Io & Shira – Gianluca Ratta

Trovo in un quotidiano un’intera pagina dedicata a Gianluca Ratta, alla sua storia e al suo libro e decido immediatamente di comperarlo.  Il giorno successivo mi presento in libreria.

Cerco un po’ nelle ultime novità…eppure ci deve essere…è uscito questa settimana…ma non lo vedo, allora chiedo alla commessa che gentilissima dice “Sissì, te lo prendo, è nella letteratura da viaggio!”

Perfetto, addirittura nella sezione dedicata, bene.

Non appena vedo tornare la commessa con questo libricino nelle mani rimango un po’ deluso, possibile che un tizio che scrive un libro per raccontare dieci anni di camminate in giro per l’Italia con un cane come unico fedele compagno, abbia così poco da dire?   Mah!

Vabbè lo prendo. Faccio per pagare e…17 euro!

“Ostia!” direbbe Perego…

Almeno il prezzo è da libro grande.

Esco e dò un’occhiata sull’ultima pagina; laggiù in basso, in fondo all’indice c’è scritto il numero 151 a destra della voce Ringraziamenti.

Hai da ringraziare un bel po’: quasi 40.000 km a piedi e li comprimi in appena 151 pagine scritte con caratteri belli grandi, il tutto alla bella cifra già citata.

Che poi non sarebbero tanto i 17 euro a fare la differenza, sono le quasi 33 mila lire che danno un po’ fastidio…

Comunque ho preso tante altre fregature che una in più non cambia poi tanto, al massimo metterò il libro come scambiabile su aNobii…

Arrivo a casa e comincio la lettura…

Ovviamente c’è una parte introduttiva per raccontare qualcosa di sé; in fondo non è da tutti mollare il lavoro e partirsene a piedi in solitaria in giro per il Paese, serve certamente un po’ di presentazione del personaggio per entrare in clima.

In clima personalmente c’ero già da prima di vedere la recensione sul quotidiano; l’argomento viaggi in solitaria mi appassiona molto al punto tale da avere già una piccolissima esperienza personale in bici .

Per questo la parte iniziale non ha per me un’attrattiva così importante.

Ciò che mi aspetto e spero di trovare, sono invece tutta una serie di consigli e dettagli pratici che possano aiutare a risolvere le situazioni del quotidiano che un viaggiatore solitario deve affrontare,

Cose semplici, ma fondamentali: dove dormire, come fare con il bagno, dove tenere i soldi, a chi chiedere ospitalità, come muoversi in economia…

Leggo una pagina, un’altra e poi un’altra ancora…la cosiddetta introduzione finisce con il buon Gianluca che si licenzia e rinuncia al proprio posto di lavoro nella ditta che produce speck…sono a pagina 56!

Ma dai! Più di un terzo per spiegare come sei arrivato alla decisione…

Poi finalmente arriva la parte che mi interessa maggiormente e che mi coinvolge abbastanza.

L’evolversi dell’equipaggiamento, che con il passare del tempo e il conseguente accumulo di esperienza, diventa sempre più leggero e minimalista.

La ricerca dei luoghi dove riposare, lavarsi e passare la notte.

L’incontro con le persone più diverse e le domande che più spesso gli vengono rivolte.

Le occhiate di coloro che non capiscono e che quasi sempre sono quelli che appaiono più sicuri di su e più pieni di certezze, ma in fondo forse sono solo quelli che sognano i sogni degli altri.

Fino all’incontro con diversi animali per arrivare all’ultimo: Shira.

“Se vuoi venire con me, si cammina tanto.”

Queste le parole con cui Gianluca si rivolge al cane husky che lo sta guardando immobile. La risposta arriva attraverso la coda che comincia a scodinzolare in segno di gioia.

Da quel momento i due non si lasciano più e insieme hanno già percorso più di 33.000 km e altri ancora ne affronteranno.

Il libro prosegue con aneddoti, brevi resoconti e spiegazioni riguardo a come ci si può organizzare per tenere bassi i costi.

Anche l’esperienza con uno sponsor, poi finita nel nulla, contribuisce a chiarire qualche dubbio che da tempo aspettava di essere chiarito.

Le ultime 100 pagine sono belle e soddisfano abbastanza la curiosità, con momenti di allegria, notti all’addiaccio, situazioni commoventi senza rinunciare anche a qualche episodio drammatico.

In definitiva il libro mi ha soddisfatto, anche se non completamente, mi aspettavo molti più dettagli.

Non è una vera e propria guida e numerosi percorsi sono appena accennati, comunque serve per chiudere qualche vuoto lasciato aperto da letture precedenti.

Ecco, più che troppo lunga la parte introduttiva, direi che è troppo poco dettagliata la sezione dedicata ai resoconti di viaggio.

Diciamo che la mia personalissima recensione di questo libro, cominciata davvero in modo ipercritico, si è poi trasformata in qualcosa di più positivo.

Come accennato in precedenza, il libro non è una guida vera e propria, ma il racconto di un’esperienza di vita personale.

Tuttavia qualche spunto a livello pratico viene dato e può essere utile anche a coloro che magari intendono intraprendere qualche avventura del genere seppur in  modo meno drastico e definitivo.

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7 commenti

Archiviato in libri, recensioni libri

7 risposte a “Io & Shira – Gianluca Ratta

  1. Pingback: Letture Maggio 2010 « ENTUSIASMI…repressi e non…

  2. Grazie per questo post: stavo cercando anch’io il libro di Ratta (credo sia nuovamente partito)

  3. Iva

    Io l’ho stò leggendo… pensavo ci fossero più descrizioni sui paesaggi visti…! Penso che Gianluca voglia un gran bene alla sua Shira… e anche la cagnolina contraccambi con tanto affetto…

  4. silvana

    strana sensazione , leggere il tuo libro Gianluca un abbraccio

  5. Tamara

    Ho letto anche io il libro ed è piuttosto un resoconto, un diario di viaggio, probabilmente un pò inquinato dalla casa editrice, perchè da poche piccole frasi si evince chiaramente che Gianluca Ratta ha dentro un mondo, inespresso in questo libro.
    Non se se tu ne sia o meno a conoscenza, ma come guida per un viaggio in pedovia ai limiti della sicurezza e della resistenza c’è l’ottimo libro Vagabonding di Potts Rolf che consiglia dalla guida, al migliore luogo per mantenere i soldi, agli alloggi e quant’altro. Ottimo come risorsa.

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