Ferrara Buskers Festival

Venerdì 28 mi sono recato in quel di Ferrara per l’annuale Festival dei Buskers giunto ormai alla 22° edizione. I Buskers sono gli artisti di strada.
Per il 2009 erano attesi quasi 1000 artisti da più di 30 nazioni.
Qualche giocoliere, alcuni mimi e molti, moltissimi musicisti trovano spazio nelle vie e nelle piazze del centro della città estense.
Come scrive su Repubblica Chiara Pilati “ogni volta che si visita una città si incontra qualche artista di strada che canta e danza la propria storia e cultura. E’ difficile immaginare la sensazione di vederli esibirsi tutti insieme e trasformare una via di Ferrara in una polverosa strada della Guinea, il corso principale in un vicolo di Buenos Aires, girare l’angolo e trovarsi a Taiwan, in Svezia o in Kenia.” Eppure quello che può accadere è proprio questo.
Qualsiasi sia il motivo per cui si va per la prima volta a Ferrara, poi si ritorna perché al rientro ci si porta dei bellissimi ricordi. Ogni gruppo che si esibisce ha con sé una targa che ne indica il nome e la provenienza.
Gli artisti invitati sono 20 e si riconoscono per il colore giallo della targa che hanno vicino. Tutti gli altri hanno la targa rossa.

La manifestazione prevede esibizioni che hanno il loro svolgimento solitamente dalle 18 alle 19:30 e dalle 21:30 alle 24. Ad ogni turno gli artisti ruotano di posizione secondo un programma prestabilito dall’organizzazione; una chiara guida consente di orientarsi senza problemi e non perdere gli spettacoli che si considerano più interessanti.

L’atmosfera che si respira in certi momenti è particolarmente strana ed eccitante: può davvero capitare, girando un angolo, di avere l’impressione di essere in un paese straniero.

Generalmente non si sente molto parlare, tranne negli spettacoli dei giocolieri, dove sono i bambini che rimangono sorpresi dai numeri eseguiti. Per il resto si ascolta e si applaude; ci si trova in mezzo a capannelli di persone che circondano uno dei musicisti mentre si esibisce e si viene prioettati in un mondo che nasce e (a volte purtroppo) muore quando ci si sposta verso un altro gruppo di spettatori, pronti a partire per un altro viaggio virtuale.
Proprio questa mancanza di parole contribuisce a fare entrare nel clima e nell’atmosfera creata da chi sta suonando.

Ogni anno c’è un paese di riferimento e per l’edizione 2009 questo era la Croazia rappresentata da 4 dei 20 ospiti invitati.

Le mie esperienze, i miei gusti e la mia predisposizione artistico-culturali non mi fanno essere molto vicino alla musica dei paesi balcanici (diverso è quando si parla di cinema, ma lascio l’argomento ad altri post futuri), quindi da questo punto di vista non doveva essere una delle mie edizioni preferite.

Una breve carrellata tra gli artisti ospitati di cui ho seguito le esibizioni porta a segnalare in primo luogo i RootsKompakt,un gruppo ungherese specializzato in ritmi reggae composto da tre ragazzi agli strumenti e una ragazza alla voce.

RootsKompakt - Ungheria

Spring era una ragazza di New York che gira il mondo tenendo fino a 100 concerti all’anno. Ha pubblicato già sei album con qualche brano passato anche su Mtv. Una delle artiste che ha catturato più pubblico con le sue performance.

Los Widow Makers - Spagna

I Los Widow Makers dalla Spagna hanno riportato la memoria ai tempi del rockabilly facendo rivivere un pò dell’atmosfera anni ’50.

The Bleu Genes - Usa Uk Germania Danimarca

Andando verso la zona dove si esibivano i The Blue Genes, si entrava in America con il suo classico blkues americano.
I The Busquito’s è un gruppo formato da musicisti professionisti olandesi amici di vecchia data che, dopo tanti anni durante I quali ognuno ha seguito la propria strada, si sono messi insieme formando un gruppro divertente che si dedica a brani dallo swing anni 20-30 al jazz più recente con cover di Sonny Rollins. Il componente più carismatico è il bassista-cantante Ronald de Jong che ha suonato con Shane Mac Gowan, il leader storico dei Pogues.

The Busquito's - Olanda

Un repertorio vasto che spazia dal blues al rockabilly con divertenti escursioni anche jazz, è quello dei croati Kom3dija che con batteria, chitarra, basso e clarinetto si sono fatti notare.

Kom3dija - Croazia

Diversi i gruppi jazz e quelli che propongono musica classica in special modo per archi; qualcosa anche in stile country e folk. Non è mancato qualche strumento mai visto che mi ha incuriosito molto.

Le mie preferenze sono andate però a due gruppi in particolare: il primo proponeva canzoni tradizionali del folklore francese. Nello specifico direi della zona della Bretagna o della Normandia, come facevano pensare le marcate sonorità celtiche alimentate dal violino e dalla cornamusa che suonavano le due ragazze. Il gruppo era Leiermann & Elfenklang che a dispetto della musica proposta, provenivano dalla Germania.

Leiermann & Elfenklang - Germania

L’altro gruppo meritevole di menzione speciale veniva dalla Mongolia.

Hosoo Transmongolia - Mongolia

Gli Hosoo Transmongolia l’hanno fatta da padrone, convincendo ed appassionando tutti gli spettatori con le loro canzoni popolari. Come sonorità musicali, il loro stile poteva richiamare l’idea dei ritmi della tradizione giapponese. Mi riferisco alla musica dei film con le case in legno dalle porte scorrevoli e le donne in kimono. La loro particolarità davvero unica era nella voce: un o dei componenti, forse il più giovane, aveva un timbro estremamente basso; il leader del gruppo, invece, riusciva ad emettere suoni che, modulati, sembravano dover essere prodotti da uno strumento a fiato. L’acquisto di uno dei loro cd è stato obbligato. Al ritorno, ascoltandolo in auto, sembrava impossibile che quei suoni non fossero di uno strumento; se non lo avessi visto di persona forse non ci avrei creduto.

Questi erano solo alcuni tra gli invitati. Poi tutta una serie di altri artisti accreditati riempiva il centro città: da un gruppo di ragazzi italiani dediti esclusivamente ai pezzi dei Beatles a quello che proponeva ritmi brasiliani, dal solista con chitarra al classico trio jazz, dalla band demenziale vestita di rosa al flamenco con chitarra e nacchere come da tradizione.
E molto altro ancora, fino ad arrivare a giocolieri, clown che interagiscono col pubblico, persone che truccavano i bambini disegnando maschere animali, la breakdance, insomma…davvero di tutto.
Una serie di iniziative collaterali tra le quali una mosta fotografica e una lotteria completano la manifestazione.
L’unico lato negativo è stato il caldo afoso che si è fatto sentire in maniera importante, ma non si può avere tutto.

Un’esperienza da ripetere senza tentennamenti e da consigliare a tutti.

Advertisements

2 commenti

Archiviato in musica

2 risposte a “Ferrara Buskers Festival

  1. Pingback: Ferrara Buskers Festival « Entusiasmi Repressi…

  2. dK

    Ci sono stato l’anno scorso, ottima esperienza! Prossimamente ci ritornerò senz’altro!

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...