Riforma Sanità USA – Obama alla Resa dei Conti

Poco prima dell’orario previsto per la votazione della riforma della sanità della Camera dei Rappresentanti, le 6:00 pm americane corrispondenti alla mezzanotte italiana,  il sito ufficiale di Barack Obama mostrava ancora l’invito ai cittadini a chiamare i propri rappresentanti per sensibilizzarli al giusto voto.

barack obama's web site

Sulla parte destra un countdown scorre per ricordare quanto manca al momento del voto, mentre appare ben visibile il numero delle chiamate, in progressivo aumento,  da parte dei cittadini.

La questione è delicata e la posta in gioco altissima.

Obama ha fatto di questa riforma uno dei suoi cavalli di battaglia in campagna elettorale e oggi, con questo voto, misura il proprio potere. Nei giorni scorsi si sono svolte le elezioni per il rinnovo di due governanti di stato ed entrambi hanno visto vincitori i rappresentanti repubblicani.

Ci sono altri problemi che stanno mettendo i bastoni fra le ruote ad Obama, alcuni sono responsabilità sua mentre altri non sono dipesi dal suo operato.

Alcune promesse della campagna elettorale che lo ha portato alla Casa Bianca non sono state mantenute. La mancata chiusura di Guantanamo, che doveva avvenire in tempi rapidi, è lì a testimoniare le difficoltà di gestione di una politica con mille intrecci tra poteri di stato e poteri economici.

Altri avvenimenti ne hanno minato la popolarità; per il popolo americano è stata più influente la mancata assegnazione a Chicago dei Giochi Olimpici del 2016, candidatura per la quale Obama si era esposto in prima persona, piuttosto che la vittoria del premio Nobel.

Oggi è il giorno dei giorni per la presidenza Obama, almeno dal momento della presa dei pieni poteri ed è un giorno complicato perchè i Democratici non si sono dimostrati uniti durante il dibattito. Il risultato è incerto. Tra i 258 democratici che voteranno molti si sono detti contrari. Viceversa i 177 rappresentanti Repubblicani saranno compatti nel votare contro.

In breve e semplificando molto le cose, la riforma prevede l’accesso alla sanità per tutti. Non si tratta di una vera e propria sanità pubblica, ma dell’estensione della copertura assicurativa a quei milioni di americani ( si parla di almeno 35 ) che ne sono sprovvisti.

Sostanzialmente si tratta di cose diverse che portano allo stesso risultato: tutti avranno diritto all’assistenza pubblica. Magari tra poco non sarà più possibile vedere film dove prima di intervenire su un paziente gli si chiede se è assicurato…

Mezzanotte…l’ora delle streghe. Quelle di Obama?

A meno di un’ora si leggeva sul sito: “La Camera è pronta a votare oggi sulla legislazione in materia di riforma globale della sanità e ci aspettiamo un risultato molto incerto. A poche ore dal voto il settore delle assicurazioni e i loro alleati stanno facendo pressioni straordinarie su ogni rappresentante per sconfiggere questa riforma. Abbiamo quindi bisogno che i loro telefoni suonino il più possibile in maniera da tenerli fuori dai guai e che la riforma passi.”  (  ogni errore di traduzione o di interpretazione è possibile, ma la sostanza è questa )

Poi arriva la mezzanotte, il dibattito prosegue e il voto sembra andare per le lunghe. La riforma non piace a molti dei rappresentanti democratici e le pressioni sono forti. Alla fine si deve trovare un compromesso, viene perciò  inserito un emendamento che va incontro a quella parte di  democratici rigidamente anti-abortisti e che blocca lo stanziamento di fondi federali al proposito.

Sarà questa la mossa vincente oppure l’esito del voto è ancora in dubbio?

Si vota e la riforma viene approvata per 220 voti contro 215. Neanche negli Stati Uniti le riforme sono condivise. Ben 27 su 258 rappresentanti democratici hanno votato contro, mentre solamente un repubblicano si è dissociato dalla linea di partito votando a favore.

Si parla sempre della democrazia americana come esempio da prendere, ma poi poche volte si approfondisce il discorso e si dice quanto potere abbiano le multinazionali, le case farmaceutiche, l’industria delle armi e del petrolio e tutte le altre lobby esistenti, nei confronti degli eletti alla Camera e al Senato. D’altra parte, essendo la campagna elettorale uno stillicidio di denaro enorme, proprio da lì arriva la maggior parte dei contributi elettorali.

Nello specifico la riforma prevede che le spese sanitarie continuino ad essere pagate dalle assicurazioni, ma fa in modo che la copertura venga estesa a coloro i quali non possono permettersela, la tanto contestata “public option”. Inoltre sono presenti ulteriori restrizioni nei confronti delle assicurazioni, come il divieto di negare la copertura a chi presenti condizioni mediche preesistenti o di alzare notevolmente il costo della polizza per gli anziani. Contemporaneamente si introduce anche l’obbligo da parte dei datori di lavoro di assicurare i propri dipendenti.

Il presidente Obama ha parlato di un voto storico che rende finalmente possibile un’assistenza sanitaria di qualità per tutto il popolo americano. Ora la parola spetta al Senato dove si avrà la seconda votazione prima della ratifica finale. Obama si è detto fiducioso che la legge possa essere approvata entro la fine dell’anno.

Questa è la prima vera cosa concreta che ha messo in atto Obama, probabilmente una delle più difficili da partare a termine. Speriamo ce la possa fare anche perchè se riesce a cambiare il modello sanitario americano, allora forse può succedere davvero di tutto…in senso positivo ovviamente. A fine giornata sul sito di Obama si dice che la riforma è stata approvata dalla Camera e il prossimo step spetta al Senato.

barackobama.com

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