Europa Cinema – Viareggio 2009

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Da un paio di anni frequento qualche festival cinematografico, due su tutti: il Trieste Film Festival e l’Europa Cinema di Viareggio. In questi giorni è in corso di svolgimento a Viareggio la 26° Mostra del cinema europeo.

Il fondatore storico della mostra è Federico Fellini che ha istituito questo festival a Rimini nel 1984 e dal 1989, dopo passaggi a Bari e a Roma, la mostra ha trovato fissa dimora a Viareggio.
Collaborazioni con Ingmar Bergman e Wim Wenders hanno portato negli anni questo appuntamento a livelli di eccellenza e fama internazionale.
Fino all’edizione precedente questa mostra aveva luogo nel mese di aprile e coincideva con l’apertura della stagione balneare. In occasione della mia visita del 2008, infatti, ho trovato molti stabilimenti in pieno fermento per sistemare le ultime cose in vista del ponte del 25 aprile. L’impressione che ho avuto andando per bar all’ora di colazione è stata di gente molto disponibile, cordiale e con voglia di chiacchierare anche con gli sconosciuti di passaggio; anche in albergo ho trovato lo stesso clima.
Tornando alla mostra, la formula storica prevedeva una rassegna annuale monotematica: veniva scelto un paese europeo di riferimento (la Germania per il 2008, la Spagna per il 2007…) e le pellicole in proiezione venivano di conseguenza. Molto interessanti alcune prime visioni italiane di lungometraggi storici.
L’atmosfera di questo tipo di festival è molto diversa da quello che si può pensare ad esempio guardando i servizi televisivi sulla mostra di Venezia. Qui non ci sono passerelle con tappeto rosso e il gossip non c’entra nulla. Esiste solo il cinema e la passione dei registi, degli attori, dei produttori e di tutte le persone che contribuiscono alla realizzazione di opere che poi altri appassionati andranno a vedere.
Ogni proiezione è solitamente preceduta da un breve dibattito, qualche minuto appena, con qualcuno dello staff organizzativo, pronto a dare dritte al pubblico, raccomandando ad esempio, di prestare attenzione ad una scena in particolare, spiegandone il motivo. Spesso è presente qualche ospite per presentare il film: a volte il regista, più spesso un attore. Comunque sia il tutto avviene nell’arco di qualche minuto per non prolungare troppo le attese delle proiezioni; in separata sede ci sono momenti con dibattiti e conferenze stampa per approfondire i vari argomenti.
Del 2008 ricordo bene la proiezione del film “Rosa Luxemburg” di Margarethe Von Trotta, con la regista presente in sala che raccontava della sua infanzia in Germania  quando, per almeno 15-20 anni dopo la fine della guerra, nessuno parlava di ciò che era accaduto. Troppo forte era il senso di colpa della popolazione e per tanti anni si è cercato di non affrontare l’argomento nelle scuole e nemmeno nei dibattiti pubblici. Poi, una volta cambiati i tempi, c’è stata la maturità per affrontare il passato, guardarlo in faccia, esorcizzarlo e cercare di fare qualcosa come ad esempio raccontarlo. Per questo, raccontava la Von Trotta in un ambiente informale e mostrando molto rispetto per il pubblico non troppo numeroso (pomeriggio di un giorno feriale), aveva deciso di girare il film “Rosa Luxemburg” nel quale racconta la storia di una delle prime donne impegnate politicamente in Germania alla fine della grande guerra.
Non sono mancati alcuni film di Fassbinder, uno su tutti  “Nessuna festa per la morte del cane di Satana”.
In programma anche un’opera di oltre 7 ore, divisa in quattro proiezioni, sull’avvento e caduta del nazismo rivisitata in chiave teatrale e surrealista. Quest’opera, devo dire un po’ pesante per la sua lunghezza, era stata vista in Italia solamente una volta, come raccontava il curatore della mostra Felice Laudadio, in un circolo cinematografico a Firenze una decina di anni fa.
L’ingresso era totalmente gratuito in tutte le sale e per tutte le proiezioni.
Per l’edizione 2009 la crisi economica ha colpito forte. In un primo momento doveva essere l’Inghilterra il paese ospite, questo almeno erano le intenzioni dell’organizzazione. Poi sono corse voci di annullamenti e cancellazioni. La difficoltà nel reperire fondi ha fatto slittare la manifestazione al mese di settembre e il paese di riferimento sembrava essere diventato la Francia.
Un’ulteriore variazione di programma ha infine portato la mostra ad assumere l’attuale assetto definitivo. Nel sito della mostra http://www.europacinema.it si può leggere l’introduzione di Laudadio che annuncia il suo abbandono del progetto dopo 21 anni di direzione.
La struttura di quest’anno subisce una grande cambiamento, pur rimanendo di alto livello: ci sono due  rassegne dedicate ai lavori di Paolo Virzì e di Ingmar Bergman. C’è una parentesi dedicata all’opera lirica con diversi interpreti come Karajan e Muti.
Le proiezioni serali, le uniche a pagamento (solo 5 €) vedono una serie di anteprime importanti con film che portano i nomi di Peter Jackson, Leonardo Di Caprio, Quentin Tarantino.
Laudadio rende noto che il budget a disposizione per l’edizione 2009 è stato ridotto a meno di un terzo arrivando alla cifra di circa 150.000 euro contro i 15 milioni a disposizione del festival di Roma; mi pare di capire che a causa di questa importante riduzione di risorse Laudadio non senta di poter mettere in piedi una manifestazione adeguata al carisma e all’importanza internazionale delle rassegne delle ultime annate, ragion per cui lascia l’incarico con un comunicato per il pubblico che non nasconde l’amarezza per la situazione attuale.

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