Il Masochismo del PD

pdPiù ci si avvicina alle primarie e più il masochismo all’interno del partito democratico la fa da padrone. L’ultimo caso è quello della bocciatura alla camera della legge sull’omofobia un paio di giorni fa. A voler essere precisi non si trattava di una legge nuova, ma dell’approvazione di una normativa che avrebbe portato un’aggravante della pena in caso di violenza verso le persone, istigata da motivi di orientamento sessuale.
Questa normativa è giunta al voto della camera dopo essere stata approvata da quasi l’unanimità dei gruppi parlamentari nelle varie commissioni. Solamente la lega e pochi altri non avevano aderito.Il voto doveva quindi essere una formalità.
Alla resa dei conti la normativa non è passata perhè il popolo delle libertà ( PDL ) non ha votato a favore. Oltre a tutti i voti del PDL è venuto a mancare anche il singolo voto della deputata Binetti (in ogni caso diventato ininfluente a quel punto), la quale si è espressa contro la proposta portata in aula dalla collega di partito ( PD ) Concia.
Le Binetti ha motivato il suo voto dicendo in sostanza che secondo lei quell’aggravante, così com’era scritta, conteneva un’ambiguità che in seguito avrebbe potuto essere sfruttata per spingere una discussione sui matrimoni tra omosessuali. Il suo votare contro era una maniera per riportare la legge in commissione per chiarire quelle ambiguità prima del voto definitivo.
La sostanza dei fatti dice, o dovrebbe dire che il PDL ha cambiato all’ultimo momento posizione ed ha votato contro, smentendo se stesso e la posizione tenuta fino a quel momento.
Il masochismo del partito democratico ha fatto, e sta ancora facendo, in modo che il voltafaccia del PDL passasse inosservato e l’opinione pubblica si concentrasse sulla lotta Binetti-Concia, portando l’attenzione su questioni di principio e non sul fatto che il partito di Berlusconi dice una cosa e poi ne vota un’altra.
No, niente di tutto questo. E allora assistiamo alla polemica Franceschini-D’Alema, a Marino che spara contro gli altri candidati, a Rutelli che aspetta il risultato delle primarie per decidere se rimanere all’interno del partito democratico, a Veltroni che non partecipa alle riunioni ufficiali del partito, a tutto il PD che si schiera contro Di Pietro quando attacca Napolitano (invece di tenere su piani diversi il modo con cui Di Pietro si esprime dal concreto delle cose che dice).
Nel frattempo Berlusconi e i suoi continuano imperterriti a fare ciò che vogliono, tanto non trovano opposizione mai. Gli basta accendere un po’ i toni su un argomento qualunque per vedere gli avversari che partono uniti per poi dividersi e litigare tra loro.
D’altra parte il partito democratico è l’espressione dell’Italia e degli Italiani, niente di più e niente di meno. Di quell’Italia di campanili, dell’orticello, del va bene ma non in casa mia, dell’ognuno tira l’acqua al proprio mulino. Dell’Italia unita quando c’è un nemico e poi appena il pericolo è passato, litiga per un piccolo tornaconto.
Lo vediamo tutti i giorni.
In campagna elettorale tutti, tranne la lega, si dichiarano a favore dell’abolizione delle province e poi alle feste di partito si chiamano gli applausi e ci si vanta di avere conquistato la piccola giunta provinciale di residenza. Si fanno proclami contro il nucleare richiamando ad alta voce (solo a volte) una politica energetica che incentivi le fonti rinnovabili e poi quando c’è da installare un gruppo di “ventole” per l’eolico nel proprio territorio si vota contro richiamando problemi di impatto ambientale.
Si dice che non c’è libertà di stampa e di espressione e poi neanche dei giornali di partito si spinge più di tanto su certe questioni che possono diventare spinose.
Si parla di riduzione delle spese e poi ogni città vuole un proprio aeroporto. All’estero ci sono pochi aeroporti, ma collegamenti comodi e veloci per giungere a destinazione. Nella mia regione, l’Emilia Romagna, patria del partito democratico, ci sono aeroporti a Bologna, Parma, Forlì, Rimini…uno ogni 30-40 chilometri. Una volta atterrati è il caos e si viene abbandonati a se stessi. Un turista che voglia andare sulla riviera romagnola o vedere i mosaici di Ravenna atterrando a Bologna, deve cambiare un autobus e due treni per fare 60-70 km. Non esiste un piano di riorganizzazione che preveda un grande scalo di riferimento con un collegamento adeguato perchè gli interessi delle città minori sono da difendere a scapito della funzionalità generale.
Tutto vero quando ci si riferisce alla prima parte di ognuna delle frasi appena scritte, ma anche tutto vero quando ci si riferisce alla seconda parte. Allora se la prima parte può ed è attribuibile a Berlusconi e al suo governo, è anche vero che la seconda parte riguarda tanti di coloro che dovrebbero fare opposizione vera.
La domanda è semplice: dato per scontato che Berlusconi cura gli interessi suoi e di una parte ben specifica raccontandoci ciò poi che vuole e distogliendo sempre l’attenzione dalle cose che vengono decise, dato per scontato questo, la domanda è se l’opposizione abbia veramente la coscienza pulita per richiamare problemi etici e morali?
Come può il partito democratico rappresentare un’alternativa se ogni volta, per ogni argomento che dal generico passa al concreto, non riesce a trovare un compromesso tra i propri appartenenti? E come può continuare a dire che il problema dell’Italia è Berlusconi?
Troppo comodo amici miei!
La credibilità scende sempre più in basso. Cosa accadrà dopo le primarie?
Il mio timore e la mia previsione è che assisteremo alla resa dei conti con divisioni e uscite dal partito. Partito che poi sarà più unito al suo interno e magari finalmente potrà parlare con voce unica, ma quella voce sarà diventata più piccola di prima e non potrà competere e proporsi come alternativa di governo.
L’alternativa di governo è il vero scopo del PD? Lo vedremo, io non credo. Credo che piuttosto che rinunciare ad una parte del proprio orticello, molti di questi predicatori della coscienza civile, dell’onestà intellettuale e del fantomatico bene della Patria, si aggrapperanno alla propria poltroncina e se la porteranno in giro con sé, ognuno con i propri seguaci.
Sono questi il vero cancro dell’Italia! Non Berlusconi che sappiamo tutti essere uno che fa i proprio interessi. Quando lo sentiamo parlare non gli crediamo più. Non abbiamo bisogno di qualcuno che ci dica che racconta balle, lo vediamo nella nostra vita quotidiana. La riprova è che entrambe le volte che ha portato a termine una legislatura poi ha perso le successive elezioni. Vale a dire che la gente è stata talmente scontenta di quello che ha visto da preferire un’alternativa, qualunque essa sia, piuttosto che un rinnovo di incarico. D’altra parte, proprio perché la difesa dei piccoli interessi è il male del partito democratico di oggi (prima dell’ulivo e di tutte le coalizioni precedenti), quell’alternativa non è mai stata in grado di reggersi sulle proprie gambe.
E allora, ancora una volta il timore che stiamo vivendo una cosa già vista è forte. Spero di essere smentito e che le primarie portino a un partito forte e unito nel quale prima si discute, poi si decide e infine si prende una posizione unitaria, altrimenti ancora una volta ci sarà un unico vincitore, il solito.
Il 25 ottobre ci sono le primarie e due sono i passaggi fondamentali successivi: il primo è che non ci siano scissioni fino alle elezioni regionali di primavera, li secondo sarà proprio il risultato di quelle elezioni.
Un partito che si divide dopo le primarie potrà anche dire di essere più forte al suo interno, ma non potrà avere aspirazioni di governo perché per battere Berlusconi dovrà per forza allearsi con coloro che sono usciti dal partito stesso. A meno che non si pensi di poter arrivare alla maggioranza da soli…
La mia previsione è che il partito si romperà, il governo Berlusconi terrà fino a fine legislatura e poi lui passerà la mano per candidarsi al Quirinale e cercare di essere eletto a maggioranza.
A quel punto vedo Fini prendere in mano il PDL e l’opposizione, che nel frattempo si è suicidata, continuare a sostenere che la causa della propria morte viene dall’esterno.
Basta masochismo nel partito democratico, avete la responsabilità di poter cambiare le cose, ma prima dovete cambiare voi stessi. Siete in grado di farlo?

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