Una Solitudine Troppo Rumorosa – Bohumil Hrabal

una solitudine troppo rumorosa

La prima parte di questo libro credo farà nascere in tutti gli amanti della lettura lo stesso stato d’animo che ho sentito dentro di me. Mi riferisco al fascino di un’attività che ti faccia scoprire ogni tanto, in mezzo alle altre cose, qualche libro. Così. A sorpresa.

E’ il caso del protagonista di questa storia, Hanta.

Credo che ognuno invidierà non tanto il suo lavoro in generale, questo no; ma quell’aspetto specifico probabilmente sì. Il fascino, il mistero, l’attesa di scoprire quale sarà il libro successivo… Sarebbe come avere un Natale quasi tutti i giorni.

Ai lettori compulsivi, come ci ha definiti qualcuno dei nostri, questo inizio di storia risulta più che sufficiente per andare avanti e scoprire il resto mano a mano che il racconto prosegue.

Leggendo la critica di questo libro ho notato che le motivazioni che lo hanno portato ad essere un testo importante sono altre, magari sono anche troppo tecniche e richiedono una preparazione all’altezza. A me è bastata questa prima parte per dare il mio giudizio positivo.

Con l’evolversi della vicenda però le cose cambiano, entrano in gioco tutti gli altri aspetti che contribuiscono a cancellare in buona parte questo romanticismo di fondo e riportano Hanta ( e il lettore ) alla cruda realtà.

Il confronto con le novità tecnologiche e il modo di vivere delle nuove generazioni, porta il protagonista a confrontarsi con se stesso prima di tutto e poi con la realtà che lo circonda.

E’ un perdente nonostante tutto. E’ lui che smonta pezzo per pezzo tutti i lati positivi che in un primo momento lo fanno sentire anche migliore di quei giovani che vede lavorare. Quando li sente dire che andranno in vacanza in Grecia pensa che se ci andasse lui, allora sì che sarebbe un vero viaggio: andrebbe a visitare i luoghi dove hanno vissuto i padri fondatori della filosofia, andrebbe a fare un giro d’onore dello stadio di Olimpia, andrebbe… invece questi giovani pensano solamente a divertirsi e tralasciano tutto quello che c’è scritto in quei libri che solo lui e quelli come lui salvano dal macero con tanto amore. Ma poi continua il pensiero e si dice che in fondo la propria conoscenza non è merito suo, lui non è migliore di quei giovani; in fondo lui e quelli come lui hanno sì una biblioteca a casa di libri che hanno letto, ma quei libri non sono frutto di scelte consapevoli, gli sono stati imposti dal destino. E’ stato il destino che gli ha fatto fare quel lavoro e salvare quei libri dal macero, lui li ha sì letti, ma solo perché non poteva farne a meno. Chiunque al suo posto sarebbe stato costretto a fare lo stesso.

E allora ecco che non può pensare di essere migliore di quei ragazzi.

Da questo momento tutto crolla e il futuro programmato con tanta semplicità svanisce in pochi istanti insieme a tutti i sogni fatti.

Le emozioni che all’inizio fanno capo al sogno, alla speranza e alla curiosità della scoperta del domani, si trasformano sempre più velocemente in demoralizzazione, in rassegnazione e in senso di nullità.

Hanta, guardando i ragazzi fare lo stesso tipo di lavoro che lui svolge tutti i giorni, nota i guanti che indossano, il modo di fare sbrigativo, il mancato “rispetto” per il materiale che stanno distrattamente maneggiando.

In quel momento sente di essere superato sia dalla tecnologia, ma soprattutto dalla mentalità della nuova generazione così diversa dalla sua.

Questa cosa, sommata ad altri avvenimenti che si succedono velocemente, lo mette in crisi e apre la strada a diverse conclusioni possibili.

In definitiva mi sento di consigliare la lettura di questo breve libro, più un racconto lungo che un romanzo, pieno di sentimenti contrastanti e storie che si intrecciano.

2 commenti

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2 risposte a “Una Solitudine Troppo Rumorosa – Bohumil Hrabal

  1. Pingback: Letture Novembre 2009 « ENTUSIASMI…repressi e non…

  2. a me questo piacque moltissimo, certo la tristezza è presente. A me ricordava molto Fahrenheit 451…

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