Berlusconi e l’Italia Sputtanata

berlusconiDopo le vicende degli ultimi giorni e dopo la sentenza della Consulta che avrebbe peccato di lesa maestà nei confronti del premier, la maggior parte della stampa estera ha titolato in maniera decisa parlando di ritorno alla democrazia e di fine dell’immunità per Berlusconi.

Anche oggi la replica è stata pesante e non basata sui fatti. Dopo tutto basterebbe andare a un processo e rispondere alle accuse dimostrando la loro falsità, per uscire a testa alta e parlare con nuova coscienza agli elettori, forte del candore dimostrato nelle opportune sedi. Invece Berlusconi dice sempre le stesse cose, fa sempre le stesse accuse ed evita sempre i processi a suo carico. Solo in riferimento a quest’ultima parte non si comporta sempre nello stesso modo, ma dimostra una grande creatività: a volte ricusa i giudici, a volte cambia una legge e depenalizza un certo reato (vedi falso in bilancio), a volte ne cambia un’altra per abbreviare i tempi della prescrizione, a volte un’altra ancora per limitare le indagini e la raccolta di prove (vedi le norme sulle  intercettazioni), fino a dare vita a nuovi progetti di immunità parlamentare e a rilanciare una “riforma fondamentale” della giustizia in tempi rapidi.

Oggi afferma che le notizie e i titoli apparsi sui giornali stranieri “sono accuse che sputtanano non solo il presidente del Consiglio, ma la democrazia e il nostro Paese” e danneggiano “l’immagine dell’Italia che deve essere bella forte e pura e non inquinata da tutto ciò che si dice sui giornali in queste settimane“.

Strano che Berlusconi utilizzi proprio il termine “sputtanare“. Che sia stato un lapsus freudiano?

Allora forse avrebbe dovuto dire che le accuse “escortano” il presidente del Consiglio ecc. ecc., visto che le donne pagate per andare con lui vengono pudicamente chiamate escort.

Una volta si chiamavano puttane quelle di strada e puttane d’alto borgo quelle per i vip di alto livello. Cambiano solo il prezzo, il luogo e le apparenze, la sostanza rimane la stessa.

Anche questo suo lapsus avrà certamente un colpevole da individuare in un infiltrato di chiare tendenze comuniste che si nasconde all’interno dello staff che gli prepara i discorsi.

Alla faccia dell’immagine dell’Italia…

La battuta di Berlusconi che al grido “Silvio santo subito” risponde “Subito no, aspettiamo…” fa impressione se pensiamo al fatto che la legge di lesa maestà (Lex Iulia maiestatis), emanata sotto l’imperatore Augusto, sanzionava anche il rifiuto di riconoscere l’imperatore come divinità.

E pensare che solo poco tempo fa, giusto a fine luglio, aveva dichiarato “Non sono un santo!”

Confusione???

Doveroso a questo punto un invito personale al cambiamento e un ricordo delle ormai dimenticate parole della moglie di Berlusconi che disse: “aiutate mio marito come si farebbe con una persona che non sta bene”.

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