Il Quaderno – José Saramago

quaderno_saramagoSe fossi ancora in età adolescenziale probabilmente Josè Saramago diventerebbe uno dei miei idoli. Purtroppo o per  fortuna, a seconda delle opinioni, gli anni hanno da poco superato i quaranta e i punti di riferimento non vengono più nè idolatrati nè mitizzati.

La lettura di questo libro però, mi ha fatto conoscere un autore che mi si è rivelato come un grande personaggio. Delle sue opinioni ho condiviso davvero molto e la voglia di saperne di più è cresciuta tantissimo.“Il Quaderno” è la raccolta degli articoli scritti da Saramago sul suo blog nel periodo che va dal settembre 2008 a marzo 2009. Già il fatto che un intellettuale di 85 anni prenda in considerazione l’idea di scrivere per un blog e capisca in pieno le potenzialità di un mezzo come internet, già questo è segnale di lucidità di anticipo sui tempi. In un’intervista Saramago dice che per lui scrivere per un blog significa semplicemente aprire la sua finestra sul mondo e raccontare ciò che si vede da quella finestra.

La diversità degli argomenti e la qualità con cui essi vengono trattati, rendono la lettura oltremodo interessante e di stimolo: ogni capitolo può essere lo spunto per l’inizio di una discussione.

L’età, a suo dire, rende sempre più liberi di esprimere le proprie convinzioni e in questi scritti di convinzione precise ce ne sono davvero tante.

Diversi sono gli articoli dedicati all’Italia. Da quelli riservati a Berlusconi nei quali Saramago si chiede come mai per ben tre volte il popolo Italiano abbia scelto di farsi guidare da un personaggio del genere, a quelli che criticano la Chiesa. Mettendo prima bene in chiaro il suo ateismo, lo scrittore portoghese fa notare che la Chiesa chiede perdono per cose commesse secoli prima e non mai per gli avvenimenti attuali, verso i quali difficilmente si espone, auspicando sempre accertamento della verità e giustizia per tutti…amen.  Chiedendo il perdono per le cose del passato non fa che ottenere, praticamente senza nessuna spesa, di aumentare il proprio capitale di coscienza.

Arriva a domandarsi che cosa potrebbe pensare Dio di Ratzinger quando dice che guardando al progredire del laicismo e all’allontanarsi dei fedeli, nel corso della storia “Dio, pur non venendo mai meno alla sua promessa di salvezza, è dovuto ricorrere spesso al castigo.”

Ci sono elogi a figure come Rita Levi Montalcini, a proposito della quale dice che un giorno vorrebbe essere come lei, e personaggi come Martin Luther King che con il loro impegno e sacrificio hanno contribuito in maniera importante a migliorare questo mondo.

Domande articolate fanno da sfondo all’intero libro e una delle più importanti recita: “C’è  giustizia a questo mondo? Se ci fosse non saremmo qui a chiedercelo continuamente. La realtà è che questo è un mondo fatto per i più furbi e per i più forti. La semplice giustizia si incaricherebbe di mettere ogni cosa al posto giusto.”

In apparenza Saramago può sembrare pessimista, invece punta il dito sulle cose che non vanno, le denuncia, le ricorda, le fa notare. Cerca di evitare questo appisolamento generale che lascia che le cose sbagliate mettano radici e diventino routine.

Si chiede cosa penserebbero i milioni di ebrei uccisi nei campi di concentramento, nei polgrom  e nei ghetti delle città se potessero vedere come il governo di Israele, che prende forza morale proprio dal ricordo dell’Olocausto, tratta la popolazione palestinese.

In realtà l’unico vero peccato mortale è l’ipocrisia che dilaga. Tutto il resto non è che una conseguenza di ciò.

Non mancano gli articoli dedicati a tanti scrittori, principalmente sudamericani, che ho provveduto ad aggiungere ai miei propositi di lettura: Jorge Luis Borges, Jorge Amado,  Chico Buarque de Holanda, Carlos Fuentes e Fernando Pessoa.

In fondo siamo tutti delle biblioteche perchè custodiamo dentro di noi tutte le letture della nostra vita.

Il retro copertina riporta una frase dello scrittore portoghese Almeida Garrett, vissuto nella prima metà dell’800, che da sola spiega bene il contesto di appartenenza del libro: ” E io chiedo agli economisti politici, ai moralisti, se hanno già calcolato il numero di individui che è giocoforza condannare alla miseria, al lavoro eccessivo, alla demoralizzazione, all’infanzia perenne, alla più abietta ignoranza, alla disgrazia ineluttabile, alla penuria assoluta, per produrre un ricco.”

Nella mia disordinata libreria avevo già un paio di titoli di Saramago che aspettavano da tempo di essere presi in considerazione; questa raccolta di articoli ha certamente aumentato il loro punteggio nella priorità di lettura.

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3 risposte a “Il Quaderno – José Saramago

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