La Mia Persona ed Io – Introspezione

La persona che mando fuori a incontrare altre persone ovviamente non sono io. Mi rappresenta in tutto e per tutto. Di solito si comporta in modo tale da non crearmi imbarazzo, qualche volta mi fa sentire bene, in genere ha un atteggiamento neutrale. Ma non sono io.

E allora? La mia persona incontra le altre persone, io no. E’ lei che ha a che fare con loro, che poi sarebbero “gli altri”. Con tutte quante, senza eccezioni. E’ lei che le frequenta, è lei che me le presenta. I miei contatti con gli altri avvengono sempre attraverso di lei.

Di conseguenza tra me e chi mi sta vicino non c’è mai un rapporto diretto; quando va bene c’è la mia persona a fare da intermediario, se invece va male la mia persona si trova ad avere rapporti con la persona dell’altra persona…giusto per complicare ulteriormente le cose.

Il risultato inevitabile è la mia distanza dagli altri.

Dal punto di vista pratico, tutto questo si manifesta creando una notevole differenza tra quello che percepiscono gli altri e ciò che di solito vorrei trasmettere io.

Io mi sento più incline al rapporto diretto, al tu per tu. Il gruppo, il protagonismo diretto mi frenano e mi mettono a disagio. La mia persona ( tenendo i contatti con tutti, nessuno escluso ), recepisce questa mia interiorità e la trasmette all’esterno facendomi sembrare certamente più introverso, diffidente e buio di quanto io non sia nella realtà.

Di conseguenza le persone che mi conoscono pensano che io sia lei (la mia persona) e non io.

Tutto quanto detto fino ad ora genera un malinteso interiore di difficile risoluzione, tanto che se la mia persona potesse parlarmi ( in realtà non lo può fare perché non esiste ) probabilmente mi direbbe: “Ma insomma che vuoi da me? Sei tu il mittente. Sei tu che mi passi i messaggi. Se non sei chiaro nelle tue indicazioni perché te la prendi con me?”

La domanda non pretende una risposta.

Si accontenta di avviare una riflessione, anche profonda se necessario, per capire quando, dove, come e perché sia avvenuto questo distacco tra me e la mia persona.

Il punto di arrivo sarebbe l’avvicinare il più possibile quello che è il mio pensiero a ciò che lei riesce effettivamente a trasmettere verso l’esterno.

Le cose sono complicate.

Il fatto è che si prendono delle abitudini e si tende a rimandare l’analisi dei prolemi. Poi alla lunga finisci addirittura col dimenticare cosa stavi rimandando, la tua persona prende il sopravvento e tu non sei più tu.

Quando ( e se ) fortunatamente ti rendi conto di questa situazione e cerchi un modo per porvi rimedio, ecco che ti ritrovi un’altra volta a dover fare i conti con la tua persona. Cerchi di prenderne il controllo, ma non riuscendovi completamente, devi per forza accettare qualche compromesso.

Uno degli alleati che hai a disposizione sono gli altri. Attenzione: non quelli con cui hai a che fare quotidianamente. No, non loro. Loro conoscono la tua persona, ma pensano di conoscere te.

Gli estranei sono i tuoi alleati!

Gli sconosciuti, le persone che devi ancora incontrare.

Se non lo hai mai notato da solo, te lo avrà fatto notare qualcuno: ci sono periodi nei quali sei più loquace, più portato al dialogo rispetto alle tue abitudini, più estroverso. Ebbene, se non ci hai mai fatto caso, questo succede proprio dopo che hai conosciuto degli estranei, gente nuova.

Persone alle quali, se stai facendo un buon lavoro interiore, riesci a rivolgerti se non proprio direttamente ( non è possibile, la tua persona virtuale è li che aspetta ), per lo meno senza che il terzo incomodo interferisca più di tanto.

Ecco perciò che la sensazione di distacco all’origine di questa riflessione, si ridimensiona notevolmente portando un’ondata benefica su tutti i tuoi rapporti interpersonali.

Disinnescare la tua persona, renderla innocua, non più in grado di interpretare le tue emozioni ma solamente di trasmetterle.

Con lentezza, in maniera occurata, ma con costanza e determinazione, senza rimandare tutto questo di un solo istante.

Questa la direzione da seguire.

Libera interpretazione dell’articolo ALTER E di Mario Giorgi apparso nul numero 14 del maggio 2009 della rivista “versodove” Edizioni Pendragon

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