre dieci anni fa, per la precisione nel 1998, il giornale La Padania pubblicava ben 11 domande che richiedevano la risposta del premier.

Rispetto a quelle di Repubblica, la differenza era che qui si faceva davvero sul serio, con tanto di nomi, date e cifre.

Le ultime dichiarazioni di Umberto Bossi mettono in evidenza una serie di contraddizioni interne esagerate, a mio parere.  Ancora una volta nel nostro Paese la cosa che conta meno è la coerenza.

Dopo la recente sparata di Castelli sull’eventualità di mettere la croce sulla bandiera nazionale, in contrasto con Bossi che consigliava utilizzi meno ortodossi del drappo tricolore (e veniva condannato per questo), ecco che lo stesso Bossi si schiera a difesa di Berlusconi dicendo che le dichiarazioni di Spatuzza sono solamente illazioni a sfondo politico.

“La verità è che la mafia si è arrabbiata perché noi abbiamo fatto leggi pesantissime” dichiara Bossi ai giornalisti domenica 6 dicembre 2009, aggiungendo ovviamente che bisogna rivedere alcune leggi perchè questi pentiti parlano davvero troppo.

Sempre Bossi, però il 21 luglio 1998, diceva: “Sono stato io a mettere fine al partito del mafioso. Lui comprava i nostri parlamentari e io l’ho abbattuto. In Italia ci sono tre poli, quello palermitano è rappresentato da Berlusconi, lo hanno mandato per fregare il nord”.  Ma cosa era accaduto?

Era accaduto che il giornale La Padania era entrato a gamba tesa sulle ginocchia di Berlusconi chiedendogli di rispondere a undici domande relative alla sua carriera di imprenditore, alla provenienza dell’enormità di denaro investito e a tante altre cose delicate.

In quelle domande c’erano date, c’erano nomi, luoghi e cifre. Ad esempio: il 26 settembre 1968 la Edilnord comprò l’intera area sulla quale verrà poi costruita (in pochissimi anni) Milano 2 e la pagò 3 miliardi di lire.  La prima domanda chiedeva di chiarire la provenienza di quel denaro ( valutato in circa 38 mila miliardi di lire del 1998) che sembrava davvero troppo per il patrimonio famigliare dell’allora 32enne futuro premier.

Poi cominciava un’escalation che toccava tutti i punti chiave di una carriera da sogno (da Edilnord, a Fininvest fino ad arrivare al Milan), con domande chiare e specifiche relative ad ogni investimento importante e ad ogni aumento di capitale;  in sostanza la richiesta era sempre quella di dire da dove erano arrivati i denari.

Il senatur oggi difende l’alleato a spada tratta e questo è frutto di una logica politica che ogni volta sembra giustificare i mezzi pur di giungere al fine.  Non mi soprende che chi è al potere “dimentichi” le parole dette nel passato, mi fa arrabbiare invece, che l’opposizione (tutta quanta)  non faccia il proprio dovere.

Torno all’inizio di questo scritto: è mai possibile che debba essere un giornale non legato specificatamente ad un partito a tirare fuori dai cassetti queste cose?

I partiti dell’opposizione cosa hanno fatto in questi anni?  E pensare che alcuni non avrebbero avuto nulla da perdere, non essendo neanche più rappresentati in Parlamento.  La logica direbbe che tanto meno hai da difendere, tanto più devi usare i denti.  Invece nulla!

Non vengano a dire che non c’è libertà di informazione, per favore!  Ho già detto queste cose, ma le ripeto:  chi mi spiega come mai nessuno dei tanti giornali di partito dell’opposizione (ad esempio L’Unità, Il Riformista, Il Manifesto, Liberazione, ecc.) ha fatto una vera battaglia dura?  Perchè i segretari e i presidenti dei partiti di questi giornali ci parlano tutti i giorni di mancanza di libertà di stampa e poi non fanno una vera denuncia neanche nelle proprie prime pagine, ma è un altro giornale che cerca di fare sapere agli Italiani fatti di cui nessuno sembra voler parlare?

Come mai è il quotidiano ultimo arrivato a pubblicare certe cose?

Come mai è un quotidiano non organo di stampa ufficiale di partito?

Come mai è un quotidiano che si vanta di non prendere finanziamenti pubblici per la sua gestione?

L’analisi della realtà mi porta a pensare che faccia comodo un pò a tutti.  Qualcuno si lamenta a livello nazionale, ma poi ha i propri tornaconto a livello locale e quindi piuttosto che rischiare di perdere quella parte di potere, è meglio non andare troppo avanti con certe questioni.

Perchè rischiare di perdere anche quello che si ha?  Per chi?  Per gli Italiani?  Ma va là!!!

Agli Italiani gliela diciamo come ci pare, tanto nessuno sembra interessato a sapere la realtà delle cose.  Si imbottiscono di banalità e poi litigano al bar per partito preso, ognuno ripetendo le parole del politico che gli sta più simpatico.  Parlano di politica come parlano di pallone, solo che la politica incide sulla loro vita molto più del pallone, ma loro neanche sembrano accorgersene…

Di alcuni argomenti poi non ne parliamo proprio così tutto può andare avanti come sempre.

Basta leggere alcune dichiarazioni “Giustizia a orologeria”, “La magistratura è deviata” “E’ un attacco politico”.

Chi ha pronunciato queste frasi?  Risposta:  gli esponenti di ogni partito, ripeto ogni partito, quando sono stati intercettati o sottoposti ad inchieste.

Allora basta limitare le intercettazioni, non ricordare ai politici le cose che sostenevano una volta e soprattutto lasciare il dibattito politico a livello ideologico e stiamo certi che niente cambierà.

Tranquilli, sono solo quelli de Il Fatto Quotidiano che cercano di destabilizzare la politica italiana,  sono loro i veri anti-italiani, basta fermare loro, o meglio ancora basta delegittimarli convincendo tutti che dicono cose non vere oppure cose che servono a loro oscuri interessi e tutto si sistemerà…

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