Napolitano e Scudo Fiscale

napolitanoRicordo con affetto la mia maestra elementare che spiegandoci la Costituzione diceva che il Presidente della Repubblica Italiana ha un ruolo principalmente di rappresentanza dello Stato Italiano.

Tra i pochi poteri concreti che ha ci sono il potere di sciogliere le camere e indire nuove elezioni e il potere di promulgare le leggi apponendovi la propria firma, oppure rinviarle alle Camere se le ritiene contrastanti con la Costituzione o gravemente inopportune.

Mi addolora molto constatare che la mia maestra fosse una persona che mentiva ai bambini.

Devo giungere per forza a questa conclusione visti i fatti di ieri.

Come riportano numerosi organismi di stampa, alla richiesta di un cittadino di non firmare la legge sullo scudo fiscale, l nostro Presidente avrebbe risposto: “Non firmare non sigifica niente. Se non firmo oggi il parlamento rivota un’altra volta la stessa legge ed è scritto che a quel punto io sono obbligato a firmare. Questo voi non lo sapete? Se mi dite non firmare, mi dite una cosa che non significa niente“.

Mi pare una posizione difficile da difendere. Analizzando le cose in un primo momento ho pensato a sole due ipotesi possibili:

ipotesi 1: Napolitano trova che la legge non sia inopportuna, allora dovrebbe dirlo chiaramente

ipotesi 2: Napolitano trova che la legge sia inopportuna, ma siccome dichiara quanto sopra, allora devo pensare che la Costituzione non preveda il rinvio alle camere se si pensa che la legge ritorni immodificata alla promulgazione del Presidente

Devo quindi rassegnarmi a pensare che la mia maestra mi abbia raccontato bugie. E pensare che sembrava così sincera…

In realtà ci sarebbero anche altre ipotesi, ma vista l’alzata di scudi da parte di tutti quanti conto la contestazione di Di Pietro, devo dedurre che gli unici raccontatori di balle siano proprio Di Pietro e la mia maestra.

Napolitano protesta ad alta voce per richiamare l’attenzione sul ritardo dei festeggiamenti per 150 anniversario dell’indipendenza, ma il suo richiamo diventa un sussurro quando si giustifica per la firma sullo scudo fiscale. Lascia intendere che forse non è d’accordo, ma non prende posizione perchè tanto non servirebbe. Ma come? Proprio lui che è da sempre un uomo politico ha perso la consapevolezza di quanto sano importanti le dichiarazioni e le prese di posizione? Se anche tra pochi giorni fosse stato obbligato alla firma, almeno sarebbe continuato il dibattito sull’opportunità morale (altra parola sbandierata da tanti in politica) di quel provvedimento.

Però vista l’unanimità della presa di distanza da Di Pietro (Fini, Franceschini, Chiti, Enrico Letta, Cesa, Cicchitto, Maroni, ecc. ecc.) devo pensare che tutto sia andato secondo morale.

Mi resta un dubbio: più che morale, non sarà questa la solita morale italiana?

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