2012: la fine del mondo? – Roberto Giacobbo

2012Il libro riporta sia notizie storiche che deduzioni di studiosi e archeologi, alle quali immancabilmente fa seguito una frase del tipo (cito testualmente) “questo agirebbe sulla nostra psiche e sulle nostre emozioni…grazie alla capacità che ha il cristallo di riflettere la luce secondo incidenze particolari e con modalità specifiche. E forse…sono stati costruiti senza tenere conto degli assi di simmetria del materiale di cui sono fatti proprio per ottenere effetti ancora più profondi…”.
C’è una moltitudine di cose del genere: si dà una notizia e poi ci si scrivono sopra pagine di previsioni, elaborazioni mentali e influenze sul genere umano da parte di forze sconosciute, al punto che il verbo condizionale di collegamento tra la notizia e tutte le interpretazioni (spesso le condizioni in cascata sono più di una…) viene scordato.Peraltro è lo stile utilizzato anche nei servizi di Voyager, che cominciano tutti con la pretesa di sembrare documentari, ma poi dopo un inizio di preparazione e di spiegazione delle scoperte reali, si avventurano nel fantastico ottenendo un largo consenso in ascolti.

Diverso è il vero e proprio documentario dove prevale la parte storica e accertata e le supposizioni vengono accennate in chiusura di servizio.
Tornando ai nostri amati libri, al posto di questa pubblicazione di Giacobbo rivolta a cavalcare un argomento ora venuto di moda (come è stato fatto anche per i templari, per i cerchi nel grano, i dinosauri, l’aumento della temperatura ecc.) mi sento di consigliare “Le profezie dei Maya” di Adrian Gilbert e Maurice Cotterell che affronta l’argomento in maniera decisamente più scientifica e meno in stile gossip.
In questo libro Giacobbo furbescamente utilizza un alternarsi di supposizioni e dichiarazioni, che cominciano con un “sarebbe”. Spesso il “sarebbe”, che serve per dare il via ad una spiegazione del tutto teorica e non dimostrata, viene seguito ( all’interno della stessa supposizione ) da affermazioni date per vere, creando volutamente confusione perché, come già detto in precedenza, l’affermazione finale scritta come se fosse vera, in realtà è il frutto di una supposizione di partenza e quindi non può essere certamente vera.
Un chiaro esempio di ciò si può avere quando parla dei teschi di cristallo trovati nei reperti maya.
La parte citata all’inizio di questa recensione fa riferimento proprio a questi teschi. Notare come si inizia con un “sarebbe”, si passa per un “agirebbe”, un “forse” serve per legare i concetti, poi si conclude dicendo “chi li ha costruiti ha concepito un sistema che agisce direttamente su di esso.” (si parla del cervello umano) e conclude con “E l’ha saputo fare molto bene.”
Il proseguire tornando a verbi come “interferirebbero” e “genererebbero” per poi chiudere il discorso con “indurrebbero immagini allegoriche, sensazioni, simboli che poi andrebbero interpretati razionalmente.” serve solamente a nascondere la mano di quel furbacchione di Giacobbo dopo che ha lanciato il sasso…
Ma come? Prima affermi che chi ha costruito quelle cose lo ha fatto a ragion veduta conoscendo molto bene il cervello umano e poi finisci dicendo che il tutto deve essere interpretato razionalmente.
L’ultima cosa letta è quasi sempre un’affermazione che però parte da una supposizione. Mah!
Immancabilmente si toccano tutti i punti leggendari, da Atlantide a Nostradamus, passando per le piramidi egizie.
Buona parte della seconda metà del libro rispecchia ai servizi di Voyager, manca solo il video; il resto è uguale parola per parola.
Verso la fine, quasi quasi mi sarei aspettato la pubblicità di un amuleto in grado di salvarci dalla fine del mondo. Tanti dei verbi che nei primi capitoli sono al condizionale, verso la fine si trasformano in futuro prossimo e la possibilità che il 22 dicembre non sia accaduto nulla di quanto è stato scritto viene appena accennata, il dubbio forte è se sarà una distruzione generale o un’opportunità per compiere un nuovo passo in avanti.
La mia personale conclusione è che questo libro stia alla realtà delle conoscenze come Voyager sta a Discovery Channel.

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2 risposte a “2012: la fine del mondo? – Roberto Giacobbo

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